%
OpenIVA
Guide fiscali
Regime forfettarioTransizione fiscale7 min di lettura · Aggiornato Marzo 2026

COME E QUANDO USCIRE DAL REGIME FORFETTARIO: GUIDA 2026

Quando si perde il regime forfettario, come funziona la transizione al regime ordinario, cosa cambia nelle fatture, nell'IVA e nelle tasse. Tutti gli scenari.

Uscire dal regime forfettario può essere volontario — perché la tua attività cresce e il regime ordinario diventa più conveniente — oppure obbligatorio, per il superamento della soglia di ricavi o per altre cause ostative. In entrambi i casi, il cambiamento ha conseguenze pratiche importanti su fatture, IVA e tasse. Ecco come gestirlo.

Perché si esce dal regime forfettario

L'uscita dal forfettario può avvenire per cause diverse: alcune sono prevedibili e pianificabili, altre possono sorprendere se non si monitorano le proprie entrate.

  • Superamento di €85.000 di ricavi nell'anno precedente → uscita dal 1° gennaio successivo
  • Superamento di €100.000 di ricavi in corso d'anno → uscita immediata
  • Assunzione di dipendenti o collaboratori con costi superiori a €20.000 lordi
  • Partecipazione in SRL che svolge attività analoga (causa ostativa retroattiva)
  • Redditi da lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente (salvo cessazione rapporto)
  • Scelta volontaria: puoi optare per il regime ordinario in qualsiasi momento (non è possibile tornare per 3 anni)

Uscita volontaria: attenzione al vincolo triennale

Se esci volontariamente dal forfettario (per scelta, non per obbligo), sei vincolato al regime ordinario per almeno 3 anni. Dopo i 3 anni puoi rientrare nel forfettario se ne hai i requisiti. L'uscita obbligatoria (per superamento soglia o cause ostative) non ha questo vincolo.

Cosa cambia nelle fatture

Il passaggio al regime ordinario implica modifiche significative nel modo in cui emetti le fatture. Dovrai adeguare il tuo software di fatturazione e comunicare il cambiamento ai clienti.

  • Aggiungi l'IVA in fattura (tipicamente 22% per servizi professionali, 10% o 4% per alcune categorie)
  • Rimuovi la dicitura 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 — Regime forfettario'
  • Aggiungi 'Soggetto all'IVA' o l'aliquota IVA applicata
  • Se sei professionista soggetto a ritenuta d'acconto (es. avvocato, commercialista, consulente): torna ad applicare la ritenuta del 20%
  • Le fatture ai clienti esteri B2B cambiano: ora devi gestire il meccanismo del reverse charge

Come cambia una fattura

PRIMA (forfettario): Consulenza strategica €1.000 — Totale €1.000 (no IVA) DOPO (regime ordinario): Consulenza strategica €1.000 + IVA 22% €220 = Totale €1.220 Ritenuta d'acconto 20% (se applicabile): −€200 → Netto a pagare: €1.020

I nuovi obblighi nel regime ordinario

Il regime ordinario porta con sé una serie di adempimenti che nel forfettario non esistono. È importante organizzarsi per tempo per non incorrere in sanzioni.

  • Dichiarazione IVA annuale (scadenza 30 aprile)
  • Liquidazioni IVA periodiche (mensili o trimestrali) con versamento tramite F24
  • Comunicazione Liquidazioni IVA (LIPE) ogni trimestre
  • Contabilità ordinaria o semplificata (registro acquisti, registro corrispettivi, libro giornale)
  • Studi di settore / ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) se applicabili
  • Possibilità di dedurre i costi reali dell'attività (a differenza del forfettario)

Il regime ordinario può convenire

Con alti redditi e molte spese deducibili (affitto studio, leasing auto, collaboratori, software, hardware), il regime ordinario può risultare fiscalmente più conveniente del forfettario. La soglia di convenienza varia molto in base alla professione e alle spese effettive.

