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Guide regime forfettario per professione
Artigiani

REGIME
FORFETTARIO
PER MURATORE

Guida completa al regime forfettario per muratore nel 2026: ATECO 43.99.01, coefficiente 86%, INPS Artigiani, ComUnica, SCIA e subappalto in edilizia. Tutto quello che devi sapere.

Il muratore è tra le figure artigianali con la domanda più stabile e robusta in Italia: ristrutturazioni, nuove costruzioni, lavori di manutenzione straordinaria e interventi con bonus edilizi generano un volume costante di lavoro che rende la professione particolarmente solida. Aprire la partita IVA forfettaria come muratore nel 2026 è il passo fondamentale per lavorare in autonomia, fatturare a privati e imprese, e accedere legalmente ai cantieri più importanti.

Con il codice ATECO 43.99.01 (Muratura e posa in opera di materiali da costruzione) e un coefficiente di redditività dell'86%, il regime forfettario si applica all'86% del fatturato. Su €45.000 di incassi, il reddito imponibile lordo è €38.700 e — dopo la deduzione dei contributi INPS — l'imposta sostitutiva al 15% ammonta a circa €4.800. Per i primi 5 anni con requisiti startup, l'aliquota scende al 5%.

A differenza di elettricisti e idraulici, per il muratore non esiste un'abilitazione tecnica obbligatoria specifica ai sensi del D.M. 37/2008. Tuttavia, chi opera nei cantieri deve rispettare le norme di sicurezza del D.Lgs. 81/2008 (TU sulla Sicurezza), disporre di formazione obbligatoria in materia di sicurezza e, per certi lavori (restauro, lavori in quota), avere attestati specifici richiesti dal committente o dalla legge.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (soglia 2026)
  • Non aver percepito redditi di lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente
  • Iscrizione all'Albo Artigiani della CCIAA come artigiano edile/muratore — la Camera di Commercio verifica i requisiti tecnici e di onorabilità al momento dell'iscrizione
  • Formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008: corso sicurezza lavoratori (16 ore) + corso sicurezza settore costruzioni (indispensabile per accedere ai cantieri)
  • Nessuna partecipazione prevalente in società di persone, SNC, SAS o SRL in trasparenza fiscale che svolgono attività analoga

Vantaggi

  • Tassazione agevolata al 15% (o 5% startup) sull'86% del fatturato — risparmio fiscale netto immediato rispetto al regime ordinario con IRPEF a scaglioni progressivi
  • Esonero totale dall'IVA: fatture senza IVA a privati, condomini e imprese — prezzi più competitivi per i privati, procedura semplificata per tutti
  • Esonero dalla ritenuta d'acconto: incassi sempre l'intero importo fatturato senza trattenute
  • Accesso ai bonus edilizi: lavorando come autonomo puoi intervenire nei cantieri con Superbonus, Bonus Ristrutturazione, Ecobonus — la partita IVA è il requisito base
  • Contabilità semplificata: nessun bilancio, nessun registro IVA, solo conservazione delle fatture emesse
  • Riduzione del 35% dei contributi INPS Artigiani richiedibile per i nuovi iscritti under 21 — risparmio di circa €1.260/anno

Considerazioni

  • Il coefficiente dell'86% include forfettariamente tutti i costi (materiali da costruzione acquistati, utensili, furgone, EPI, sicurezza): l'IVA sugli acquisti non è recuperabile — con cantieri grandi e materiali costosi, il regime ordinario con deduzione analitica può essere più conveniente
  • I contributi INPS Artigiani fissi (~€3.600/anno) sono dovuti ogni trimestre anche in assenza di reddito — pianifica i periodi invernali o di bassa attività
  • Per lavorare in subappalto per imprese edili, molte richiedono il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI) e il Piano Operativo di Sicurezza (POS): preparati a dover presentare questi documenti
  • Superati €85.000 di fatturato, esci dal forfettario dall'anno successivo — con cantieri di grandi dimensioni o più commesse simultanee, tieni traccia del fatturato progressivo
  • Per i lavori con bonus fiscali (Superbonus, Bonus Ristrutturazione), il committente (privato) applica la ritenuta dell'8% sulle fatture: nel forfettario questa ritenuta non si applica, ma devi indicare la dicitura normativa corretta in fattura

Come fare passo per passo

1

Ottieni la formazione obbligatoria in sicurezza

Prima di aprire la partita IVA e accedere ai cantieri, completa la formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro prevista dal D.Lgs. 81/2008 e dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011.

