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FORFETTARIO
PER LOGOPEDISTA

Partita IVA o dipendente? La guida con numeri reali per logopedisti nel 2026: confronto netti, tasse, contributi INPS. ATECO 86.90.29, coefficiente 78%, esenzione IVA sanitaria.

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La domanda che ti stai facendo non è 'come apro la partita IVA da logopedista' — è 'conviene davvero rispetto al dipendente?'.

I numeri rispondono con chiarezza. Un logopedista neoassunto nel SSN guadagna circa €24.000-27.000 lordi l'anno (profilo D, CCNL Comparto Sanità). In busta paga: €18.000-20.000 netti. Con 20 sedute private settimanali a €70 ciascuna, fatturi circa €72.000 annui. Nei primi 5 anni di attività — con l'imposta sostitutiva al 5% — paghi circa €2.700 di tasse, più circa €14.700 di contributi INPS. Netto disponibile: circa €55.000. Il divario non è marginale.

La logopedia è tra le professioni sanitarie con il mercato privato più solido. La domanda è alimentata da tre driver strutturali: la diagnosi sempre più precoce dei disturbi del neurosviluppo (DSA, autismo, ADHD), l'invecchiamento della popolazione con disfagia e afasia post-ictus, e la carenza cronica di logopedisti nel SSN che spinge le famiglie verso il privato. In molte regioni le liste d'attesa per una valutazione logopedica pubblica superano i 6-12 mesi.

Il regime forfettario si abbina in modo particolarmente favorevole a questa professione. Il codice ATECO 86.90.29 ('Altre attività paramediche indipendenti nca') ha un coefficiente di redditività del 78%: il fisco presume che il 22% del fatturato siano costi, indipendentemente da quelli reali. La maggior parte dei logopedisti ha costi effettivi molto inferiori — ogni punto di scostamento è risparmio fiscale puro.

Attenzione a un dettaglio che molti trascurano: le prestazioni logopediche sono esenti IVA per legge (art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972) — non perché sei in regime forfettario, ma perché sono prestazioni sanitarie rese da professionisti abilitati. Questa esenzione vale anche per i logopedisti in regime ordinario. Il forfettario aggiunge la propria esenzione IVA per ragione normativa indipendente. Il risultato per il paziente è sempre lo stesso: zero IVA in fattura.

Requisiti

  • Laurea triennale abilitante in Logopedia (classe L/SNT2 — Professioni sanitarie della riabilitazione) o diploma universitario equipollente conseguito prima della riforma
  • Iscrizione all'Albo TSRM-PSTRP della provincia di esercizio — obbligatoria prima di emettere qualsiasi fattura; esercitare senza iscrizione è reato penale (art. 348 c.p.)
  • Polizza RC professionale attiva con retroattività illimitata e ultrattività di almeno 10 anni (Legge Gelli-Bianco, L. 24/2017) — richiesta già al momento dell'iscrizione all'Albo
  • Fatturato annuo da attività libero-professionale non superiore a €85.000 (soglia regime forfettario in vigore dal 2023)
  • Reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non superiore a €35.000 lordi — i logopedisti full-time SSN con stipendio oltre questa soglia sono esclusi dal forfettario
  • Assenza di partecipazione in società di persone, SRL trasparenti o associazioni professionali con attività riconducibile a quella svolta in proprio

Vantaggi

  • Aliquota al 5% per i primi 5 anni: su €40.000 di onorari l'imposta sostitutiva è circa €1.150 — contro €9.000-11.000 di IRPEF ordinaria nella stessa fascia. Nel quinquennio agevolato il risparmio complessivo supera spesso €40.000
  • Doppia esenzione IVA: le prestazioni logopediche non hanno IVA per ragione sanitaria (art. 10 DPR 633/72) e per ragione forfettaria — nessuna IVA per il paziente, nessuna liquidazione periodica né registro IVA per il professionista
  • Nessuna ritenuta d'acconto: dichiarando per iscritto di essere in regime forfettario a strutture, cooperative e centri riabilitativi, non ti viene trattenuta la ritenuta del 20% — incassi il 100% dell'onorario pattuito
  • Contributi INPS proporzionali al reddito: la Gestione Separata non prevede un minimale contributivo fisso (a differenza di artigiani e commercianti). Chi inizia con fatturato contenuto paga contributi proporzionalmente bassi
  • Adempimenti contabili minimi: nessun registro IVA, nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilità), nessuna liquidazione trimestrale, nessun bilancio. Tieni solo il registro degli incassi e presenti il Modello Redditi PF quadro LM
  • Mercato strutturalmente in crescita: le diagnosi di DSA sono aumentate del 40% negli ultimi cinque anni; le liste d'attesa ASL per valutazione logopedica superano i 6-12 mesi in molte regioni. Chi lavora bene nel privato ha liste d'attesa piene già nel primo anno

