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Regime forfettarioConfronto con esempi9 min di lettura · Aggiornato Marzo 2026

REGIME FORFETTARIO VS REGIME ORDINARIO: QUALE CONVIENE NEL 2026

Confronto completo tra regime forfettario e regime ordinario nel 2026: tasse, contributi, IVA, deduzioni, tabelle comparative e quando conviene davvero uno o l'altro.

La domanda che si pone quasi ogni freelance prima di aprire la partita IVA: regime forfettario o ordinario? La risposta dipende da tre variabili — fatturato, costi reali e tipo di attività. Questa guida fa il confronto in modo onesto, con numeri reali, per aiutarti a scegliere senza sorprese.

Le differenze principali in sintesi

I due regimi differiscono su quasi tutto: come si calcola il reddito, quali spese si deducono, se si applica l'IVA, come si tiene la contabilità e quali adempimenti sono obbligatori.

AspettoRegime forfettarioRegime ordinario
TassazioneImposta sostitutiva flat 5% o 15%IRPEF progressiva 23%-43% + addizionali
IVANon si applica (né si versa né si scarica)Si applica al 22% (o aliquote ridotte) — si versa trimestralmente/mensilmente
Reddito imponibileFatturato × coefficiente (78% o 67%)Ricavi − costi reali deducibili
Deduzioni speseNessuna — solo il coefficiente forfettarioTutte le spese inerenti (analitica)
IRAPEsenteDovuta (3,9% sul valore produzione netta)
ContabilitàMinima — solo registro incassi + fattureCompleta: libro giornale, registri IVA, libro cespiti
Studi di settore/ISAEsenteSoggetto agli ISA
Ritenuta d'acconto subitaEsenteSubisce ritenuta 20% dai committenti
Limite fatturato€85.000/annoNessun limite

Quando conviene il regime forfettario

Il forfettario è conveniente in una serie di situazioni tipiche che riguardano la maggior parte dei freelance italiani.

  • Costi reali bassi: se le tue spese effettive sono inferiori al 22% del fatturato (per coeff. 78%) o al 33% (per coeff. 67%), la deduzione forfettaria è più vantaggiosa di quella analitica
  • Fatturato sotto €85.000: ovviamente, è il requisito base
  • Inizio attività: i primi 5 anni con aliquota al 5% rendono il forfettario imbattibile in termini di tassazione
  • Clienti privati (B2C): non applicare l'IVA significa prezzi più competitivi rispetto a un concorrente in regime ordinario
  • Burocrazia minima: se vuoi concentrarti sul lavoro e non sulla contabilità, il forfettario è incomparabilmente più semplice
  • Mono-reddito da partita IVA: senza altre detrazioni o deduzioni da sfruttare (mutuo, familiari a carico, ecc.), la tassazione separata e flat è spesso più vantaggiosa

Esempio: consulente con €40.000 di fatturato e costi reali bassi

Regime forfettario (15%): imponibile €31.200 (×78%) − contributi €8.112 = €23.088 × 15% = €3.463 di imposta Regime ordinario: ricavi €40.000 − costi €5.000 (reali) − contributi €8.112 = imponibile €26.888 → IRPEF ~€6.200 Risparmio forfettario: ~€2.737 all'anno. Con aliquota 5% (primi 5 anni): risparmio ~€5.700.

Quando conviene il regime ordinario

Ci sono situazioni concrete in cui il regime ordinario diventa più vantaggioso — o semplicemente obbligatorio.

  • Costi reali elevati: se le tue spese superano il 22% del fatturato (coeff. 78%) o il 33% (coeff. 67%), dedurle analiticamente ti conviene rispetto alla deduzione forfettaria
  • Clienti B2B con IVA: se i tuoi clienti sono aziende con partita IVA che scaricano l'IVA, il fatto che tu la applichi non li penalizza — e tu puoi recuperare l'IVA sugli acquisti
  • Fatturato oltre €85.000: uscita obbligatoria dal forfettario
  • Perdite di esercizio: nel regime ordinario le perdite si possono riportare negli anni successivi per ridurre il reddito — nel forfettario non esiste questo meccanismo
  • Detrazioni e deduzioni personali rilevanti: nel forfettario non si beneficia delle detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, familiari a carico) — se sei in regime ordinario, queste riducono l'imposta
  • Struttura con dipendenti: oltre €20.000 di costi del personale si esce dal forfettario

Esempio: fotografo con €50.000 di fatturato e costi reali del 35%

Costi reali: €17.500 (attrezzatura, studio, software, trasferte) Regime forfettario (15%): imponibile €39.000 (×78%) − contributi €10.218 = €28.782 × 15% = €4.317 Regime ordinario: ricavi €50.000 − costi €17.500 − contributi €10.218 = €22.282 × 23% = €5.125 In questo caso il forfettario rimane leggermente più vantaggioso, ma la differenza si assottiglia. Con costi al 40% del fatturato, i regimi si equivalgono.

Il punto di pareggio: quando i due regimi si equivalgono

Esiste un livello di costi reali oltre il quale il regime ordinario diventa più conveniente del forfettario. Questo punto dipende dal coefficiente applicato.

Perché il punto di pareggio non è esatto

Il confronto dipende anche dall'aliquota IRPEF applicabile nel regime ordinario (varia in base al reddito complessivo), dalla possibilità di scaricare l'IVA sugli acquisti, e da detrazioni personali. Il calcolo preciso va fatto caso per caso con un commercialista.

