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REGIME
FORFETTARIO
PER REGIME FORFETTARIO PER WEDDING PLANNER: GUIDA COMPLETA 2026

Apri la partita IVA forfettaria come wedding planner nel 2026. Codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi INPS e tutto ciò che devi sapere per lavorare come organizzatore di matrimoni.

Aprire la partita IVA forfettaria come wedding planner nel 2026 è il punto di partenza per trasformare la passione per l'organizzazione di matrimoni in una professione strutturata e redditizia. Il mercato wedding in Italia vale oltre 3 miliardi di euro l'anno, con circa 180.000 matrimoni celebrati annualmente: una domanda costante di professionisti qualificati che sappiano coordinare fornitori, gestire budget e creare esperienze indimenticabili.

Il codice ATECO 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.) è quello più utilizzato dai wedding planner che operano principalmente come consulenti e coordinatori — scegliendo i fornitori, gestendo il budget degli sposi e supervisionando l'evento nel suo complesso. Con un coefficiente di redditività del 78%, su €45.000 di onorari annui il reddito imponibile è €35.100: dopo i contributi INPS GS, l'imposta sostitutiva è circa €880-2.640 (5% nei primi 5 anni, 15% dal sesto anno). Rispetto al regime ordinario, il risparmio è di €8.000-14.000 all'anno.

Un aspetto cruciale: il wedding planner lavora spesso in un modello ibrido — riceve onorari fissi dagli sposi e, talvolta, commissioni dai fornitori (catering, location, fotografi). Nel regime forfettario tutto ciò che entra nel conto corrente professionale è fatturato da dichiarare: le commissioni dei fornitori devono essere incluse nel totale e non superare la soglia di €85.000 insieme agli onorari. Fondamentale pianificare con attenzione la struttura dei compensi.

Requisiti

  • Fatturato annuo da attività libero-professionale non superiore a €85.000 (soglia 2026) — per i wedding planner con più matrimoni premium e commissioni da fornitori, la soglia può essere raggiunta rapidamente
  • Il wedding planning non richiede titoli di studio obbligatori per legge — tuttavia, percorsi formativi specifici (scuole di wedding planning, certificazioni AIWA, ANPEV o internazionali come WPI) aumentano credibilità e differenziazione sul mercato
  • Non partecipare a società di persone, SNC, SAS o SRL trasparenti che svolgono attività riconducibile alla propria
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente (salvo cessazione del rapporto)
  • Verificare che le commissioni dei fornitori siano strutturate in modo trasparente e concordato con gli sposi, per evitare conflitti di interesse e problemi deontologici
  • Polizza RC professionale raccomandata per coprire eventuali danni derivanti dall'organizzazione dell'evento (fornitori che non si presentano, errori di coordinamento)

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni: su €45.000 di onorari, l'imposta è circa €1.370 — contro i €13.000-18.000 del regime ordinario nella stessa fascia, con un risparmio che permette di reinvestire nella crescita del business
  • Nessun Albo obbligatorio e costi di accesso minimi: a differenza delle professioni regolamentate, il wedding planner può iniziare l'attività con costi fissi molto bassi — solo partita IVA, eventuali corsi e assicurazione
  • Contabilità ultrasemplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, nessun ISA — ideale per gestire un'attività stagionale con picchi nei mesi primaverili e autunnali
  • Flessibilità nella struttura dei compensi: onorari fissi, percentuale sul budget degli sposi, pacchetti all-inclusive — tutte le formule sono compatibili con il regime forfettario
  • Esonero dall'IRAP: nessuna addizionale regionale sull'attività produttiva
  • Scalabilità del business: corsi online per aspiranti wedding planner, consulenze a distanza, e-book e contenuti digitali — tutti compatibili con la partita IVA forfettaria fino a €85.000

