Versamento anticipato dell'imposta sostitutiva dovuta per l'anno in corso. Si divide in due rate: il primo acconto (40% dell'imposta dell'anno precedente) entro giugno, e il secondo acconto (60%) entro novembre. Se l'imposta complessiva è inferiore a 257,52 €, non è dovuto alcun acconto.
Percentuale di imposta applicata al reddito imponibile nel regime forfettario. È del 15% in via ordinaria, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività per chi apre una nuova Partita IVA (a condizione di non aver esercitato attività d'impresa o lavoro autonomo nei 3 anni precedenti).
Codice alfanumerico che classifica l'attività economica svolta. Nel regime forfettario è fondamentale perché a ogni codice ATECO corrisponde un coefficiente di redditività diverso, che determina la base imponibile su cui calcolare le tasse. Viene comunicato all'apertura della Partita IVA tramite il modello AA9/12.
L'importo su cui si calcola l'imposta sostitutiva nel regime forfettario. Si ottiene applicando il coefficiente di redditività ai ricavi lordi e sottraendo i contributi previdenziali versati nell'anno. Formula: (Ricavi × Coefficiente) − Contributi INPS versati.
Ente previdenziale di categoria che gestisce i contributi pensionistici per determinate professioni ordinistiche (es. Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, INARCASSA per architetti e ingegneri). Chi è iscritto a una cassa professionale non è tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata INPS e versa contributi secondo le regole della propria cassa.
Percentuale stabilita per legge che viene applicata ai ricavi lordi per determinare il reddito imponibile nel regime forfettario. Varia in base al codice ATECO: è del 40% per il commercio, 54% per la ristorazione e servizi di alloggio, 67% per le costruzioni e alcuni servizi, 78% per alcune professioni tecniche, e 86% per la maggior parte delle professioni intellettuali. Ad esempio, un professionista con coefficiente 78% e 50.000 € di ricavi avrà una base imponibile di 39.000 €.
Corrispettivi percepiti dai lavoratori autonomi e liberi professionisti in cambio della prestazione di servizi. Si distinguono dai 'ricavi' propri delle imprese. Nel regime forfettario, sia i ricavi che i compensi concorrono alla verifica della soglia di 85.000 € e vengono assoggettati al coefficiente di redditività.
Versamenti previdenziali obbligatori che garantiscono la copertura pensionistica e assistenziale. Nel regime forfettario si pagano in base alla propria categoria: la Gestione Separata (26,23% del reddito imponibile) per chi non ha cassa professionale, oppure la Gestione Artigiani o Commercianti con contributi fissi annui (circa 4.460 €) più una quota variabile sull'eccedenza del minimale. Sono interamente deducibili dalla base imponibile.
Comunicazione annuale all'Agenzia delle Entrate dei redditi percepiti nell'anno precedente. Per i forfettari avviene tramite il Modello Redditi PF (quadro LM). La scadenza ordinaria è il 31 ottobre. Include il calcolo dell'imposta sostitutiva, dei contributi INPS e l'indicazione degli acconti versati.
Forma giuridica di impresa gestita da una sola persona fisica, senza separazione tra patrimonio personale e aziendale. Il titolare risponde con tutto il suo patrimonio per le obbligazioni dell'impresa. È una delle forme più comuni tra chi aderisce al regime forfettario, insieme al libero professionista.
Modello di pagamento unificato utilizzato per versare tasse, contributi e altri tributi allo Stato. Nel regime forfettario si usa per pagare l'imposta sostitutiva (a giugno e novembre), i contributi INPS (per la Gestione Separata) e le rate trimestrali per artigiani e commercianti. Si compila e invia online tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate o il proprio commercialista.
Documento fiscale in formato XML trasmesso obbligatoriamente attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate. Dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA in regime forfettario (compresi i minimi). La fattura non deve indicare l'IVA (il forfettario è esente) e deve riportare la dicitura 'Operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. n. 190/2014'.
Termine giornalistico utilizzato per indicare l'imposta sostitutiva del regime forfettario (5% o 15%). Non è un termine tecnico fiscale ufficiale: l'espressione corretta è 'imposta sostitutiva'. Viene usato perché si tratta di un'aliquota fissa (piatta) che si applica indipendentemente dal livello di reddito, a differenza dell'IRPEF ordinaria che è progressiva.
