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Tasse e contributiCalcolo con esempi reali9 min di lettura · Aggiornato Marzo 2026

CONTRIBUTI INPS PARTITA IVA: QUANTO SI PAGA NEL 2026

Guida completa ai contributi INPS per la partita IVA forfettaria nel 2026: Gestione Separata vs Artigiani vs Commercianti, calcolo con esempi, scadenze e differenze con le casse professionali.

I contributi INPS sono spesso la sorpresa più grande per chi apre la partita IVA: si parla di percentuali simili o superiori all'imposta sostitutiva stessa. Capire quanto si paga, quando e a quale gestione iscriversi è fondamentale per pianificare la liquidità e non trovarsi impreparati a giugno.

Le tre gestioni INPS per le partite IVA

Non tutte le partite IVA versano i contributi alla stessa gestione INPS. Ci sono tre possibilità principali, più le casse professionali private per alcune professioni ordinate.

Come capire a quale gestione appartieni

La gestione dipende dal codice ATECO e dall'attività svolta. Regola pratica: se eserciti una professione intellettuale senza albo o con albo senza cassa previdenziale propria → Gestione Separata. Se svolgi un'attività artigianale → INPS Artigiani. Se rivendi prodotti → INPS Commercianti. Se hai un albo professionale con cassa privata → cassa di categoria.

GestioneChi si iscriveTipo contributiAliquota 2026
Gestione SeparataProfessionisti senza cassa propria (sviluppatori, consulenti, personal trainer, videomaker, copywriter...)Solo variabili — proporzionali al reddito26,23% (24% se già iscritto ad altra gestione)
INPS ArtigianiArtigiani: barbieri, parrucchieri, idraulici, elettricisti, muratori, meccanici...Fissi (~€4.000/anno) + variabili (24% sul reddito eccedente)Fissi + 24% eccedente
INPS CommerciantiRivenditori, e-commerce, agenti di commercio, intermediariFissi (~€4.000/anno) + variabili (24% sul reddito eccedente)Fissi + 24% eccedente
Casse professionali privateAvvocati, medici, commercialisti, ingegneri, architetti, notai, farmacisti...Variano per cassaVariano per cassa

Gestione Separata: come si calcola e quanto si paga

La Gestione Separata è la gestione previdenziale più semplice per i forfettari: si paga solo in proporzione al reddito effettivo. Nessun contributo fisso, nessun minimale obbligatorio.

  • Base di calcolo: reddito imponibile forfettario = fatturato × coefficiente (es. 78%)
  • Aliquota: 26,23% sul reddito imponibile (non sul fatturato lordo)
  • Aliquota ridotta 24%: per chi è già iscritto ad altra gestione previdenziale obbligatoria (es. dipendente con INPS ordinario)
  • Contributi minimi: nessuno — se il reddito è zero, i contributi sono zero
  • Deduzione: i contributi versati si deducono integralmente dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva

Calcolo Gestione Separata — Fatturato €35.000, coeff. 78%

Reddito imponibile: €35.000 × 78% = €27.300 Contributi Gestione Separata (26,23%): €7.161 Reddito netto (imponibile − contributi): €27.300 − €7.161 = €20.139 Imposta sostitutiva (5%): €1.007 — oppure (15%): €3.021 Totale versato al fisco (5%): €8.168 — ovvero il 23,3% del fatturato Totale versato al fisco (15%): €10.182 — ovvero il 29,1% del fatturato

INPS Artigiani e Commercianti: contributi fissi e variabili

Le gestioni Artigiani e Commercianti funzionano diversamente dalla Gestione Separata: ci sono contributi fissi minimi indipendenti dal reddito e contributi aggiuntivi sul reddito eccedente un minimale.

  • Contributi fissi 2026: circa €4.427/anno per gli Artigiani (€4.425 per i Commercianti) — suddivisi in 4 rate trimestrali da circa €1.107 (scadenze: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio)
  • Minimale di reddito 2026: circa €17.600 — i contributi fissi coprono questo importo
  • Contributi variabili: 24% sul reddito che eccede il minimale di €17.600
  • Contributi massimali: calcolati su un reddito massimo imponibile (circa €113.500 per artigiani nel 2026)

Calcolo INPS Artigiani — Fatturato €30.000, coeff. 67%

Reddito imponibile: €30.000 × 67% = €20.100 Contributi fissi: €4.427 Contributi variabili: (€20.100 − €17.600) × 24% = €2.500 × 24% = €600 Totale contributi: €4.427 + €600 = €5.027 Reddito netto (imponibile − contributi): €20.100 − €5.027 = €15.073 Imposta sostitutiva (5%): €754 — oppure (15%): €2.261 Totale versato al fisco (5%): €5.781 — ovvero il 19,3% del fatturato Nota: con fatturato basso, i contributi fissi pesano molto di più.

