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Guide regime forfettario per professione
Professioni Digitali

REGIME
FORFETTARIO
PER WEB DESIGNER

Guida completa al regime forfettario per web designer nel 2026: ATECO 74.10.21, coefficiente 78%, INPS Gestione Separata, siti web, UI/UX, WordPress e clienti esteri. Tutto quello che devi sapere.

Il web designer è tra le professioni digitali più richieste dal mercato italiano: ogni azienda, negozio, professionista e startup ha bisogno di un sito web efficace, e la qualità del design è spesso il fattore determinante tra conversione e abbandono. Aprire la partita IVA forfettaria come web designer nel 2026 è il punto di partenza per trasformare questa competenza in un'attività professionale strutturata, con clienti stabili, tariffe giuste e una posizione fiscale ottimale.

Con il codice ATECO 74.10.21 (Attività dei disegnatori grafici di pagine web) e un coefficiente di redditività del 78%, il regime forfettario si applica al 78% del fatturato. Su €35.000 di incassi, il reddito imponibile lordo è €27.300 e — dopo la deduzione dei contributi INPS — l'imposta sostitutiva al 15% ammonta a circa €2.800. Per i primi 5 anni con requisiti startup, l'aliquota scende al 5%.

Il web designer si distingue dal graphic designer per il focus specifico sull'esperienza utente online: progetta l'architettura delle informazioni, i wireframe, i prototipi interattivi e l'interfaccia visiva di siti web, e-commerce e applicazioni web — con competenze che spaziano da Figma a WordPress, da Webflow a React. Nessun albo professionale obbligatorio: si può iniziare con la partita IVA il giorno stesso.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 — include compensi per design, sviluppo front-end, gestione CMS, manutenzione siti, hosting rivenduto
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente
  • Nessuna partecipazione prevalente in srl, snc o sas in trasparenza fiscale che svolge attività analoga
  • Spese per collaboratori (es. copywriter, sviluppatori back-end) non superiori a €20.000 lordi annui
  • Nessun albo professionale o titolo obbligatorio — chiunque abbia le competenze può esercitare

Vantaggi

  • Tassazione al 15% (o 5% startup) solo sul 78% del fatturato — su €35.000 di incassi paghi circa €2.800 di imposte totali
  • Esonero totale dall'IVA: nessuna liquidazione periodica, fattura senza IVA — prezzi più competitivi per PMI e professionisti
  • Esonero dalla ritenuta d'acconto: incassi sempre l'intero importo fatturato senza decurtazioni
  • Apertura gratuita con il solo Modello AA9/12: nessun notaio, nessuna Camera di Commercio, operativo in 24 ore
  • Modello di business ricorrente: retainer mensili per manutenzione e aggiornamento siti generano entrate stabili e prevedibili
  • Lavoro 100% remoto: nessuna sede fisica obbligatoria — puoi lavorare da casa, in co-working o in viaggio

Considerazioni

  • Il coefficiente del 78% include forfettariamente tutti i costi (Figma, Adobe XD, licenze WordPress/Webflow/Shopify, hosting test, corsi): l'IVA sugli acquisti non è recuperabile
  • I contributi INPS Gestione Separata (26,23%) si versano a consuntivo — accantonat il 30% di ogni incasso per coprire imposte e contributi
  • La rivendita di hosting o domìni: se acquisti hosting e lo rivendi al cliente con margine, l'intero importo incassato è fatturato ai fini del limite €85.000 — strutturalo correttamente
  • La manutenzione mensile con retainer: entrate ricorrenti fantastiche per la stabilità, ma attenzione a non configurare un rapporto di quasi-dipendenza con un unico cliente principale
  • La distinzione con lo sviluppatore: se scrivi anche codice back-end, potresti valutare ATECO 62.01.00 (sviluppatore, coeff. 67%) se l'attività prevalente è lo sviluppo — il web design puro usa 74.10.21

Come fare passo per passo

1

Scegli il codice ATECO più adatto alla tua attività

Per il web designer il codice principale è 74.10.21, ma la scelta dipende dall'attività prevalente. Se fai prevalentemente design (Figma, UI/UX, wireframe), è il codice giusto.