Come gestire la transizione in pratica

La transizione al regime ordinario richiede alcune azioni pratiche che conviene pianificare prima della fine dell'anno in cui sei ancora forfettario.

  • Aggiorna il software di fatturazione: attiva la gestione IVA e aggiorna i template
  • Apri una posizione IVA: è automatica al cambio di regime, ma verifica con l'AdE
  • Scegli la contabilità semplificata o ordinaria: la maggior parte dei piccoli professionisti usa la semplificata
  • Trova un commercialista (se non ce l'hai già): il regime ordinario è molto più complesso da gestire in autonomia
  • Informa i tuoi clienti abituali: avvisa con anticipo quelli con contratti in corso che le fatture cambieranno
  • Pianifica la liquidità: da gennaio incasserai anche l'IVA dai clienti — ma dovrai versarla ogni trimestre

Apri un conto separato per l'IVA

Quando passi al regime ordinario, una buona abitudine è tenere da parte l'IVA incassata su un conto separato o in una sottocategoria del conto principale. L'IVA non è tua: la incassi per conto dello Stato e la devi versare ogni 3 mesi. Non 'spendere' l'IVA per evitare problemi di liquidità.

Come rientrare nel forfettario

Se sei uscito per obbligo (non per scelta volontaria) e nei anni successivi rientri nei requisiti, puoi tornare al regime forfettario.

  • Verifica che i ricavi dell'anno precedente siano sotto €85.000
  • Verifica l'assenza di tutte le cause ostative (dipendenti, partecipazioni, ecc.)
  • Comunica il rientro barrando la casella del regime forfettario nel Modello Redditi PF
  • Dal 1° gennaio dell'anno successivo sei di nuovo in forfettario
  • Se eri uscito volontariamente: attendi il completamento del triennio obbligatorio

Domande frequenti

Se supero €85.000 a novembre, posso ritardare alcune fatture a gennaio?

Tecnicamente sì, se il servizio non è ancora stato erogato. Per i professionisti il momento di competenza è l'incasso/emissione della fattura — quindi posticiparla a gennaio sposta il ricavo all'anno successivo. Tuttavia, questa pratica può configurare elusione fiscale se fatta sistematicamente. Per importi vicini alla soglia, consulta un commercialista prima di agire.

Posso tornare al forfettario dopo averlo perso?

Sì, se sei uscito per obbligo (superamento soglia o cause ostative). Una volta che i ricavi tornano sotto €85.000 e non ci sono cause ostative, puoi rientrare nel forfettario dal 1° gennaio successivo. Se invece hai scelto volontariamente di uscire, devi aspettare almeno 3 anni.

Quando esco dal forfettario devo restituire qualcosa all'Agenzia delle Entrate?

No. Non c'è nessun 'rimborso' o restituzione di benefici fiscali goduti durante il periodo forfettario. Il regime si applica anno per anno: ogni anno viene valutato autonomamente. Quando esci, semplicemente inizi a seguire le regole del nuovo regime dall'anno successivo.

Esco dal forfettario: i clienti devono pagarmi l'IVA retroattivamente?

No. Le fatture emesse durante il regime forfettario sono valide senza IVA. Non devi emettere note di addebito IVA per le fatture del periodo forfettario. Solo le nuove fatture emesse dopo il cambio di regime dovranno includere l'IVA.

Conviene uscire volontariamente dal forfettario?

Dipende da tre fattori: reddito, spese deducibili e situazione personale. Il forfettario conviene se hai poche spese deducibili e vuoi semplicità. Il regime ordinario può convenire se hai molte spese (affitto studio, auto, collaboratori, hardware) che nel forfettario non puoi dedurre, o se hai carichi familiari (detrazioni per figli) che nel forfettario non puoi usare. Fai sempre una simulazione comparativa prima di decidere.

Pronto a iniziare?

GESTISCI LA TUA
PARTITA IVA