Apri la partita IVA forfettaria come biologo nel 2026. Codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi ENPAB e tutto ciò che devi sapere sulla professione.
Aprire la partita IVA forfettaria come biologo nel 2026 è la soluzione fiscale più efficiente per chi esercita la libera professione biologica: consulenza nutrizionale, biologia molecolare, microbiologia clinica, consulenza ambientale, analisi di laboratorio, ricerca applicata o formazione scientifica. La professione di biologo è una delle più versatili nel panorama delle professioni sanitarie e scientifiche italiane, con sbocchi che spaziano dalla clinica alla industria alimentare, dall'ambiente alla ricerca.
Il codice ATECO 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.) è il più comune per i biologi liberi professionisti che svolgono consulenza scientifica, ambientale o aziendale. I biologi nutrizionisti preferiscono spesso il 86.90.29 (Altre attività paramediche). Con un coefficiente di redditività del 78%, su €38.000 di onorari il reddito imponibile è €29.640: dopo i contributi ENPAB, l'imposta sostitutiva è circa €800-1.600 nei primi 5 anni, contro i €9.000-13.000 del regime ordinario nella stessa fascia.
L'Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) e l'ENPAB sono gli interlocutori istituzionali del biologo libero professionista. L'iscrizione all'Albo è obbligatoria per l'esercizio della professione e si articola in due sezioni: Sezione A (laurea magistrale, cinque anni) e Sezione B (laurea triennale, accesso a competenze limitate). Per molte attività tipiche — consulenza nutrizionale, analisi di laboratorio, consulenza ambientale — è richiesta la Sezione A.
Assicurati di avere il titolo di studio adeguato, di aver superato l'esame di Stato e di essere iscritto all'Albo dei Biologi (Sezione A per la magistrale, Sezione B per la triennale). L'iscrizione all'Albo è il presupposto indispensabile per l'esercizio della libera professione.
Scegli il codice ATECO più adatto alla tua attività prevalente e presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate comunicando l'adesione al regime forfettario.
L'iscrizione all'ENPAB è obbligatoria per tutti i biologi iscritti all'Albo che esercitano la libera professione. L'aliquota contributiva è il 12% sul reddito professionale netto, più una quota fissa annua.
Obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari. Per le prestazioni nutrizionali terapeutiche usa il codice natura N4 (esenti IVA). Per consulenze scientifiche e ambientali non sanitarie, usa N2.2 (non soggetto IVA per regime forfettario).
Pianifica i versamenti ENPAB e dell'imposta sostitutiva nel corso dell'anno. Non ci sono liquidazioni IVA periodiche né dichiarazioni IVA annuali nel regime forfettario.
Tieni un registro aggiornato delle fatture emesse. Se il fatturato si avvicina a €85.000, pianifica per tempo la transizione al regime ordinario o la strutturazione in forma societaria.
Stima rapida 2026
Imposta sostitutiva
3021 €
Contributi INPS est.
7161 €
Totale tasse + contributi
10.182 €
29.1% del fatturato
Accantona/mese
848 €
* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.
Calcolo completo con acconti e scadenzeIl biologo nutrizionista può usare il codice ATECO 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.) se l'attività prevalente è la consulenza nutrizionale clinica con finalità terapeutiche, oppure il 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.) se l'attività è più orientata alla consulenza scientifica o alla formazione. In entrambi i casi il coefficiente di redditività è 78%. La scelta va discussa con il commercialista in base all'attività concretamente svolta.
Con €38.000 di fatturato: reddito imponibile = €38.000 × 78% = €29.640. Contributi ENPAB (quota fissa + 12% sul reddito) circa €3.557-4.000. Reddito netto ≈ €25.640. Imposta sostitutiva: al 5% (primi 5 anni) = €1.282; al 15% (dal 6° anno) = €3.846. Totale versamenti: circa €4.839-7.846. In regime ordinario con gli stessi €38.000, la pressione fiscale sarebbe di €11.000-15.000.
Sì, le consulenze nutrizionali rese da biologi iscritti all'Albo con finalità terapeutiche (dietoterapia, supporto nutrizionale in patologie, ecc.) sono esenti da IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72. Le prestazioni puramente estetiche o di wellness non terapeutico potrebbero non beneficiare dell'esenzione. Nel regime forfettario la distinzione è meno critica (l'IVA non si applica comunque), ma diventa importante in caso di superamento della soglia di €85.000.
Sì, a condizione che il reddito da lavoro dipendente nell'anno precedente non superi €35.000. Un biologo dipendente part-time con stipendio di €25.000 può aprire la partita IVA forfettaria per consulenze o analisi svolte al di fuori dell'orario di lavoro. Se lo stipendio supera €35.000, non è possibile accedere al regime forfettario. Verificare sempre il contratto di lavoro per escludere clausole di non concorrenza o esclusiva.
La Sezione A è riservata ai biologi con laurea magistrale (5 anni) e abilita all'esercizio pieno della professione biologica, incluse le attività di consulenza nutrizionale clinica, analisi di laboratorio avanzate e firma di relazioni tecniche complesse. La Sezione B è riservata ai laureati triennali e consente l'esercizio di attività biologiche meno complesse, con limitazioni sulle competenze esercitabili. Per la maggior parte delle attività libero-professionali più remunerative (consulenza nutrizionale, laboratorio, consulenza aziendale) è necessaria la Sezione A.
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