Fondo previdenziale INPS per gli imprenditori individuali: artigiani (codici ATECO del manifatturiero, costruzioni, riparazione) e commercianti (commercio al dettaglio e all'ingrosso). Prevede contributi fissi annui (circa 4.460 € per artigiani, 4.493 € per commercianti nel 2026) su un reddito minimale di 18.555 €, più contributi variabili del 24% (artigiani) o 24,48% (commercianti) sull'eccedenza.
Fondo previdenziale INPS destinato ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che non sono iscritti a una cassa previdenziale di categoria. L'aliquota 2026 è del 26,23% sul reddito imponibile (24% per i pensionati già titolari di trattamento). I contributi vengono versati tramite F24 in quattro rate: a giugno con il saldo e il primo acconto, e a novembre con il secondo acconto.
Unica imposta che nel regime forfettario sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Si applica con aliquota del 15% (o 5% per i primi 5 anni) sulla base imponibile (ricavi × coefficiente − contributi INPS). Il grande vantaggio è la semplificazione: non si hanno scaglioni progressivi né si devono calcolare detrazioni e deduzioni IRPEF.
Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Per i forfettari è obbligatoria solo per alcune categorie che svolgono attività considerate a rischio (es. artigiani, commercianti con attività manuali). I liberi professionisti intellettuali (avvocati, consulenti, sviluppatori) di norma non sono obbligati all'iscrizione INAIL.
Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Nel regime forfettario non è dovuta: è uno dei principali vantaggi fiscali del regime agevolato rispetto al regime ordinario. Per i soggetti in regime ordinario ha aliquota ordinaria del 3,9% sul valore della produzione netta.
Imposta sul Valore Aggiunto. Chi aderisce al regime forfettario è esente dall'IVA: non la addebita nelle proprie fatture e non la detrae sugli acquisti. Questo semplifica la gestione contabile ma può essere uno svantaggio se si hanno fornitori con IVA alta o clienti che recuperano l'IVA (es. aziende in regime ordinario). La dicitura da inserire in fattura è 'Operazione in regime forfettario — Art. 1, c. 54-89, L. 190/2014'.
Lavoratore autonomo che esercita un'arte o una professione intellettuale in modo abituale, senza organizzazione d'impresa. A differenza della ditta individuale, il libero professionista non è iscritto al Registro delle Imprese. Emette parcelle/fatture per i compensi ricevuti. Nel regime forfettario ha generalmente coefficienti di redditività tra il 67% e l'86%.
Soglia massima di ricavi o compensi annui per poter accedere e restare nel regime forfettario: 85.000 € dal 2023. Se si supera questa soglia nel corso dell'anno ma si rimane sotto i 100.000 €, si esce dal forfettario a partire dall'anno successivo. Se si supera i 100.000 €, si esce immediatamente nell'anno in corso, con obbligo di applicare l'IVA da quel momento.
Importo massimo di reddito annuo su cui vengono calcolati i contributi previdenziali. Superata questa soglia, non si versano ulteriori contributi. Per la Gestione Separata INPS il massimale è aggiornato ogni anno (nel 2026 è circa 119.650 €). Per la Gestione Artigiani e Commercianti esistono invece tabelle specifiche con massimali di classe.
Importo minimo di contributi previdenziali che gli artigiani e i commercianti devono versare ogni anno, indipendentemente dal reddito effettivo. Nel 2026 corrisponde ai contributi calcolati su un reddito minimale di 18.555 €: circa 4.460 € per gli artigiani e 4.493 € per i commercianti. Chi ha redditi inferiori al minimale paga comunque questa cifra, ma l'anno non è interamente coperto ai fini pensionistici.
Modulo ufficiale dell'Agenzia delle Entrate per aprire, variare o chiudere una Partita IVA per persone fisiche (lavoratori autonomi, ditte individuali). Contiene i dati anagrafici, il codice ATECO dell'attività, il regime fiscale scelto (forfettario o ordinario) e il domicilio fiscale. Va presentato entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, di persona o tramite i canali telematici dell'Agenzia.
Dichiarazione dei redditi per le persone fisiche, ex 'Unico'. I forfettari compilano il quadro LM ('Imposta sostitutiva per gli esercenti attività d'impresa, arti e professioni in regime forfetario'). Va presentato entro il 31 ottobre dell'anno successivo a quello di imposta, in forma telematica (direttamente o tramite intermediario abilitato).
