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Guide regime forfettario per professione
Professioni Digitali

REGIME
FORFETTARIO
PER SOCIAL MEDIA MANAGER

Guida completa al regime forfettario per social media manager nel 2026: ATECO 73.11.01, coefficiente 78%, INPS Gestione Separata, clienti italiani ed esteri. Tutto quello che devi sapere.

Il social media manager è tra le professioni digitali con la crescita più rapida degli ultimi anni: aziende, negozi, professionisti, ristoranti e brand di ogni dimensione cercano costantemente chi sappia gestire la loro presenza online. Aprire la partita IVA forfettaria come social media manager nel 2026 è il modo corretto per monetizzare queste competenze, lavorare con più clienti contemporaneamente e costruire una carriera da freelance solida e regolare.

Con il codice ATECO 73.11.01 (Ideazione di campagne pubblicitarie) e un coefficiente di redditività del 78%, il regime forfettario ti applica l'imposta sostitutiva solo sul 78% del fatturato. Su €30.000 di incassi, il reddito imponibile è €23.400 e — dopo la deduzione dei contributi INPS Gestione Separata — l'imposta al 15% ammonta a circa €2.600. Per i primi 5 anni con requisiti startup, l'aliquota scende al 5%.

A differenza degli artigiani, il social media manager è un libero professionista: l'apertura della partita IVA avviene con il solo Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, senza passare per la Camera di Commercio. Nessun albo obbligatorio, nessuna abilitazione professionale specifica — puoi iniziare a fatturare il giorno stesso.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (soglia 2026 — verifica eventuali aggiornamenti normativi)
  • Non aver percepito redditi di lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente
  • Non partecipare prevalentemente in società di persone, SNC, SAS o SRL in trasparenza fiscale che svolgono attività analoga
  • Spese per dipendenti e collaboratori non superiori a €20.000 lordi annui
  • Attività non svolta prevalentemente nei confronti dell'ex datore di lavoro nei primi 2 anni (per evitare la presunzione di lavoro dipendente mascherato)

Vantaggi

  • Tassazione al 15% (o 5% startup) solo sul 78% del fatturato — su €30.000 di incassi paghi circa €2.600 di imposte totali nei primi anni
  • Esonero totale dall'IVA: nessuna liquidazione periodica, nessun versamento trimestrale, fattura senza IVA — vantaggio competitivo immediato con clienti privati e PMI
  • Esonero dalla ritenuta d'acconto: incassi sempre l'intero importo fatturato, senza che i clienti trattengano il 20%
  • Apertura partita IVA gratuita con solo il Modello AA9/12: nessun notaio, nessuna Camera di Commercio, nessun capitale minimo — operativo in 24 ore
  • Gestione multi-cliente illimitata: puoi avere contemporaneamente 1 o 100 clienti, nazionali ed esteri, senza nessuna limitazione
  • Lavoro da remoto totale: nessuna sede fisica obbligatoria — puoi operare da casa, in coworking o da qualsiasi parte del mondo

Considerazioni

  • Il coefficiente del 78% include forfettariamente tutti i costi (software, abbonamenti, corsi, hardware): l'IVA sugli acquisti non è recuperabile, ma non devi tenere nessun registro di spesa
  • I contributi INPS Gestione Separata (26,23% sul reddito imponibile) si versano a consuntivo con la dichiarazione — non in rate trimestrali fisse: pianifica la liquidità
  • Senza albo professionale, non hai un ente che tutela la tua tariffa: stabilisci contratti scritti chiari con ogni cliente per proteggerti da mancati pagamenti e cambio scope
  • La scelta del codice ATECO (73.11.01 per gestione social/campagne vs 73.11.02 per pubblicità generica) dipende dall'attività prevalente — consulta un commercialista per il codice più adatto
  • Se gestisci campagne pubblicitarie a pagamento (Meta Ads, Google Ads) per conto dei clienti, chiarisci contrattualmente se i budget pubblicitari passano attraverso la tua partita IVA o direttamente dal cliente

Come fare passo per passo

1

Scegli il codice ATECO corretto

Per il social media manager esistono due codici ATECO principali. La scelta dipende dall'attività che svolgi prevalentemente e va fatta con attenzione perché determina il coefficiente di redditività e la cassa previdenziale.

  • ATECO 73.11.01 — Ideazione di campagne pubblicitarie: per chi crea strategie, gestisce profili social, crea contenuti e pianifica campagne advertising — coefficiente 78%
  • ATECO 73.11.02 — Conduzione di campagne pubblicitarie e altri servizi pubblicitari: per chi si occupa prevalentemente di acquisto spazi pubblicitari e media buying — coefficiente 78%
  • Entrambi i codici hanno lo stesso coefficiente (78%) e la stessa cassa (INPS Gestione Separata) — la differenza è nella descrizione dell'attività prevalente
  • In caso di dubbio, scegli 73.11.01 se il tuo lavoro principale è la creazione di contenuti e la gestione dei profili social
2

Apri la Partita IVA con il Modello AA9/12

Il social media manager è un libero professionista senza albo: l'apertura della partita IVA avviene presentando il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, gratuitamente, senza passare per la Camera di Commercio.

