Guida completa ai contributi INPS per la partita IVA forfettaria nel 2026: Gestione Separata vs Artigiani vs Commercianti, calcolo con esempi, scadenze e differenze con le casse professionali.
I contributi INPS sono spesso la sorpresa più grande per chi apre la partita IVA: si parla di percentuali simili o superiori all'imposta sostitutiva stessa. Capire quanto si paga, quando e a quale gestione iscriversi è fondamentale per pianificare la liquidità e non trovarsi impreparati a giugno.
Non tutte le partite IVA versano i contributi alla stessa gestione INPS. Ci sono tre possibilità principali, più le casse professionali private per alcune professioni ordinate.
Come capire a quale gestione appartieni
La gestione dipende dal codice ATECO e dall'attività svolta. Regola pratica: se eserciti una professione intellettuale senza albo o con albo senza cassa previdenziale propria → Gestione Separata. Se svolgi un'attività artigianale → INPS Artigiani. Se rivendi prodotti → INPS Commercianti. Se hai un albo professionale con cassa privata → cassa di categoria.
| Gestione | Chi si iscrive | Tipo contributi | Aliquota 2026 |
|---|---|---|---|
| Gestione Separata | Professionisti senza cassa propria (sviluppatori, consulenti, personal trainer, videomaker, copywriter...) | Solo variabili — proporzionali al reddito | 26,23% (24% se già iscritto ad altra gestione) |
| INPS Artigiani | Artigiani: barbieri, parrucchieri, idraulici, elettricisti, muratori, meccanici... | Fissi (~€4.000/anno) + variabili (24% sul reddito eccedente) | Fissi + 24% eccedente |
| INPS Commercianti | Rivenditori, e-commerce, agenti di commercio, intermediari | Fissi (~€4.000/anno) + variabili (24% sul reddito eccedente) | Fissi + 24% eccedente |
| Casse professionali private | Avvocati, medici, commercialisti, ingegneri, architetti, notai, farmacisti... | Variano per cassa | Variano per cassa |
La Gestione Separata è la gestione previdenziale più semplice per i forfettari: si paga solo in proporzione al reddito effettivo. Nessun contributo fisso, nessun minimale obbligatorio.
Calcolo Gestione Separata — Fatturato €35.000, coeff. 78%
Reddito imponibile: €35.000 × 78% = €27.300 Contributi Gestione Separata (26,23%): €7.161 Reddito netto (imponibile − contributi): €27.300 − €7.161 = €20.139 Imposta sostitutiva (5%): €1.007 — oppure (15%): €3.021 Totale versato al fisco (5%): €8.168 — ovvero il 23,3% del fatturato Totale versato al fisco (15%): €10.182 — ovvero il 29,1% del fatturato
Le gestioni Artigiani e Commercianti funzionano diversamente dalla Gestione Separata: ci sono contributi fissi minimi indipendenti dal reddito e contributi aggiuntivi sul reddito eccedente un minimale.
Calcolo INPS Artigiani — Fatturato €30.000, coeff. 67%
Reddito imponibile: €30.000 × 67% = €20.100 Contributi fissi: €4.427 Contributi variabili: (€20.100 − €17.600) × 24% = €2.500 × 24% = €600 Totale contributi: €4.427 + €600 = €5.027 Reddito netto (imponibile − contributi): €20.100 − €5.027 = €15.073 Imposta sostitutiva (5%): €754 — oppure (15%): €2.261 Totale versato al fisco (5%): €5.781 — ovvero il 19,3% del fatturato Nota: con fatturato basso, i contributi fissi pesano molto di più.
Le scadenze di pagamento dei contributi INPS dipendono dalla gestione di appartenenza. È fondamentale conoscerle per pianificare la liquidità.
Il primo anno di Gestione Separata
Nel primo anno non si pagano acconti di contributi (non c'è anno precedente di riferimento). I contributi del primo anno si pagano integralmente a giugno dell'anno successivo, insieme al saldo dell'imposta sostitutiva. Può essere un colpo duro per la liquidità: metti da parte il 26% di ogni incasso fin dal primo giorno.
| Gestione | Scadenza | Cosa si paga |
|---|---|---|
| Gestione Separata | Giugno (con saldo imposte) | Saldo contributi anno precedente + acconto 40% |
| Gestione Separata | Novembre | Acconto contributi 60% anno corrente |
| Artigiani/Commercianti | 16 maggio | Prima rata contributi fissi + eventuale conguaglio |
| Artigiani/Commercianti | 20 agosto | Seconda rata contributi fissi |
| Artigiani/Commercianti | 16 novembre | Terza rata contributi fissi + contributi variabili |
| Artigiani/Commercianti | 16 febbraio (anno succ.) | Quarta rata contributi fissi |
I professionisti iscritti a casse previdenziali private (avvocati, medici, commercialisti, ingegneri, architetti, ecc.) non versano i contributi all'INPS ma alla propria cassa di categoria. Ogni cassa ha regole specifiche per il regime forfettario.
Regime forfettario e casse professionali
Le casse professionali hanno regole proprie per i forfettari, spesso più favorevoli per i giovani iscritti. Alcuni aspetti critici: (1) il 'volume d'affari' su cui si calcolano i contributi integrativi può essere il fatturato lordo, non il reddito imponibile forfettario — verifica con la tua cassa; (2) alcuni contributi integrativi vanno addebitati in fattura (es. INARCASSA 4%, CNPADC 2%) anche nel regime forfettario.
Sì, i contributi versati all'INPS Gestione Separata o alle gestioni Artigiani/Commercianti accumulano anzianità contributiva ai fini pensionistici. Tuttavia, con contributi variabili legati a redditi bassi, la pensione futura sarà proporzionalmente ridotta. Per chi è giovane e ha redditi bassi nel forfettario, è importante avere una visione di lungo periodo: i contributi della Gestione Separata si accumulano sul montante contributivo e determinano la pensione con il metodo contributivo. Considera anche forme di previdenza complementare.
Sì, ma con aliquota ridotta. Se sei già titolare di pensione diretta (non reversibilità) e sei iscritto alla Gestione Separata, l'aliquota scende al 24% invece del 26,23%. Per gli Artigiani e Commercianti pensionati l'aliquota si riduce al 50% dei contributi dovuti. Comunica all'INPS la tua condizione di pensionato al momento dell'iscrizione per applicare l'aliquota corretta.
Sì. I contributi previdenziali versati (INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o casse professionali) si deducono integralmente dal reddito imponibile forfettario prima di calcolare l'imposta sostitutiva. Non sono una spesa persa: riducono la base su cui calcoli l'imposta. Questo è uno dei motivi per cui conviene versare i contributi entro l'anno fiscale di riferimento.
Il mancato pagamento entro le scadenze comporta: interessi di mora (tasso legale + maggiorazioni) e sanzioni (dal 1,5% al 30% in base al ritardo). Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso — più è breve il ritardo, minore è la sanzione. Se hai difficoltà, l'INPS permette la rateizzazione del debito contributivo previo accordo. I contributi non versati vengono comunque recuperati dall'INPS, anche con iscrizione a ruolo e cartella esattoriale.
L'iscrizione alla Gestione Separata deve avvenire entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Per gli Artigiani e Commercianti, l'iscrizione all'INPS avviene automaticamente tramite la ComUnica alla Camera di Commercio. Il ritardo nell'iscrizione non esime dal pagamento dei contributi dovuti dall'inizio dell'attività — li dovrai pagare comunque, con eventuale applicazione di more e sanzioni per il ritardo nell'iscrizione.
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