Quando si pagano i contributi INPS

Le scadenze di pagamento dei contributi INPS dipendono dalla gestione di appartenenza. È fondamentale conoscerle per pianificare la liquidità.

Il primo anno di Gestione Separata

Nel primo anno non si pagano acconti di contributi (non c'è anno precedente di riferimento). I contributi del primo anno si pagano integralmente a giugno dell'anno successivo, insieme al saldo dell'imposta sostitutiva. Può essere un colpo duro per la liquidità: metti da parte il 26% di ogni incasso fin dal primo giorno.

GestioneScadenzaCosa si paga
Gestione SeparataGiugno (con saldo imposte)Saldo contributi anno precedente + acconto 40%
Gestione SeparataNovembreAcconto contributi 60% anno corrente
Artigiani/Commercianti16 maggioPrima rata contributi fissi + eventuale conguaglio
Artigiani/Commercianti20 agostoSeconda rata contributi fissi
Artigiani/Commercianti16 novembreTerza rata contributi fissi + contributi variabili
Artigiani/Commercianti16 febbraio (anno succ.)Quarta rata contributi fissi

Casse professionali: le regole variano

I professionisti iscritti a casse previdenziali private (avvocati, medici, commercialisti, ingegneri, architetti, ecc.) non versano i contributi all'INPS ma alla propria cassa di categoria. Ogni cassa ha regole specifiche per il regime forfettario.

  • Cassa Forense (avvocati): contributi soggettivi + contributi integrativi sul fatturato, con minimali ridotti per i giovani iscritti
  • ENPAM (medici e odontoiatri): quote A e B calcolate sul reddito professionale netto
  • INARCASSA (ingegneri e architetti): contributi soggettivi sul reddito + contributi integrativi sul volume d'affari
  • CNPADC (commercialisti): contributi soggettivi con minimali annui
  • ENPAP (psicologi): contributi al 10% del reddito professionale netto

Regime forfettario e casse professionali

Le casse professionali hanno regole proprie per i forfettari, spesso più favorevoli per i giovani iscritti. Alcuni aspetti critici: (1) il 'volume d'affari' su cui si calcolano i contributi integrativi può essere il fatturato lordo, non il reddito imponibile forfettario — verifica con la tua cassa; (2) alcuni contributi integrativi vanno addebitati in fattura (es. INARCASSA 4%, CNPADC 2%) anche nel regime forfettario.

Domande frequenti

I contributi INPS che verso mi danno diritto alla pensione?

Sì, i contributi versati all'INPS Gestione Separata o alle gestioni Artigiani/Commercianti accumulano anzianità contributiva ai fini pensionistici. Tuttavia, con contributi variabili legati a redditi bassi, la pensione futura sarà proporzionalmente ridotta. Per chi è giovane e ha redditi bassi nel forfettario, è importante avere una visione di lungo periodo: i contributi della Gestione Separata si accumulano sul montante contributivo e determinano la pensione con il metodo contributivo. Considera anche forme di previdenza complementare.

Se sono già pensionato, pago ancora i contributi INPS sulla partita IVA?

Sì, ma con aliquota ridotta. Se sei già titolare di pensione diretta (non reversibilità) e sei iscritto alla Gestione Separata, l'aliquota scende al 24% invece del 26,23%. Per gli Artigiani e Commercianti pensionati l'aliquota si riduce al 50% dei contributi dovuti. Comunica all'INPS la tua condizione di pensionato al momento dell'iscrizione per applicare l'aliquota corretta.

Posso dedurre i contributi INPS dal reddito forfettario?

Sì. I contributi previdenziali versati (INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o casse professionali) si deducono integralmente dal reddito imponibile forfettario prima di calcolare l'imposta sostitutiva. Non sono una spesa persa: riducono la base su cui calcoli l'imposta. Questo è uno dei motivi per cui conviene versare i contributi entro l'anno fiscale di riferimento.

Cosa succede se non pago i contributi INPS entro le scadenze?

Il mancato pagamento entro le scadenze comporta: interessi di mora (tasso legale + maggiorazioni) e sanzioni (dal 1,5% al 30% in base al ritardo). Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso — più è breve il ritardo, minore è la sanzione. Se hai difficoltà, l'INPS permette la rateizzazione del debito contributivo previo accordo. I contributi non versati vengono comunque recuperati dall'INPS, anche con iscrizione a ruolo e cartella esattoriale.

Devo iscrivermi all'INPS subito dopo aver aperto la partita IVA o posso aspettare?

L'iscrizione alla Gestione Separata deve avvenire entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Per gli Artigiani e Commercianti, l'iscrizione all'INPS avviene automaticamente tramite la ComUnica alla Camera di Commercio. Il ritardo nell'iscrizione non esime dal pagamento dei contributi dovuti dall'inizio dell'attività — li dovrai pagare comunque, con eventuale applicazione di more e sanzioni per il ritardo nell'iscrizione.

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