Considerazioni

  • Contributi INPS Gestione Separata al 26,23%: senza una cassa previdenziale dedicata, l'aliquota contributiva è significativa — su €45.000 di fatturato, i contributi superano €9.000; da pianificare nella gestione della liquidità, soprattutto nei mesi di bassa stagione
  • Stagionalità del business: i matrimoni si concentrano principalmente da aprile a ottobre — il forfettario non prevede agevolazioni per la stagionalità, quindi i versamenti fiscali di giugno/novembre possono coincidere con periodi di minore liquidità
  • Commissioni dai fornitori: se si percepiscono commissioni da catering, location o fotografi, queste devono essere dichiarate come fatturato — incluse nel calcolo della soglia €85.000
  • Nessuna deduzione analitica dei costi: spese per sopralluoghi, campionari, software gestionale, sito web, pubblicità e assistenti per il giorno del matrimonio non sono deducibili nel forfettario — valutare se i costi effettivi superano il 22% del fatturato
  • Rischio di riqualificazione: se si lavora esclusivamente per un'unica agenzia di eventi o una sola venue, il rapporto potrebbe essere riqualificato come lavoro dipendente — diversificare il portafoglio clienti
  • Crescita rapida: un wedding planner con una buona reputazione può raggiungere €85.000 di fatturato già al terzo anno — pianificare per tempo la transizione al regime ordinario o la strutturazione in SRL

Come fare passo per passo

1

Formati e definisci la tua specializzazione

Prima di aprire la partita IVA, definisci il tuo posizionamento: wedding planner generalista, specialista in matrimoni di lusso, destination wedding, matrimoni civili o cerimonie simboliche. Una formazione specifica aumenta la credibilità con gli sposi e con i fornitori.

  • Certificazioni italiane: AIWA (Associazione Italiana Wedding & Event Planner), ANPEV
  • Certificazioni internazionali: WPI (Wedding Planning Institute), ABC (Association of Bridal Consultants)
  • Portfolio: anche prima dell'apertura della P.IVA, collabora come assistente a matrimoni per costruire esperienza e referenze
  • Definisci il tuo target: fascia budget degli sposi, tipologia di cerimonie, area geografica
2

Apri la partita IVA con codice ATECO 74.90.99

Il codice ATECO 74.90.99 è quello più adatto per il wedding planner che opera prevalentemente come consulente e coordinatore. Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate comunicando l'adesione al regime forfettario.

  • Codice ATECO: 74.90.99 — Altre attività professionali n.c.a. (coefficiente 78%)
  • Alternativa: 82.30.00 (Organizzazione di convegni e fiere) — coefficiente 67%, più adatto se si organizzano eventi in modo operativo
  • Apertura tramite Agenzia delle Entrate, CAF o commercialista — gratuita e immediata
  • La scelta del codice ATECO influisce sul coefficiente di redditività — verifica con un commercialista prima di procedere
3

Iscriviti all'INPS Gestione Separata

Come wedding planner libero professionista senza cassa previdenziale dedicata, versi i contributi all'INPS Gestione Separata. I contributi sono deducibili al 100% dal reddito forfettario prima del calcolo dell'imposta sostitutiva.

  • Iscrizione INPS Gestione Separata: portale INPS → sezione 'Gestione Separata'
  • Aliquota: 26,23% per chi non ha altra previdenza obbligatoria
  • Versamento tramite F24: acconto in novembre, saldo in giugno/luglio con la dichiarazione
  • I contributi INPS GS sono deducibili al 100% dal reddito forfettario
4

Configura la fatturazione elettronica

Obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari. Per i servizi di wedding planning usa il codice natura N2.2 (non soggetto IVA per regime forfettario). Inserisci sempre la dicitura di legge in fattura.

  • Fatturazione elettronica via SDI — obbligatoria dal 1° gennaio 2024
  • Codice natura N2.2 — operazione non soggetta a IVA ex art. 1 c. 58 L. 190/2014
  • Dicitura: 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 - Regime Forfettario'
  • Software consigliati: OpenIVA, Fattura24, Aruba, Fiscozen
5

Struttura i contratti con gli sposi e i fornitori

Predisponi un contratto professionale con gli sposi che definisca onorari, servizi inclusi, modalità di pagamento e responsabilità. Chiarisci in modo trasparente l'eventuale percezione di commissioni dai fornitori.

