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Tasse e contributiCalcolo completo con esempi8 min di lettura · Aggiornato Marzo 2026

QUANTE TASSE SI PAGANO CON LA PARTITA IVA FORFETTARIA NEL 2026

Calcolo completo delle tasse per la partita IVA forfettaria nel 2026: imposta sostitutiva 5% o 15%, contributi INPS, esempi pratici con numeri reali per diversi livelli di fatturato.

Con la partita IVA forfettaria si paga un'imposta sostitutiva flat del 5% (primi 5 anni) o 15% su una parte del fatturato — non su tutto. La tassazione reale effettiva è tra le più basse del sistema fiscale italiano. Vediamo come si calcola esattamente e quanto si paga a diversi livelli di fatturato.

Come si calcola l'imposta nel regime forfettario

Il calcolo dell'imposta forfettaria segue tre passaggi: si prende il fatturato lordo, si moltiplica per il coefficiente di redditività (78% o 67% a seconda del codice ATECO), si sottrae la quota di contributi INPS versati e si applica l'aliquota fissa del 5% o 15%.

  • Fatturato: tutti gli incassi dell'anno (principio di cassa — conta quando incassi, non quando fatturi)
  • Coefficiente: 78% per professioni intellettuali e sanitarie; 67% per altre attività; 86% per immobiliare; 40% per commercio
  • Contributi INPS: si deducono integralmente dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta
  • Aliquota: 5% per i primi 5 anni di nuova attività; 15% dal sesto anno in poi

Formula del calcolo

Reddito imponibile = Fatturato × Coefficiente − Contributi INPS versati Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 5% (o 15%)

Esempi pratici: quanto si paga a diversi livelli di fatturato

Per capire concretamente quanto si paga, ecco il calcolo completo per un libero professionista con coefficiente 78% (Gestione Separata INPS) a diversi livelli di fatturato — distinguendo il periodo agevolato (5%) dal regime a regime (15%).

Nota sul calcolo dei contributi

I contributi INPS Gestione Separata si calcolano come 26,23% del reddito imponibile forfettario (fatturato × 78%). Nella tabella sono stati arrotondati al 26% per semplicità. Il calcolo esatto avviene in sede di dichiarazione dei redditi: si versano in acconto a novembre e a saldo a giugno.

FatturatoImponibile (×78%)Contributi INPS (~26%)Reddito nettoImposta 5%Imposta 15%Totale versato (5%)Totale versato (15%)
€15.000€11.700€3.042€8.658€433€1.299€3.475€4.341
€25.000€19.500€5.070€14.430€722€2.165€5.792€7.235
€40.000€31.200€8.112€23.088€1.154€3.463€9.266€11.575
€60.000€46.800€12.168€34.632€1.732€5.195€13.900€17.363
€80.000€62.400€16.224€46.176€2.309€6.926€18.533€23.150

Confronto con il regime ordinario

Per capire quanto si risparmia nel regime forfettario, confrontiamo le due tassazioni per un professionista con €40.000 di fatturato e costi reali del 20%.

Quando il forfettario NON conviene

Il regime forfettario può essere meno conveniente se hai costi reali molto superiori alla quota forfettaria (es. affitto studio, dipendenti, attrezzature costose) che nel regime ordinario potresti dedurre analiticamente. Valuta sempre con un commercialista se i tuoi costi reali superano il 22% (coeff. 78%) o il 33% (coeff. 67%) del fatturato.

Regime forfettario (15%)Regime ordinario (IRPEF)
Fatturato€40.000€40.000
Costi deducibili€8.800 (forfettari 22%)€8.000 (reali 20%)
Reddito imponibile€23.088 (al netto INPS)€23.512 (al netto INPS)
Imposta€3.463 (15%)~€5.200 (IRPEF progressiva)
IRAP€0 (esente)~€800
Totale imposte~€3.463~€6.000
Risparmio forfettario~€2.537 in meno

Quando si pagano le tasse: le scadenze

Le imposte e i contributi nel regime forfettario si versano una o due volte l'anno, con le stesse scadenze del regime ordinario per la parte delle imposte.