Considerazioni

  • Il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non deve superare €35.000 lordi: un logopedista full-time SSN a profilo D medio (€26.000-30.000) rientra tipicamente nel limite, ma va verificato anno per anno. Con contratto integrativo e straordinari si può superare la soglia
  • Gli acconti INPS e imposta sostitutiva arrivano insieme a giugno e novembre: il primo anno non ci sono acconti (solo saldo), ma dal secondo anno versi saldo + acconto 40% in giugno insieme. Senza pianificazione, molti si trovano a pagare €8.000-12.000 in pochi giorni — accantona il 30-33% di ogni incasso su un conto separato fin dal primo giorno
  • I costi reali non sono deducibili analiticamente: test standardizzati, software diagnostici per DSA, affitto studio, ECM, polizza RC — tutto è assorbito dalla deduzione forfettaria del 22%. Se i tuoi costi reali superano questa percentuale, il regime ordinario può risultare più conveniente oltre certi livelli di fatturato
  • Quota TSRM-PSTRP (€80-200/anno) e crediti ECM obbligatori (150 crediti in 3 anni) sono costi fissi non deducibili analiticamente — preventivali nel budget di avvio
  • Nessuna tutela paragonabile al dipendente: niente malattia retribuita al 100%, ferie non pagate, maternità su base contributiva INPS. L'indennità INPS Gestione Separata per malattia e maternità esiste ma è significativamente inferiore a quella del dipendente SSN — valuta una polizza infortuni e malattia privata
  • Dati sanitari e GDPR: trattare cartelle cliniche di pazienti (inclusi minori) impone un Registro dei Trattamenti aggiornato, informative firmate e sistemi di conservazione sicuri. Le sanzioni del Garante per violazioni in ambito sanitario sono significative — non rimandare questi adempimenti

Come fare passo per passo

1

Iscriviti all'Albo TSRM-PSTRP

Senza iscrizione all'Albo non puoi emettere fatture né esercitare legalmente. È il primo adempimento, prima ancora dell'apertura della partita IVA.

  • Individua l'Ordine TSRM-PSTRP competente per la tua provincia di esercizio (o di residenza se lavori in più province) su tsrmpstrp.it — ogni provincia ha la propria sezione con modulistica e contatti aggiornati
  • Documenti richiesti: laurea abilitante in Logopedia, documento d'identità, foto tessera, polizza RC professionale attiva, modulo di domanda scaricabile dal sito dell'Ordine provinciale
  • Polizza RC professionale: sottoscrivila prima dell'iscrizione — cerca polizze specifiche per professioni sanitarie con retroattività illimitata e ultrattività minima 10 anni (Legge Gelli-Bianco). TSRM-PSTRP ha convenzioni con alcuni broker: verifica sul sito nazionale
  • Quota annuale indicativa: €80-200/anno a seconda della provincia — verifica l'importo esatto sul sito dell'Ordine locale
  • Tempi: in molti Ordini provinciali l'iscrizione è deliberata entro 30-60 giorni dalla domanda completa. Puoi aprire la partita IVA mentre aspetti, ma non emettere fatture prima dell'iscrizione
2

Apri la Partita IVA forfettaria

Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, con codice ATECO 86.90.29 e barratura del regime forfettario. L'apertura è immediata allo sportello.

  • Codice ATECO: 86.90.29 — 'Altre attività paramediche indipendenti nca'. È il codice corretto per logopedisti liberi professionisti, fisioterapisti senza cassa propria e altre figure paramediche
  • Barrare il regime forfettario: art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — coefficiente di redditività 78%
  • Allo sportello AdE: apertura immediata con rilascio attestato contestuale. Online con SPID via portale AdE: valida entro 7 giorni
  • Puoi indicare la residenza come domicilio fiscale — non è necessario avere uno studio fisico per aprire la partita IVA
  • Data di inizio attività: puoi indicarla retroattiva (entro l'anno), ma non puoi fatturare prestazioni anteriori all'apertura formale della partita IVA
3

Iscriviti all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, online con SPID. L'aliquota 2026 è 26.23% sul reddito netto forfettario.