Codice identificativo fiscale di 11 cifre assegnato dall'Agenzia delle Entrate a chi esercita un'attività d'impresa, arte o professione in modo abituale. È obbligatoria per chiunque superi i 5.000 € annui di redditi da lavoro autonomo o che svolga un'attività continuativa. Aprirla è gratuito e può essere fatto online o tramite un intermediario abilitato.
Attività lavorativa autonoma svolta in modo non abituale e non continuativo, senza Partita IVA. Il compenso annuo non deve superare i 5.000 € per singolo committente (oltre tale soglia scattano gli obblighi contributivi verso l'INPS). Il percipiente emette una ricevuta con ritenuta d'acconto del 20% trattenuta dal committente. Non è compatibile con attività continue o strutturate.
Regime fiscale agevolato per liberi professionisti e ditte individuali con ricavi fino a 85.000 € annui. Prevede: imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni), esenzione IVA, esenzione IRAP, contabilità semplificata, nessun obbligo di ritenuta d'acconto subita. Il reddito imponibile si calcola forfettariamente applicando un coefficiente ai ricavi lordi, senza possibilità di dedurre i costi analitici.
Regime fiscale standard alternativo al forfettario. Prevede IRPEF con aliquote progressive (da 23% a 43%), applicazione dell'IVA, deduzione analitica dei costi effettivi, obbligo di contabilità ordinaria o semplificata, possibilità di essere soggetti a IRAP. Conviene quando si hanno costi d'impresa elevati oppure quando si superano i limiti del forfettario.
Corrispettivi derivanti dall'esercizio di attività d'impresa (vendita di beni o servizi). Si distinguono dai 'compensi' propri delle professioni intellettuali. Nel regime forfettario, ricavi e compensi concorrono entrambi alla verifica della soglia degli 85.000 € e vengono trattati allo stesso modo ai fini del calcolo dell'imposta.
Trattenuta del 20% che il committente effettua sul compenso lordo del professionista, versandola direttamente all'erario come acconto dell'imposta IRPEF. Nel regime forfettario non si subisce la ritenuta d'acconto: il forfettario deve indicare in fattura la dicitura 'Non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, c. 67, L. 190/2014'. Questo migliora il flusso di cassa del professionista.
Conguaglio finale dell'imposta sostitutiva dovuta per l'anno precedente, al netto degli acconti già versati. Va pagato entro il 30 giugno dell'anno successivo (con possibilità di proroga al 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%). Se l'imposta calcolata è inferiore agli acconti versati, la differenza costituisce un credito utilizzabile in compensazione con F24.
Infrastruttura informatica gestita dall'Agenzia delle Entrate attraverso cui transitano tutte le fatture elettroniche in Italia. Riceve le fatture in formato XML dai mittenti, le controlla formalmente, le recapita ai destinatari e le conserva a norma per 15 anni. Il codice destinatario (o Codice SDI) identifica il canale di ricezione del cliente.
Limite annuo di 85.000 € di ricavi o compensi che consente di accedere al regime forfettario. Vedi anche 'Limite di ricavi'.
Nel regime forfettario non è possibile dedurre analiticamente i costi effettivi dell'attività (affitto ufficio, attrezzature, software, formazione, ecc.). Il forfait del coefficiente di redditività include implicitamente una quota forfettaria di spese. L'unica deduzione reale ammessa è quella dei contributi previdenziali versati, che si sottraggono dalla base imponibile prima di calcolare l'imposta.
Requisito di accesso al regime forfettario: le spese per lavoro dipendente e collaboratori non devono superare i 20.000 € lordi annui. Include salari di dipendenti, compensi a collaboratori a progetto, compensi a soci-lavoratori. Il superamento di questa soglia preclude l'accesso (o la permanenza) nel regime forfettario.
Maggiorazione applicata quando si sceglie di rateizzare il pagamento delle imposte oltre la scadenza ordinaria. Per la dilazione dell'imposta sostitutiva e dei contributi INPS è dello 0,33% mensile (4% annuo circa). Ad esempio, chi paga in 5 rate mensili invece che in un'unica soluzione a giugno aggiunge interessi sulle rate differite.
Usa il calcolatore per stimare le tue tasse 2026, oppure leggi le guide fiscali approfondite.