Guida completa al regime forfettario per fisioterapisti: ENPAPI, codice ATECO, coefficiente 78% e partita IVA 2026.
La partita IVA forfettaria per fisioterapisti nel 2026 è la scelta fiscale ottimale per i professionisti della riabilitazione con fatturato fino a €85.000. Il regime forfettario fisioterapista prevede codice ATECO 86.90.21, coefficiente del 78% e imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni). Le prestazioni fisioterapiche sono esenti IVA per legge, rendendo il regime forfettario ancora più vantaggioso. Aprire partita IVA come fisioterapista con contributi ENPAPI è la soluzione ideale per la libera professione.
Il codice ATECO per l'attività fisioterapica libero-professionale è il 86.90.21.
Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate con codice ATECO 86.90.21 e regime forfettario.
L'iscrizione a ENPAPI è obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti e avviene contestualmente all'apertura della P.IVA.
Verificare che l'iscrizione all'Ordine provinciale sia attiva come prerequisito fondamentale per l'esercizio professionale e l'esenzione IVA.
I fisioterapisti che operano autonomamente senza dipendenti non sono generalmente soggetti all'obbligo INAIL.
Aprire un conto corrente dedicato esclusivamente all'attività fisioterapica.
Emettere fatture elettroniche tramite SDI con dicitura esenzione IVA sanitaria.
Presentare annualmente il Modello Redditi PF con Quadro LM e la dichiarazione annuale a ENPAPI.
Stima rapida 2026
Imposta sostitutiva
3021 €
Contributi INPS est.
7161 €
Totale tasse + contributi
10.182 €
29.1% del fatturato
Accantona/mese
848 €
* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.
Calcolo completo con acconti e scadenzeSì. Le prestazioni sanitarie erogate da fisioterapisti regolarmente iscritti all'Ordine TSRM e PSTRP sono esenti IVA ai sensi dell'art. 10, n. 18, DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale adottato. In regime forfettario non avresti comunque applicato IVA, ma l'esenzione sanitaria vale anche se passi al regime ordinario.
Sì, puoi cumulare le attività: fatturare le sedute nel tuo studio e fatturare le prestazioni come collaboratore esterno delle cliniche. Tutti i ricavi si sommano verso il tetto di €85.000. Assicurati che i contratti con le cliniche configurino una vera collaborazione autonoma e non un rapporto di dipendenza.
Il contributo integrativo del 2% va addebitato al paziente come voce separata in fattura. Per esempio, per una seduta da €50, in fattura scrivi: €50 seduta fisioterapica + €1 contributo integrativo ENPAPI 2% = €51 totale. Il 2% raccolto viene poi versato a ENPAPI nella dichiarazione annuale.
Sì, puoi erogare trattamenti fisioterapici a domicilio dei pazienti senza limitazioni fiscali. I compensi per sedute domiciliari si fatturano regolarmente e si sommano a quelli dello studio verso il tetto di €85.000.
Se hai aperto la P.IVA come fisioterapista prima dell'istituzione dell'obbligo ENPAPI potresti essere iscritto alla Gestione Separata INPS. Dal momento in cui sei iscritto all'Ordine TSRM e PSTRP e eserciti come libero professionista, devi iscriverti a ENPAPI. Verifica la tua situazione con un consulente per regolarizzarla correttamente.
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