  • Accedi al portale INPS con SPID o CIE → Servizi online → Gestione Separata → Iscrizione lavoratori autonomi
  • Aliquota 2026: 26.23% (per chi non è già iscritto ad altra previdenza obbligatoria). Se sei già pensionato o iscritto ad altra cassa, l'aliquota scende al 24%
  • Base di calcolo: fatturato × 78% = reddito lordo forfettario. I contributi versati sono poi deducibili — riducono la base su cui calcoli l'imposta sostitutiva
  • Versamenti F24: acconto 40% entro giugno, acconto 60% entro novembre, saldo entro giugno dell'anno successivo — allineati alle scadenze dell'imposta sostitutiva
  • Il primo anno si versa solo il saldo, senza acconti — vantaggio di cassa importante nell'anno di avvio
4

Predisponi la gestione GDPR

I dati sanitari dei pazienti sono dati di categoria speciale sotto il GDPR. Tre adempimenti sono indispensabili prima di prendere il primo paziente.

  • Registro dei Trattamenti (art. 30 GDPR): obbligatorio per chi tratta dati di categoria speciale. Documenta quali dati tratti, la base giuridica, la finalità, i tempi di conservazione e le misure di sicurezza adottate. Template specifici per professionisti sanitari sono disponibili sul sito del Garante Privacy
  • Informativa privacy: da consegnare e far firmare ad ogni nuovo paziente prima della prima seduta. Per i minori, la firma spetta ai genitori o tutori legali
  • Conservazione sicura delle cartelle cliniche: armadio chiuso a chiave per il cartaceo, sistemi protetti da crittografia o password per il digitale. Periodo minimo di conservazione: 10 anni dalla fine del trattamento
  • Valuta un software gestionale specifico per logopedisti fin dall'inizio: integrano cartella clinica, calendario pazienti e fatturazione elettronica SDI in un unico strumento conforme GDPR
5

Emetti le fatture correttamente

La fattura del logopedista forfettario non ha IVA (doppia ragione: esenzione sanitaria + regime forfettario). Dal 2024 è obbligatoria la fattura elettronica SDI.

  • Struttura: 'Prestazione logopedica — [descrizione sintetica]' → importo → Totale senza IVA
  • Causale obbligatoria: 'Operazione esente IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/72 — Regime forfettario ex art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — Contribuente non soggetto a ritenuta d'acconto'
  • Bollo virtuale €2: per fatture superiori a €77,47 — addebitabile al paziente o assorbito dal logopedista. Nel formato SDI va indicato nell'apposito campo XML
  • Per strutture private (centri riabilitativi, cooperative): invia per iscritto — anche via email — la dichiarazione di essere in regime forfettario. Evita che ti trattengano la ritenuta del 20%
  • Fatturazione a privati: emetti la fattura al codice fiscale del genitore pagante (per i minori). Il paziente riceve la fattura nell'app IO o la scarica dal portale AdE — utile per la detrazione 730 al 19%
6

Pianifica il fisco: calcolo e acconti

La dichiarazione va nel Modello Redditi PF, quadro LM. Il calcolo è semplice — ma gli acconti di giugno e novembre sorprendono molti al secondo anno.

  • Esempio €35.000 fatturato: × 78% = €27.300 lordo → − €7.160 INPS (26.23%) → €20.140 imponibile × 5% = €1.007 (primi 5 anni) oppure × 15% = €3.021
  • Esempio €55.000 fatturato: × 78% = €42.900 → − €11.252 INPS → €31.648 × 5% = €1.582 oppure × 15% = €4.747
  • Regola pratica: accantona il 30-33% di ogni incasso su un conto separato — copre sia l'imposta sostitutiva che i contributi INPS. Non mischiarlo con il conto corrente personale
  • Il primo anno non ci sono acconti (solo saldo a giugno) — dal secondo anno partono gli acconti sull'anno precedente. A giugno del secondo anno potresti dover pagare saldo + acconto 40% insieme: pianifica per tempo

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Laurea triennale abilitante in Logopedia (L/SNT2) o diploma universitario equipollente
  • Certificato di iscrizione all'Albo TSRM-PSTRP provinciale
  • Polizza RC professionale attiva (retroattività illimitata, ultrattività ≥10 anni, Legge Gelli-Bianco)
  • PEC professionale
  • Codice destinatario SDI per fatturazione elettronica
  • Ricevuta di iscrizione INPS Gestione Separata

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Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Logopedista?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Il logopedista deve emettere fattura elettronica anche per i bambini?

