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Professioni Sanitarie

REGIME
FORFETTARIO
PER REGIME FORFETTARIO PER FARMACISTA: GUIDA COMPLETA 2026

Apri la partita IVA forfettaria come farmacista nel 2026. Codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi ENPAF e tutto ciò che devi sapere.

Aprire la partita IVA forfettaria come farmacista nel 2026 è la soluzione fiscale più efficiente per chi esercita consulenze farmaceutiche, attività di informazione scientifica indipendente, docenza in corsi ECM, consulenza regolatoria o revisione in strutture sanitarie private senza essere titolare di farmacia. La professione farmaceutica si presta a molteplici forme di lavoro autonomo che, se inquadrate correttamente nel regime forfettario, consentono di ridurre drasticamente il carico fiscale rispetto al regime ordinario.

Il codice ATECO 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.) è quello più utilizzato dai farmacisti liberi professionisti che svolgono attività di consulenza, formazione o revisione. Con un coefficiente di redditività del 78%, il reddito imponibile è pari al 78% del fatturato annuo: su €40.000 di onorari, si pagano circa €2.000-4.000 di imposta sostitutiva (5% nei primi 5 anni, 15% dal sesto anno), contro i €10.000-14.000 che si verserebbero in regime ordinario con IRPEF progressiva, addizionali e IRAP.

Un aspetto spesso trascurato: le prestazioni dei farmacisti liberi professionisti sono in linea generale esenti da IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, quando riguardano prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione. Per attività di formazione o consulenza non sanitaria, l'IVA potrebbe invece applicarsi. È fondamentale verificare con un commercialista la corretta classificazione delle proprie prestazioni prima dell'apertura della partita IVA.

Requisiti

  • Fatturato annuo da attività libero-professionale non superiore a €85.000 (soglia 2026) — per farmacisti che gestiscono più contratti di consulenza ad alto volume, la soglia si raggiunge in fretta
  • Laurea magistrale in Farmacia o Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (5 anni), abilitazione professionale (esame di Stato) e iscrizione all'Albo dei Farmacisti della provincia di esercizio, coordinato dalla FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani)
  • Iscrizione all'ENPAF (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Farmacisti) — obbligatoria per tutti i farmacisti iscritti all'Albo, con versamento della quota fissa annua anche in assenza di reddito professionale
  • Non partecipare a società di persone, SNC, SAS o SRL trasparenti che svolgono attività riconducibile alla propria attività farmaceutica
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente (salvo cessazione del rapporto di lavoro)
  • Non essere titolare di farmacia o parafarmacia con regime d'impresa: l'apertura di una farmacia richiede iscrizione alla Camera di Commercio e comporta regime fiscale diverso dal forfettario professionale
  • Polizza assicurativa RC professionale raccomandata per l'esercizio dell'attività di consulenza farmaceutica

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività (se nuovi iscritti all'Albo FOFI): su €40.000 di onorari annui, l'imposta è circa €1.560 — un risparmio di oltre €8.000 rispetto al regime ordinario nella stessa fascia di reddito
  • Esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie: il farmacista libero professionista che eroga consulenze medico-farmaceutiche non applica IVA in fattura — vantaggio competitivo significativo verso i clienti privati e le strutture sanitarie
  • Contabilità ultrasemplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, nessun ISA — il farmacista può gestire in autonomia la propria contabilità con minimi adempimenti
  • Contributi ENPAF deducibili al 100% dal reddito forfettario prima di calcolare l'imposta sostitutiva — abbassano ulteriormente la base imponibile
  • Esonero dall'IRAP e dagli indici di affidabilità fiscale (ISA): meno rischio di accertamenti presuntivi, meno adempimenti burocratici
  • Ideale per chi alterna consulenze private a lavoro dipendente in farmacia, ASL o industria farmaceutica — con stipendio da dipendente sotto €35.000

Considerazioni

  • La quota fissa ENPAF è dovuta indipendentemente dal reddito prodotto: anche in anni con fatturato basso o nullo, il contributo fisso va versato — da pianificare nella gestione finanziaria del primo anno
  • La classificazione IVA delle prestazioni richiede attenzione: consulenze formative, redazione di tesi e attività non strettamente sanitarie potrebbero non beneficiare dell'esenzione IVA ex art. 10 DPR 633/72 — fondamentale la verifica preventiva con un commercialista
  • Incompatibilità con la titolarità di farmacia: il farmacista titolare di farmacia (anche in affitto di ramo d'azienda) è imprenditore, non professionista, e non può applicare il regime forfettario con ATECO 86.90.29
  • Soglia €85.000: per farmacisti che combinano consulenze a diversi committenti (industria, distribuzione, strutture sanitarie, università), il fatturato può crescere rapidamente — monitorare la soglia con attenzione durante l'anno
  • Doppio contributo se si collabora sia come libero professionista che come dipendente: in caso di reddito da lavoro dipendente non superiore a €35.000, si perde il diritto al regime forfettario — valutare attentamente la struttura reddituale complessiva
  • Aggiornamento ECM obbligatorio: i farmacisti devono acquisire crediti ECM ogni triennio — i costi dei corsi di aggiornamento non sono deducibili dal reddito forfettario (nessun costo analitico è deducibile nel forfettario)

Come fare passo per passo

1

Verifica i requisiti e ottieni l'abilitazione

Assicurati di avere la laurea magistrale in Farmacia o CTF, di aver superato l'esame di Stato e di essere iscritto all'Albo dei Farmacisti. Verifica che il tuo fatturato stimato non superi €85.000 e che tu non abbia partecipazioni societarie incompatibili.