  • ATECO 74.10.21 — Attività dei disegnatori grafici di pagine web: per chi progetta l'interfaccia visiva di siti, e-commerce e app web — il codice specifico per il web design — coefficiente 78%
  • ATECO 62.01.00 — Produzione di software: se sviluppi anche il front-end in codice (React, Vue, HTML/CSS/JS) in modo significativo, questo codice potrebbe essere più appropriato — coefficiente 67%
  • ATECO 73.11.01 — Ideazione di campagne pubblicitarie: se oltre al design gestisci anche la comunicazione digitale e i social — coefficiente 78%
  • Se fai prevalentemente design visivo e prototipazione (Figma, Adobe XD, Webflow no-code), 74.10.21 è la scelta corretta
2

Apri la Partita IVA con il Modello AA9/12

Il web designer è un libero professionista: apertura gratuita con il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Zero burocrazia, zero costi, operativo in 24 ore.

  • Compila il Modello AA9/12 con ATECO 74.10.21 e seleziona il regime forfettario
  • Presentazione allo sportello ADE: partita IVA assegnata immediatamente — porta documento d'identità e codice fiscale
  • Online tramite portale ADE o intermediario: partita IVA entro pochi giorni lavorativi
  • Se stai già lavorando come collaboratore occasionale (con ritenuta del 20%), converti subito in partita IVA oltre €5.000 di redditi occasionali annui
3

Iscriviti all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'apertura della partita IVA, iscriviti alla Gestione Separata. I contributi si versano a consuntivo — nessuna rata fissa mensile o trimestrale.

  • Iscrizione gratuita su portale INPS → Gestione Separata → iscrizione lavoratori autonomi
  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × 78%)
  • Versamento: acconto a giugno (saldo + 40% anno corrente) e a novembre (60% anno corrente)
  • Accantonat il 30% di ogni incasso: copre i contributi INPS (circa 20% netto) e l'imposta sostitutiva (15% sull'imponibile)
4

Struttura i contratti e il tuo processo di vendita

Un contratto scritto chiaro è il modo più efficace per prevenire revisioni infinite, scope creep e mancati pagamenti — i tre problemi più comuni per i web designer freelance.

  • Includi nel preventivo/contratto: numero di pagine/template inclusi, numero di cicli di revisione incluse (es. 2), chi fornisce i testi e le immagini, tempi di consegna, modalità di pagamento
  • Struttura dei pagamenti: 50% all'approvazione del preventivo, 50% alla consegna del sito — non consegnare mai le credenziali del sito senza aver ricevuto il saldo
  • Proprietà del sito: specifica se il cliente avrà accesso alle credenziali di admin, ai file del tema, al codice — e cosa succede se smette di pagarti la manutenzione
  • Manutenzione mensile: proponi sempre un contratto di manutenzione post-lancio (aggiornamenti CMS, backup, piccole modifiche) — genera entrate ricorrenti stabili
5

Gestisci l'hosting e i servizi ricorrenti

Molti web designer offrono anche hosting e domìni come servizio aggiuntivo. Nel forfettario, la gestione di questi servizi rivenduti ha implicazioni fiscali da non sottovalutare.

  • Rivendita hosting: se acquisti hosting a €100/anno e lo fatturi al cliente €200/anno, i €200 sono tuo fatturato — non solo il margine. Considera questo nel monitoraggio del limite €85.000
  • Alternativa: insegna al cliente ad acquistare hosting in autonomia e fattura solo il servizio di configurazione — più pulito fiscalmente
  • Domini: stessa logica dell'hosting — se li acquisti e rivendi, l'intero importo è fatturato
  • Servizi SaaS in white label (Webflow, Shopify, ecc.): se il piano è intestato a te e fatturato al cliente, il totale è fatturato tuo
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Lavora con agenzie web come freelancer

Molti web designer iniziano o integrano la propria attività lavorando per agenzie web come subcontractor. È una fonte di lavoro stabile, ma richiede attenzione ad alcuni aspetti.

  • Fattura all'agenzia: emetti fattura per ogni progetto o a fine mese con riepilogo delle ore/progetti — l'agenzia è il tuo cliente, non il cliente finale
  • Verifica che il rapporto non sia configurabile come quasi-dipendenza: se il 90% del tuo fatturato viene da un'unica agenzia in modo continuativo, il fisco potrebbe contestare il regime forfettario
  • Contratto con l'agenzia: chiarisci NDA, ownership dei lavori, possibilità di lavorare per clienti diretti concorrenti, pagamenti e scadenze
  • Portfolio: verifica con l'agenzia se puoi inserire i lavori realizzati nel tuo portfolio personale — spesso concesso ma non scontato
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Fatturazione elettronica e clienti esteri

Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica SDI per le operazioni nazionali. Per clienti esteri si emettono fatture ordinarie.