Sì. Dal 1° gennaio 2024, tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite SDI senza eccezioni. Anche se il paziente è un bambino, la fattura va emessa a nome del genitore che paga (tutore legale), in formato elettronico XML. Praticamente: emetti la fattura al genitore pagante con il suo codice fiscale, la invii tramite SDI, e il genitore la scarica dall'app IO o dal portale AdE per portarla in detrazione al 19% nel modello 730.

Le sedute di logopedia possono essere portate in detrazione dai pazienti?

Sì. Le spese sanitarie per prestazioni logopediche rese da professionisti abilitati sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi del paziente (o del genitore, per i minori), per la parte che eccede €129,11. La detrazione è applicabile solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili (bonifico, carta, PagoPA) — i pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Informa i tuoi pazienti: li incentiva a pagare con bonifico e ti garantisce documentazione tracciabile di ogni incasso.

Posso lavorare sia come dipendente SSN che come libero professionista?

Sì, ma con un limite preciso: il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non deve superare €35.000 lordi per restare in regime forfettario. Molti logopedisti part-time SSN (con stipendio sotto questa soglia) aprono la partita IVA forfettaria per l'attività privata aggiuntiva senza problemi. Se sei full-time SSN con stipendio superiore, sei escluso dal forfettario. Verifica sempre il tuo stipendio lordo dell'anno precedente — non quello netto — prima di procedere.

Ho bisogno di uno studio fisico per esercitare come logopedista libero professionista?

No. Il logopedista può esercitare in diversi contesti: a domicilio del paziente (nessuna autorizzazione sanitaria richiesta, la tua abilitazione è sufficiente), nelle scuole (con accordo con l'istituzione), in RSA e strutture (con convenzione), in co-working sanitario a ore. Se apri uno studio fisico con accesso pubblico, verifica con la ASL locale i requisiti strutturali — variano per regione: alcune richiedono solo notifica al SUAP, altre una previa autorizzazione sanitaria. Per chi inizia, domicilio o co-working permettono di avviare con costi fissi minimi.

Quanto pago di INPS se fattura €30.000?

Con €30.000 di fatturato: reddito lordo forfettario = €30.000 × 78% = €23.400. Contributi INPS Gestione Separata (26.23%) = €6.138. Reddito imponibile per l'imposta = €23.400 − €6.138 = €17.262. Imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni) = €863; al 15% = €2.589. Totale uscite fiscali e previdenziali: circa €7.000 al 5% o €8.700 al 15%. A queste si aggiungono la quota annuale TSRM-PSTRP, la polizza RC e gli eventuali costi dello studio.

Cosa succede se supero €85.000 di fatturato?

Se nell'anno solare superi €85.000, esci dal regime forfettario a partire dall'anno successivo — non nell'anno in corso. Dal 1° gennaio successivo passi al regime ordinario (IVA, IRPEF a scaglioni, ISA). Eccezione importante: se superi €100.000 nell'anno in corso, l'uscita è immediata dalla fattura che fa superare la soglia — da quella in poi devi applicare l'IVA. Pianifica per tempo con un commercialista il passaggio, soprattutto per la gestione dell'IVA con i clienti abituali.

Posso condividere uno studio con un'altra logopedista rimanendo in forfettario?

Sì, con la forma giuridica corretta. Puoi condividere uno spazio fisico (subaffitto di stanza, co-working sanitario) senza alcun problema: ciascuna mantiene la propria partita IVA forfettaria e i propri pazienti. Non puoi invece costituire una società di persone (SNC, SAS) o partecipare a una SRL trasparente rimanendo in forfettario — la partecipazione societaria è causa di esclusione. La soluzione più semplice: partita IVA individuale + affitto di spazio condiviso con contratto di sublocazione tra le due professioniste.

Confronto

Logopedista: conviene di più la P.IVA o il lavoro dipendente?

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