  • Laurea magistrale in Farmacia (LM-13) o Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (LM-13)
  • Superamento dell'esame di abilitazione professionale (due sessioni annuali)
  • Iscrizione all'Albo dei Farmacisti della provincia di esercizio (FOFI)
  • Fatturato stimato non superiore a €85.000
2

Scegli il codice ATECO e apri la partita IVA

Il codice ATECO 86.90.29 è il più appropriato per il farmacista libero professionista. Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate per aprire la partita IVA con regime forfettario.

  • Codice ATECO: 86.90.29 — Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Apertura tramite Agenzia delle Entrate, CAF o commercialista — gratuita e immediata
  • Comunicare esplicitamente l'adesione al regime forfettario nel modello AA9/12
3

Iscriviti all'ENPAF

Entro 30 giorni dall'iscrizione all'Albo, iscriviti all'ENPAF. La quota fissa annua è dovuta indipendentemente dal reddito prodotto e i contributi sono deducibili al 100% dal reddito imponibile forfettario.

  • Iscrizione obbligatoria all'ENPAF entro 30 giorni dall'iscrizione all'Albo
  • Aliquota contributiva: 12% sul reddito netto + quota fissa annua
  • Contributi ENPAF deducibili al 100% dal reddito forfettario prima dell'imposta sostitutiva
  • Verificare le scadenze di versamento sul portale ENPAF
4

Configura la fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Scegli un software certificato e configura la corretta esenzione IVA per le prestazioni sanitarie.

  • Fatturazione elettronica obbligatoria via SDI (Sistema di Interscambio)
  • Codice natura N4 per operazioni esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72
  • Software consigliati: OpenIVA, Fattura24, Aruba, Fiscozen
  • Conservazione digitale delle fatture per almeno 10 anni
5

Gestisci i pagamenti e gli adempimenti periodici

Le principali scadenze annuali includono il versamento ENPAF, la dichiarazione dei redditi e il versamento dell'imposta sostitutiva. Nessuna liquidazione IVA periodica nel regime forfettario.

  • Aprile: versamento quota fissa ENPAF
  • Giugno/Luglio: versamento saldo + primo acconto imposta sostitutiva
  • Luglio: presentazione Modello Redditi PF
  • Nessuna liquidazione IVA mensile o trimestrale
6

Monitora la soglia e pianifica la crescita

Tieni aggiornato il registro delle fatture emesse e monitora il fatturato nel corso dell'anno. Se la soglia di €85.000 si avvicina, pianifica per tempo la transizione al regime ordinario.

  • Registro fatture aggiornato mensilmente
  • Soglia di attenzione: €75.000 — inizia a pianificare la transizione
  • Valuta SRL o STP (Società Tra Professionisti) oltre €85.000 di fatturato
  • Analisi annuale con il commercialista per ottimizzare la struttura fiscale

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e codice fiscale
  • Diploma di laurea magistrale in Farmacia o Chimica e Tecnologia Farmaceutiche
  • Certificato di abilitazione all'esercizio della professione (esame di Stato)
  • Certificato di iscrizione all'Albo dei Farmacisti
  • Modello AA9/12 compilato per l'apertura della partita IVA
  • Polizza RC professionale (raccomandata prima di iniziare l'attività)
  • Coordinate bancarie per l'accredito dei compensi e i versamenti fiscali

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Regime Forfettario per Farmacista: Guida Completa 2026?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Il farmacista dipendente di farmacia può aprire la partita IVA forfettaria?

Sì, a condizione che il reddito da lavoro dipendente nell'anno precedente non superi €35.000. Un farmacista dipendente part-time con stipendio di €22.000 può aprire la partita IVA forfettaria per le consulenze svolte al di fuori dell'orario di lavoro. Se lo stipendio supera €35.000, non è possibile accedere al regime forfettario. Verificare sempre il contratto di lavoro per escludere clausole di non concorrenza.

Quali codici ATECO può usare un farmacista libero professionista?

I codici ATECO più utilizzati dai farmacisti liberi professionisti sono: 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.) per consulenze sanitarie e revisione farmaceutica, 85.59.20 (Altra formazione professionale n.c.a.) per docenza in corsi ECM e formazione, 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.) per consulenza regolatoria e affari regolatori. La scelta del codice influisce sul coefficiente di redditività — verificare sempre con un commercialista.

Quanto paga di tasse un farmacista forfettario con €40.000 di onorari?

Con €40.000 di fatturato: reddito imponibile = €40.000 × 78% = €31.200. Contributi ENPAF (quota fissa + 12% sul reddito) circa €3.800-4.200. Reddito imponibile netto ≈ €27.000. Imposta sostitutiva: al 5% (primi 5 anni) = €1.350; al 15% (dal 6° anno) = €4.050. Totale versamenti: €5.150-8.250. In regime ordinario, con gli stessi €40.000, la pressione fiscale totale sarebbe di €12.000-16.000.

Le consulenze farmaceutiche alle aziende sono esenti IVA?

Dipende dalla natura della prestazione. Le prestazioni strettamente sanitarie (consulenze cliniche, farmacovigilanza clinica) beneficiano dell'esenzione IVA ex art. 10, n. 18 DPR 633/72. Le consulenze regolatorie, di marketing farmaceutico o di formazione non sanitaria sono generalmente soggette a IVA al 22%. Nel regime forfettario il problema non si pone (non si applica IVA in fattura), ma è importante classificare correttamente le proprie prestazioni fin dall'inizio.

Quando conviene uscire dal regime forfettario?

Conviene valutare il regime ordinario quando: il fatturato supera €85.000 (uscita obbligatoria), si hanno spese professionali elevate e documentate superiori al 22% del fatturato, si dipende da un unico committente per oltre il 70% del fatturato (rischio riqualificazione come lavoro dipendente), si vuole detrarre l'IVA su acquisti significativi. Un'analisi annuale con il commercialista è indispensabile.