CoefficienteDeduzione forfettaria implicitaPunto di pareggio con ordinario (stima)
78% (professioni intellettuali)22% del fatturatoCosti reali >25-28% del fatturato
67% (altre attività)33% del fatturatoCosti reali >36-38% del fatturato
40% (commercio)60% del fatturatoCosti reali >62-65% del fatturato

L'IVA nel forfettario: vantaggio o svantaggio?

Non applicare l'IVA è un vantaggio quando i tuoi clienti sono privati (persone fisiche) che non possono scaricarla. È neutro o quasi neutro quando i tuoi clienti sono aziende con partita IVA.

  • Clienti privati (B2C): il forfettario vince — i tuoi prezzi sono più bassi del 22% rispetto a un concorrente in regime ordinario, a parità di margine. Esempio: massaggiatore, personal trainer, fotografo di matrimoni
  • Clienti business (B2B): il vantaggio IVA si neutralizza — l'azienda cliente recupera l'IVA pagata, quindi che tu la applichi o meno è indifferente per loro. Conta solo il tuo netto
  • IVA sugli acquisti non recuperabile: nel forfettario l'IVA che paghi su attrezzature, software e servizi è un costo definitivo. Nel regime ordinario la recuperi interamente
  • Attenzione all'IVA su acquisti rilevanti: se compri un'attrezzatura da €10.000 + €2.200 IVA, nel forfettario quei €2.200 sono persi. Nel regime ordinario li recuperi entro 3 mesi

Come scegliere: la checklist pratica

Usa questa checklist per capire quale regime è più adatto alla tua situazione specifica.

  • ✓ Fatturato previsto sotto €70.000 → forfettario quasi sempre conveniente
  • ✓ Costi reali sotto il 20% del fatturato → forfettario conveniente
  • ✓ Clienti prevalentemente privati (B2C) → forfettario conveniente (vantaggio IVA)
  • ✓ Inizio attività (primi 5 anni) → forfettario quasi sempre la scelta giusta (aliquota 5%)
  • ✗ Costi reali oltre il 35% del fatturato → valuta seriamente il regime ordinario
  • ✗ Acquisti rilevanti con IVA (macchinari, auto, studio in affitto) → calcola il vantaggio del recupero IVA
  • ✗ Fatturato oltre €85.000 → uscita obbligatoria dal forfettario
  • ✗ Vuoi strutturare con dipendenti oltre €20.000 di costo → esci dal forfettario

Il consiglio pratico

Se stai iniziando e hai dubbi: parti dal forfettario. È più semplice, tassa meno nei primi anni (5%) e puoi sempre cambiare in seguito. Il passaggio al regime ordinario è possibile in qualsiasi momento — basta non rinnovare il forfettario nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui superi i requisiti.

Domande frequenti

Posso passare dal regime forfettario a quello ordinario quando voglio?

Sì, puoi uscire volontariamente dal forfettario scegliendo il regime ordinario per l'anno successivo. Lo fai semplicemente non indicando il forfettario nella dichiarazione IVA di inizio anno e applicando l'IVA dal 1° gennaio. Attenzione: se esci volontariamente dal forfettario, non puoi rientrarci per 3 anni. L'uscita obbligatoria (per superamento soglia) invece non ha vincoli di rientro: se l'anno successivo rientri nei requisiti, puoi tornare nel forfettario.

Nel regime ordinario posso dedurre il costo del commercialista?

Sì, nel regime ordinario tutte le spese inerenti l'attività sono deducibili analiticamente, incluso il compenso del commercialista. Nel regime forfettario invece non puoi dedurre nulla analiticamente — il 22% (o 33%) di deduzione forfettaria deve coprire tutto. Per molti professionisti il costo del commercialista è già 'coperto' dalla deduzione forfettaria.

Se sono in regime ordinario, posso recuperare l'IVA sulle fatture ricevute?

Sì, nel regime ordinario hai diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti inerenti l'attività (pro-rata se hai anche operazioni esenti). Questo significa che l'IVA al 22% che paghi su attrezzature, software, affitto ufficio, auto (detraibile al 40% per le autovetture) viene recuperata trimestralmente o mensilmente tramite la liquidazione IVA. È uno dei principali vantaggi del regime ordinario per chi ha costi rilevanti.

Il regime forfettario conviene sempre nei primi 5 anni?

Quasi sempre, ma non sempre. Con aliquota al 5%, il carico fiscale è così basso che è difficile che il regime ordinario sia migliore — a meno che non tu abbia costi reali straordinariamente elevati (es. affitto studio caro, attrezzature costose, un collaboratore) che nel regime ordinario potresti dedurre per un importo superiore alla deduzione forfettaria. In queste situazioni specifiche vale la pena fare un calcolo comparativo. Nella generalità dei casi, i primi 5 anni in forfettario sono quasi sempre la scelta ottimale.

Cosa cambia per i clienti se passo dal forfettario all'ordinario?

Per i clienti privati (senza partita IVA): le tue fatture inizieranno ad avere l'IVA al 22% — i tuoi prezzi salgono del 22% a parità di compenso, oppure devi ridurre il tuo margine. Per i clienti business (con partita IVA): nessun impatto reale — loro recuperano l'IVA. L'impatto più visibile è che inizierai ad addebitare la ritenuta d'acconto del 20% sulle fatture a committenti sostituti d'imposta, che ti tratterranno il 20% a titolo di acconto IRPEF.

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