  • Corso sicurezza lavoratori generale: 16 ore (4 ore modulo generale + 12 ore modulo specifico rischio alto per il settore edile) — enti accreditati, costo €100-200
  • Corso per operatori in quota (ponteggi, lavori su tetti): se lavori in quota, è obbligatorio il corso specifico per montaggio/smontaggio ponteggi (PIMUS)
  • Corso per uso di macchine specifiche: escavatori, autobetoniere, gru, sollevatori — ognuno richiede un attestato specifico se li usi
  • Aggiornamento ogni 5 anni: la formazione sicurezza non è permanente — va rinnovata periodicamente
2

Apri la Partita IVA tramite ComUnica

Il muratore è classificato come artigiano: l'apertura avviene tramite ComUnica, la pratica unica che gestisce contestualmente l'iscrizione all'Albo Artigiani (CCIAA), all'INPS Artigiani e all'Agenzia delle Entrate.

  • ComUnica si presenta in Camera di Commercio o tramite commercialista/consulente del lavoro abilitato
  • Indica il codice ATECO 43.99.01 e il regime forfettario — il coefficiente 86% è assegnato automaticamente
  • La CCIAA verifica i requisiti di onorabilità (assenza di condanne rilevanti) e i requisiti tecnici — per il muratore non è richiesta una specifica abilitazione D.M. 37/2008 come per elettricisti e idraulici
  • L'iscrizione all'Albo Artigiani comporta una quota annuale alla CCIAA (tipicamente €50-100, variabile per provincia)
3

Iscriviti all'INPS Artigiani

L'iscrizione avviene automaticamente tramite ComUnica. I contributi INPS Artigiani si compongono di una quota fissa trimestrale e di una quota variabile sull'eccedenza del minimale annuo.

  • Contributi fissi 2026 (indicativi): circa €900 per trimestre (€3.600/anno) — verifica i valori aggiornati ogni anno sul sito INPS
  • Contributi variabili: 24% circa sul reddito eccedente il minimale INPS (~€17.500 nel 2026)
  • Se hai meno di 21 anni, puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi fissi con domanda all'INPS
  • Scadenze F24: 16 febbraio, 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre
4

Presenta la SCIA al SUAP del Comune

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività artigianale va presentata allo SUAP del Comune in cui è localizzata la tua sede operativa, prima dell'avvio effettivo dell'attività.

  • Allega: documento d'identità, codice fiscale, ricevuta iscrizione CCIAA, attestati di formazione sicurezza
  • La sede operativa può essere la tua abitazione — molti muratori operano senza magazzino fisso nei primi anni
  • Per cantieri in Comuni diversi dalla sede, non occorre SCIA locale aggiuntiva
  • Il SUAP invia copia della SCIA agli enti competenti (ASL, Vigili del Fuoco se rilevante) — non devi notificarli separatamente
5

Prepara la documentazione per i cantieri

Per accedere ai cantieri come lavoratore autonomo devi disporre di documentazione specifica richiesta dal committente o dall'impresa affidataria dei lavori ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

  • Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) semplificato: come lavoratore autonomo devi avere una valutazione dei rischi della tua attività — un documento base è sufficiente
  • Attestati di formazione sicurezza aggiornati: da presentare al coordinatore della sicurezza (CSP/CSE) prima di accedere al cantiere
  • Piano Operativo di Sicurezza (POS): per cantieri più strutturati, il committente può richiedere un POS — documento che descrive come gestirai la sicurezza nel cantiere
  • Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) conformi: elmetto, scarpe antinfortunistiche, guanti, imbracatura per lavori in quota — obbligatori per legge
6

Stipula la polizza RC professionale

L'assicurazione RC professionale è fortemente consigliata per un muratore: i danni strutturali causati da lavori di muratura possono raggiungere importi molto elevati e generare contenziosi complessi.

  • La polizza RC copre danni a terzi durante o dopo i lavori: danni strutturali, crepe, infiltrazioni causate da errori di esecuzione
  • Costo indicativo: €500-1.000/anno per una copertura da €500.000 — aumenta con il volume di attività
  • Imprese edili e general contractor richiedono spesso la copia della polizza prima di assegnarti un subappalto
  • Nel regime forfettario il premio assicurativo è già incluso forfettariamente nel coefficiente dell'86% — non deducibile analiticamente
7

Gestisci la fatturazione con i bonus edilizi

Se lavori in cantieri con Bonus Ristrutturazione, Superbonus o altri incentivi fiscali, la fatturazione richiede attenzione alle ritenute speciali previste dalla normativa sui bonus.

