Guida completa al regime forfettario per consulenti finanziari nel 2026: ATECO 66.19.09, coefficiente 78%, contributi INPS Gestione Separata, iscrizione OCF e fatturazione. Tutto quello che devi sapere per aprire la partita IVA.
Aprire la partita IVA forfettaria come consulente finanziario nel 2026 è la scelta fiscale più strategica per chi vuole esercitare la consulenza finanziaria indipendente, senza vincoli di mandato con banche o reti di distribuzione. Il Consulente Finanziario Autonomo (CFA) è la figura più ambita nel settore: iscritto alla sezione A dell'Albo tenuto dall'OCF (Organismo di Vigilanza e Tenuta dell'Albo dei Consulenti Finanziari), può offrire consulenza remunerata esclusivamente dalla parcella del cliente — nessuna commissione, nessun conflitto di interesse, massima trasparenza.
Il mercato è in espansione strutturale: la crescente consapevolezza degli italiani sulla pianificazione finanziaria, il passaggio generazionale dei patrimoni e la direttiva MiFID II hanno creato una domanda di consulenza indipendente che supera di gran lunga l'offerta. Per il CFA forfettario con fatturato fino a €85.000, la combinazione di imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni) e INPS Gestione Separata al 26.23% sul reddito netto è fiscalmente molto più vantaggiosa del regime ordinario con IRPEF progressiva.
Attenzione alla distinzione fondamentale: il Consulente Finanziario Autonomo (iscritto sezione A dell'Albo OCF) è una figura regolamentata che opera in modo indipendente. È una figura diversa dal promotore finanziario/consulente abilitato all'offerta fuori sede (iscritto sezione B dell'Albo OCF), che opera per conto di un intermediario finanziario con rapporto di agenzia. Questa guida si riferisce al CFA autonomo — la figura che può aprire partita IVA forfettaria e fatturare direttamente al cliente la parcella di consulenza.
Per esercitare la consulenza finanziaria autonoma remunerata è obbligatoria l'iscrizione alla sezione A dell'Albo OCF, previa superamento dell'esame di abilitazione.
Il consulente finanziario autonomo apre la partita IVA con il Modello AA9/12, indicando il codice ATECO 66.19.09 e aderendo al regime forfettario.
Il CFA autonomo versa i contributi previdenziali all'INPS Gestione Separata. L'iscrizione è obbligatoria entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
La polizza RC professionale è un requisito obbligatorio per l'iscrizione e il mantenimento nell'Albo OCF. Copre i danni patrimoniali causati ai clienti nell'esercizio dell'attività di consulenza.
Il CFA deve dotarsi di contratti con i clienti conformi MiFID II, sistema di profilazione dell'investitore e reportistica periodica. Questi adempimenti sono indipendenti dal regime fiscale ma fondamentali per l'operatività.
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. Il CFA emette parcelle per la consulenza finanziaria con struttura specifica.
Stima rapida 2026
Imposta sostitutiva
3021 €
Contributi INPS est.
7161 €
Totale tasse + contributi
10.182 €
29.1% del fatturato
Accantona/mese
848 €
* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.
Calcolo completo con acconti e scadenzeSono due sezioni diverse dell'Albo OCF con modelli di business completamente diversi. Il Consulente Finanziario Autonomo (sezione A) opera in totale indipendenza: non ha mandati con banche o reti, è remunerato solo dalla parcella del cliente, non può ricevere commissioni da prodotti finanziari. Il Consulente Finanziario abilitato all'offerta fuori sede (sezione B, ex promotore finanziario) opera per conto di un intermediario finanziario (banca, SIM, SGR) con un contratto di agenzia: è remunerato con provvigioni sull'intermediazione. Il CFA ha il modello fiscale più semplice per il forfettario: parcella diretta al cliente, senza gestione di commissioni da intermediari.
No. L'esercizio della consulenza finanziaria a titolo oneroso nei confronti del pubblico è riservato ai soggetti abilitati ai sensi del TUF (D.Lgs. 58/1998). Esercitare la consulenza finanziaria senza iscrizione all'Albo OCF è un illecito penale (art. 166 TUF). L'unica eccezione è la consulenza generica non personalizzata (es. articoli, podcast, newsletter senza raccomandazioni specifiche su strumenti finanziari) che non configura consulenza finanziaria ai sensi MiFID II. Per qualsiasi consulenza personalizzata su portafoglio e strumenti specifici, l'iscrizione OCF è obbligatoria.
Il reddito dipende dal numero di clienti e dalla struttura delle parcelle. I modelli più comuni sono: fee fissa annua per cliente (€1.000-5.000/anno per privati con patrimoni da €100.000 a €1.000.000+) o percentuale sul patrimonio gestito in consulenza (0.3%-1% annuo). Un CFA con 30-50 clienti e parcella media di €2.000 ha un fatturato di €60.000-100.000. Con il regime forfettario al 5% nei primi anni, il netto fiscale è molto elevato — tra i migliori nel settore dei servizi professionali.
Generalmente no, per due ragioni: il contratto di lavoro bancario (CCNL del Credito) solitamente prevede clausole di esclusiva e non concorrenza che vietano attività professionali esterne nel settore finanziario; e il reddito da lavoro dipendente bancario supera quasi sempre la soglia dei €35.000 che preclude l'accesso al regime forfettario. Il percorso tipico è: dimissioni o accordo di risoluzione consensuale dal rapporto bancario → superamento esame OCF → apertura partita IVA forfettaria → avvio attività CFA.
Il risparmio è molto consistente. Con €60.000 di parcelle: forfettario al 5% (primi anni) → €1.726 imposta + €12.277 INPS = €14.003 totale; regime ordinario → IRPEF 27-35% su reddito netto + INPS 26.23% + IRAP = €22.000-28.000. Risparmio annuo stimato nei primi anni: €8.000-14.000. Dal 6° anno con aliquota al 15%, il risparmio è di €4.000-8.000/anno — sempre significativo per un professionista in questa fascia di fatturato.
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