  • Giugno (30 giugno): saldo imposta sostitutiva anno precedente + primo acconto anno corrente (40% dell'imposta prevista)
  • Luglio (30 luglio): possibilità di proroga con maggiorazione dello 0,4%
  • Novembre (30 novembre): secondo acconto imposta sostitutiva (60%) + acconto contributi INPS Gestione Separata
  • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, Quadro LM): entro il 30 settembre dell'anno successivo

Il primo anno non si pagano acconti

Nel primo anno di attività non è dovuto l'acconto dell'imposta sostitutiva (perché non c'è un anno precedente di riferimento). Dal secondo anno in poi scattano gli acconti. Pianifica la liquidità: a giugno del secondo anno potresti dover pagare sia il saldo del primo anno che il primo acconto del secondo.

Quanto si paga il primo anno: la startup fiscale

Il primo anno di attività è il più vantaggioso: aliquota al 5%, nessun acconto, e i contributi INPS si pagano solo a giugno dell'anno successivo (dopo la dichiarazione dei redditi).

Esempio primo anno: €30.000 di fatturato, coefficiente 78%

Imponibile: €30.000 × 78% = €23.400 Contributi INPS (26,23%): €6.136 → si pagano a giugno dell'anno dopo Reddito netto: €23.400 − €6.136 = €17.264 Imposta sostitutiva (5%): €863 → si paga a giugno dell'anno dopo Nel corso del primo anno non versi nulla al fisco: incassi tutto e poi paghi il dovuto l'anno successivo. Metti da parte circa il 25-30% di ogni incasso per non farti trovare impreparato.

Domande frequenti

L'aliquota del 5% dura davvero 5 anni o ci sono condizioni?

L'aliquota del 5% si applica per i primi 5 anni di attività, ma solo se si verificano due condizioni: (1) non aver esercitato nei 3 anni precedenti attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare; (2) l'attività non deve essere mera prosecuzione di una precedente attività di lavoro dipendente o autonomo (salvo se la precedente attività era un periodo di pratica obbligatoria per accedere a una professione). Se passi da dipendente a partita IVA nello stesso settore, potresti non avere diritto al 5%.

I contributi INPS si pagano anche se non ho guadagnato nulla?

Con la Gestione Separata INPS, no: i contributi si calcolano sul reddito effettivo. Se non hai reddito, non paghi nulla. Con la gestione Artigiani o Commercianti invece ci sono contributi fissi annui (~€4.000) dovuti indipendentemente dal fatturato — anche se guadagni zero. Questa è una differenza cruciale nella scelta della gestione previdenziale.

La partita IVA forfettaria paga anche l'IRAP?

No. I soggetti in regime forfettario sono espressamente esonerati dall'IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive). È uno dei vantaggi più significativi rispetto al regime ordinario, dove l'IRAP si paga al 3,9% del valore della produzione netta.

Come faccio a sapere a quanto ammontano gli acconti?

Gli acconti di imposta sostitutiva si calcolano come percentuale dell'imposta dell'anno precedente (metodo storico) o come stima dell'imposta dell'anno in corso (metodo previsionale). Il metodo storico è più sicuro: primo acconto (giugno) = 40% dell'imposta anno precedente; secondo acconto (novembre) = 60%. Se prevedi di guadagnare meno rispetto all'anno precedente, puoi usare il metodo previsionale e versare acconti inferiori.

Devo pagare tasse anche sui rimborsi spese che ricevo dai clienti?

Dipende da come sono strutturati. Nel regime forfettario si tassa tutto quello che incassi, inclusi i rimborsi spese — non esiste la distinzione tra compenso e rimborso spese che esiste nel regime ordinario. L'unica eccezione è il rimborso spese in mandato con rappresentanza: se il cliente ti ha dato un mandato a sostenere spese in suo nome (e le fatture dei fornitori sono intestate al cliente), il rimborso non è un tuo reddito. Struttura sempre correttamente i contratti per sfruttare questa differenza.

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