  • Bonus Ristrutturazione (50%): il committente privato applica una ritenuta dell'8% sulle fatture dei lavori — nel forfettario questa ritenuta NON si applica: indica in fattura 'Regime Forfettario — ritenuta non applicabile'
  • Superbonus (110% o aliquote ridotte): stesso principio — indica sempre la dicitura del regime forfettario in fattura
  • Per i lavori con cessione del credito o sconto in fattura: la tua partita IVA deve risultare in regola con tutti gli adempimenti fiscali — nessuna pendenza INPS o Agenzia Entrate
  • Conserva sempre la documentazione dei lavori svolti (SAL — Stato Avanzamento Lavori, fotografie, misurazioni): sono necessarie per la validazione degli incentivi
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Dichiarazione dei redditi e gestione del cashflow

La dichiarazione annuale avviene tramite Modello Redditi PF, quadro LM. Con un'attività stagionale e cantieri di varie dimensioni, la pianificazione della liquidità è fondamentale.

  • Esempio: €45.000 fatturato → €38.700 reddito lordo → −€8.460 contributi INPS → €30.240 imponibile → €4.536 imposta al 15%
  • Metti da parte il 25-28% di ogni incasso per coprire INPS e imposta sostitutiva
  • Acconto a novembre (60%) e saldo + primo acconto a giugno (40%) — prepara la liquidità in anticipo
  • Nei mesi invernali con meno cantieri, i contributi INPS fissi sono comunque dovuti — pianifica il cashflow su base annuale

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Attestati di formazione sicurezza (corso 16 ore D.Lgs. 81/2008 + corsi specifici per macchine o lavori in quota)
  • Iscrizione all'Albo Artigiani della CCIAA (ricevuta ComUnica)
  • SCIA presentata al SUAP del Comune (copia protocollo)
  • Polizza RC professionale (copia — richiesta da imprese edili e committenti per subappalti)
  • DPI conformi alle norme di sicurezza (elmetto, scarpe antinfortunistiche, guanti, imbracatura)
  • Codice destinatario SDI o PEC per la fatturazione elettronica

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Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Muratore?

Coeff. 86%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3331 €

Contributi INPS est.

7895 €

Totale tasse + contributi

11.226 €

32.1% del fatturato

Accantona/mese

935 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Ho bisogno di una qualifica o di un patentino per aprire la partita IVA come muratore?

No. A differenza di elettricisti e idraulici, per il muratore non esiste un'abilitazione tecnica obbligatoria ai sensi del D.M. 37/2008. La Camera di Commercio verifica i requisiti di onorabilità al momento dell'iscrizione all'Albo Artigiani, ma non richiede un titolo di studio o un patentino specifico. L'unica formazione obbligatoria è quella sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008): il corso da 16 ore per lavoratori edili è indispensabile per accedere ai cantieri e non è negoziabile.

Posso lavorare come subappaltatore per imprese edili con la partita IVA forfettaria?

Sì, puoi fatturare liberamente a imprese edili, general contractor e studi tecnici. Nel forfettario non applichi mai l'IVA in fattura. Le imprese edili in reverse charge IVA non possono applicarlo nei tuoi confronti perché sei esonerato dall'IVA — indica sempre in fattura la dicitura normativa del regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014). Per cantieri strutturati, preparati a dover consegnare attestati di sicurezza aggiornati e polizza RC.

I materiali che compro per i cantieri posso portarli in deduzione?

Nel regime forfettario non esiste la deduzione analitica dei costi. Il coefficiente dell'86% include forfettariamente tutti le spese operative — materiali da costruzione, noleggio attrezzi, carburante, DPI. Non devi conservare scontrini o fatture d'acquisto ai fini fiscali. Questo semplifica la gestione, ma se i tuoi costi reali superano il 14% del fatturato (ovvero la parte non tassata dal forfettario rispetto al 100%), il regime ordinario con deduzione analitica potrebbe essere più conveniente.

Come si applica la ritenuta dell'8% sui lavori con Bonus Ristrutturazione?

La ritenuta dell'8% prevista per i lavori agevolati (Bonus Ristrutturazione, Superbonus) si applica ai soggetti che ricevono il pagamento dai privati tramite bonifico parlante. Tuttavia, nel regime forfettario la ritenuta d'acconto non è applicabile: sei esonerato. Devi indicare esplicitamente in fattura 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — Regime Forfettario. Ritenuta d'acconto non applicabile'. Il committente non deve trattenerti nulla.

Quanto risparmio di tasse con il regime forfettario rispetto al regime ordinario?

Il risparmio è consistente. Con €45.000 di fatturato in regime ordinario, pagheresti IRPEF a scaglioni progressivi (23-35%) sul reddito netto dopo i costi reali, più IVA da gestire. In regime forfettario paghi il 15% su €30.240 (dopo coefficiente e contributi) = €4.536 di imposta totale. Il risparmio tipico rispetto al regime ordinario è €4.000-8.000 all'anno, a seconda dei costi reali deducibili che potresti avere nel regime ordinario. Con costi operativi molto elevati (acquisto costante di materiali), il confronto va fatto caso per caso.