  • Per aziende italiane: fattura elettronica SDI — includi codice destinatario o PEC del cliente
  • Per privati italiani: bollo virtuale da €2 se l'importo supera €77,47
  • Per clienti esteri UE (B2B): fattura ordinaria senza IVA, dicitura inversione contabile, iscriviti al VIES
  • Per clienti extra-UE: fattura ordinaria senza IVA, dicitura operazione non imponibile
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Scala l'attività: da freelancer a studio

Con un portfolio solido e clienti ricorrenti, molti web designer crescono fino a raggiungere €85.000 di fatturato. Pianifica la struttura successiva prima di arrivarci.

  • Esempio: €35.000 fatturato → €27.300 reddito lordo → −€7.161 INPS → €20.139 imponibile → €3.021 imposta al 15%
  • Entrate ricorrenti obiettivo: 10 clienti con retainer mensile da €300 = €36.000/anno di base fissa + progetti spot
  • Oltre €85.000: il regime ordinario permette di dedurre Figma, Adobe, hosting, co-working — con costi reali elevati può convenire
  • Studio associato o SRL: per collaborare stabilmente con altri designer o sviluppatori, valuta la struttura giuridica più adatta

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Modello AA9/12 compilato con ATECO 74.10.21 e regime forfettario
  • Iscrizione INPS Gestione Separata (ricevuta dal portale INPS)
  • Iscrizione al VIES per fatturazione a clienti UE con partita IVA (portale ADE — gratuita)
  • Contratti/preventivi firmati con i clienti (con clausole su revisioni, pagamenti e proprietà del sito)
  • Codice destinatario SDI o PEC per la fatturazione elettronica ai clienti italiani
  • Portfolio professionale online (non fiscale, ma essenziale per acquisire clienti)

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Web Designer?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Qual è la differenza tra web designer e sviluppatore web dal punto di vista fiscale?

Il web designer (ATECO 74.10.21, coefficiente 78%) progetta l'interfaccia visiva e l'esperienza utente: wireframe, UI, grafica, prototipazione. Lo sviluppatore web (ATECO 62.01.00, coefficiente 67%) scrive il codice che fa funzionare il sito. Se fai entrambe le cose, scegli il codice dell'attività prevalente — se progetti più che programmi, usa 74.10.21 con coefficiente 78%; se programmi più che progetti, usa 62.01.00 con coefficiente 67%. Nota: il coefficiente 67% significa che il 33% del fatturato è considerato costi, quindi si paga meno imposta — ma anche meno pensione.

Posso addebitare al cliente il costo dell'hosting che acquisto per lui?

Sì, ma attenzione: se acquisti hosting a nome tuo e lo fatturi al cliente, l'intero importo fatturato è tuo fatturato — non solo il margine. Su €200 di hosting fatturato, paghi le imposte su €200 × 78% = €156. Questo può accelerare il raggiungimento del limite €85.000. L'alternativa più efficiente è che il cliente acquisti direttamente il suo hosting (Aruba, SiteGround, Cloudflare, ecc.) e tu fatturi solo il servizio di configurazione e gestione.

Posso fare il web designer e al tempo stesso avere un contratto da dipendente?

Sì, purché il reddito da lavoro dipendente nell'anno precedente non superi €35.000. Se lavori part-time come dipendente e integri con il web design freelance, è perfettamente legale. Controlla però il tuo contratto di lavoro dipendente: alcuni vietano attività esterne concorrenti (es. se sei dipendente di un'agenzia web, fare web design freelance potrebbe essere in conflitto). Nella maggior parte dei casi per lavori part-time non ci sono restrizioni, ma meglio verificare.

Sono obbligato alla fatturazione elettronica anche per i privati?

Sì. Dal 1° gennaio 2024, tutti i forfettari — senza eccezioni — sono obbligati alla fatturazione elettronica SDI per tutte le operazioni nazionali, incluse quelle con privati cittadini. Per i privati che non hanno codice destinatario SDI, puoi usare il codice '0000000' (sette zeri) e consegnare la fattura via email come PDF — il sistema accetta questa modalità. Aggiungi il codice fiscale del cliente nel campo apposito.

Come gestisco i clienti che non pagano o che richiedono revisioni all'infinito?

La prevenzione è la strategia migliore: richiedi sempre il 50% di anticipo prima di iniziare, specifica nel contratto il numero massimo di cicli di revisione inclusi (es. 2 cicli), e non consegnare mai il sito completo con le credenziali senza aver ricevuto il saldo. Per i mancati pagamenti: la partita IVA ti permette di emettere una diffida formale e, nei casi gravi, di procedere con il decreto ingiuntivo. Con un contratto scritto, le possibilità di recupero sono molto più alte.