  • Contratto con gli sposi: onorario, servizi inclusi, caparra, modalità di disdetta
  • Trasparenza sulle commissioni: indicare sempre se si percepiscono fee dai fornitori
  • Polizza RC professionale: copre errori di coordinamento, no-show dei fornitori, danni a terzi
  • Privacy GDPR: informativa per il trattamento dei dati personali degli sposi
6

Gestisci gli adempimenti periodici e monitora la stagionalità

Pianifica i versamenti fiscali tenendo conto della stagionalità del business. Tieni un registro aggiornato delle fatture emesse e monitora il fatturato complessivo, incluse le commissioni ricevute dai fornitori.

  • Giugno/Luglio: versamento saldo + primo acconto imposta sostitutiva e INPS GS
  • Novembre: versamento secondo acconto — coincide con fine alta stagione, pianifica la liquidità
  • Luglio: presentazione Modello Redditi PF
  • Soglia di attenzione: €75.000 incluse commissioni fornitori — pianifica la transizione

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e codice fiscale
  • Eventuali certificazioni di wedding planning (AIWA, WPI, ABC) — non obbligatorie per legge
  • Modello AA9/12 compilato per l'apertura della partita IVA
  • Contratto tipo con gli sposi (definisce servizi, onorari e responsabilità)
  • Informativa privacy GDPR per il trattamento dei dati personali
  • Polizza RC professionale (raccomandata prima del primo evento)
  • Coordinate bancarie per l'accredito dei compensi e i versamenti fiscali

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Regime Forfettario per Wedding Planner: Guida Completa 2026?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Le commissioni ricevute dai fornitori vanno incluse nel fatturato forfettario?

Sì, tutte le entrate professionali — onorari degli sposi e commissioni/fee dei fornitori — concorrono al fatturato ai fini del limite di €85.000 e devono essere fatturate. Se il fornitore paga una commissione al wedding planner, questa deve essere documentata con una fattura emessa dal wedding planner al fornitore. Non includere le commissioni nel fatturato dichiarato espone a rischi di accertamento fiscale.

Quanto paga di tasse un wedding planner forfettario con €45.000 di onorari?

Con €45.000 di fatturato: reddito imponibile = €45.000 × 78% = €35.100. Contributi INPS GS (26,23%) ≈ €9.207. Reddito netto ≈ €25.893. Imposta sostitutiva: al 5% (primi 5 anni) = €1.295; al 15% (dal 6° anno) = €3.884. Totale versamenti: circa €10.502 (primi anni) o €13.091 (dal 6° anno). In regime ordinario con gli stessi €45.000 la pressione fiscale totale sarebbe di €15.000-20.000.

Posso lavorare come wedding planner e avere anche un lavoro dipendente?

Sì, è possibile, purché il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non superi €35.000. Un dipendente con stipendio di €25.000 può aprire la partita IVA forfettaria per l'attività di wedding planning nel weekend. Attenzione alle clausole di esclusiva nel contratto di lavoro, che potrebbero vietare attività autonome in parallelo.

Meglio il codice ATECO 74.90.99 o 82.30.00 per un wedding planner?

Dipende dall'attività prevalente. Il 74.90.99 (coefficiente 78%) è più adatto se il wedding planner opera principalmente come consulente e coordinatore — seleziona i fornitori, gestisce il budget, supervisiona il giorno del matrimonio. Il 82.30.00 (coefficiente 67%) è più adatto se si organizzano gli eventi in modo più operativo, con gestione diretta di fornitori e logistica. Un coefficiente del 78% implica una base imponibile più alta, ma anche una maggiore deducibilità forfettaria dei costi.

Quando conviene passare dal regime forfettario a quello ordinario?

Conviene valutare il regime ordinario quando: il fatturato (incluse commissioni) supera €85.000 (uscita obbligatoria), si hanno costi operativi significativi (assistenti, software, pubblicità, showroom) superiori al 22-33% del fatturato, si vuole strutturare l'attività in SRL per gestire collaboratori stabili. Un wedding planner di fascia alta con 15-20 matrimoni premium all'anno può raggiungere questa soglia già al terzo anno.