Quando si perde il regime forfettario, come funziona la transizione al regime ordinario, cosa cambia nelle fatture, nell'IVA e nelle tasse. Tutti gli scenari.
Uscire dal regime forfettario può essere volontario — perché la tua attività cresce e il regime ordinario diventa più conveniente — oppure obbligatorio, per il superamento della soglia di ricavi o per altre cause ostative. In entrambi i casi, il cambiamento ha conseguenze pratiche importanti su fatture, IVA e tasse. Ecco come gestirlo.
L'uscita dal forfettario può avvenire per cause diverse: alcune sono prevedibili e pianificabili, altre possono sorprendere se non si monitorano le proprie entrate.
Uscita volontaria: attenzione al vincolo triennale
Se esci volontariamente dal forfettario (per scelta, non per obbligo), sei vincolato al regime ordinario per almeno 3 anni. Dopo i 3 anni puoi rientrare nel forfettario se ne hai i requisiti. L'uscita obbligatoria (per superamento soglia o cause ostative) non ha questo vincolo.
Il passaggio al regime ordinario implica modifiche significative nel modo in cui emetti le fatture. Dovrai adeguare il tuo software di fatturazione e comunicare il cambiamento ai clienti.
Come cambia una fattura
PRIMA (forfettario): Consulenza strategica €1.000 — Totale €1.000 (no IVA) DOPO (regime ordinario): Consulenza strategica €1.000 + IVA 22% €220 = Totale €1.220 Ritenuta d'acconto 20% (se applicabile): −€200 → Netto a pagare: €1.020
Il regime ordinario porta con sé una serie di adempimenti che nel forfettario non esistono. È importante organizzarsi per tempo per non incorrere in sanzioni.
Il regime ordinario può convenire
Con alti redditi e molte spese deducibili (affitto studio, leasing auto, collaboratori, software, hardware), il regime ordinario può risultare fiscalmente più conveniente del forfettario. La soglia di convenienza varia molto in base alla professione e alle spese effettive.
La transizione al regime ordinario richiede alcune azioni pratiche che conviene pianificare prima della fine dell'anno in cui sei ancora forfettario.
Apri un conto separato per l'IVA
Quando passi al regime ordinario, una buona abitudine è tenere da parte l'IVA incassata su un conto separato o in una sottocategoria del conto principale. L'IVA non è tua: la incassi per conto dello Stato e la devi versare ogni 3 mesi. Non 'spendere' l'IVA per evitare problemi di liquidità.
Se sei uscito per obbligo (non per scelta volontaria) e nei anni successivi rientri nei requisiti, puoi tornare al regime forfettario.
Tecnicamente sì, se il servizio non è ancora stato erogato. Per i professionisti il momento di competenza è l'incasso/emissione della fattura — quindi posticiparla a gennaio sposta il ricavo all'anno successivo. Tuttavia, questa pratica può configurare elusione fiscale se fatta sistematicamente. Per importi vicini alla soglia, consulta un commercialista prima di agire.
Sì, se sei uscito per obbligo (superamento soglia o cause ostative). Una volta che i ricavi tornano sotto €85.000 e non ci sono cause ostative, puoi rientrare nel forfettario dal 1° gennaio successivo. Se invece hai scelto volontariamente di uscire, devi aspettare almeno 3 anni.
No. Non c'è nessun 'rimborso' o restituzione di benefici fiscali goduti durante il periodo forfettario. Il regime si applica anno per anno: ogni anno viene valutato autonomamente. Quando esci, semplicemente inizi a seguire le regole del nuovo regime dall'anno successivo.
No. Le fatture emesse durante il regime forfettario sono valide senza IVA. Non devi emettere note di addebito IVA per le fatture del periodo forfettario. Solo le nuove fatture emesse dopo il cambio di regime dovranno includere l'IVA.
Dipende da tre fattori: reddito, spese deducibili e situazione personale. Il forfettario conviene se hai poche spese deducibili e vuoi semplicità. Il regime ordinario può convenire se hai molte spese (affitto studio, auto, collaboratori, hardware) che nel forfettario non puoi dedurre, o se hai carichi familiari (detrazioni per figli) che nel forfettario non puoi usare. Fai sempre una simulazione comparativa prima di decidere.
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