  • Modello AA9/12 scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate — compilalo con il codice ATECO scelto e il regime forfettario
  • Puoi presentarlo fisicamente allo sportello dell'Agenzia delle Entrate di competenza, oppure online tramite il portale dell'Agenzia o tramite un intermediario abilitato
  • La partita IVA viene assegnata immediatamente allo sportello, o entro pochi giorni se presentata online
  • Non è richiesto alcun capitale minimo, nessun notaio, nessuna iscrizione alla Camera di Commercio
3

Iscriviti all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS come lavoratore autonomo. I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario e si versano con la dichiarazione annuale.

  • Iscrizione gratuita sul portale INPS (sezione 'Gestione Separata') — puoi farlo autonomamente o tramite intermediario
  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × 78% − nessuna deduzione ulteriore nel forfettario)
  • I contributi si versano a giugno (saldo anno precedente + primo acconto 40%) e a novembre (secondo acconto 60%) — non ci sono rate trimestrali fisse
  • Non esiste un minimale contributivo fisso come per gli artigiani: se non hai reddito, non versi contributi
4

Definisci i tuoi contratti di servizio

Senza un albo professionale che tuteli le tue tariffe, il contratto scritto è il tuo strumento di protezione principale. Prima di iniziare a lavorare con qualsiasi cliente, formalizza sempre l'accordo per iscritto.

  • Includi nel contratto: scope of work dettagliato (cosa fai e cosa non fai), tariffe e modalità di pagamento, durata e condizioni di recesso, proprietà dei contenuti creati
  • Chiarisci se il budget pubblicitario (Meta Ads, Google Ads) è incluso nel tuo compenso o è a carico diretto del cliente — questa distinzione è cruciale fiscalmente
  • Per i clienti esteri (fuori UE), il contratto in inglese ha lo stesso valore legale — non è obbligatoria la forma scritta, ma è fortemente raccomandata
  • Per protezione ulteriore, richiedi un acconto del 30-50% prima di iniziare ogni nuovo progetto
5

Gestisci i clienti esteri con le regole IVA internazionali

Molti social media manager lavorano con clienti esteri — aziende europee o internazionali. Nel regime forfettario le regole per la fatturazione internazionale richiedono attenzione specifica.

  • Clienti UE soggetti IVA (B2B): emetti fattura senza IVA con dicitura 'Inversione contabile — art. 7-ter DPR 633/72' e iscriviti al VIES (portale Agenzia delle Entrate)
  • Clienti UE privati (B2C): emetti fattura senza IVA — il regime forfettario ti esime dal versamento dell'IVA
  • Clienti extra-UE (USA, UK, ecc.): emetti fattura senza IVA con dicitura 'Operazione non imponibile — art. 9 DPR 633/72'
  • Per l'iscrizione al VIES: accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate → sezione IVA → richiesta iscrizione VIES — gratuita e online
6

Imposta la fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica via SDI per le operazioni nazionali. Per i clienti esteri si emette fattura tradizionale (non elettronica SDI).

  • Per clienti italiani (aziende e privati): fattura elettronica tramite SDI — includi codice destinatario o PEC del cliente
  • Per privati italiani: aggiungi il bollo virtuale da €2 se l'importo supera €77,47
  • Per clienti esteri: emetti fattura ordinaria (PDF) con le diciture internazionali corrette — non passa per SDI
  • OpenIVA gestisce automaticamente sia le fatture elettroniche SDI che quelle per clienti esteri, con le diciture corrette preimpostate
7

Gestisci il budget pubblicitario dei clienti

Una delle questioni più delicate per i social media manager è la gestione dei budget pubblicitari. Definisci chiaramente come funzionerà prima di iniziare ogni collaborazione.

  • Opzione A (consigliata): il cliente paga direttamente le piattaforme (Meta, Google) con la propria carta — tu gestisci le campagne, lui paga i media
  • Opzione B: il cliente ti trasferisce il budget pubblicitario — tu paghi le piattaforme e fatturi il totale (compenso + budget). ATTENZIONE: il budget che passa per la tua partita IVA conta come tuo fatturato ai fini del limite €85.000
  • Per mantenere il forfettario il più a lungo possibile, preferisci sempre l'Opzione A per separare il tuo compenso dal media spend
  • Se usi l'Opzione B con budget elevati, monitora il fatturato progressivo mensile per evitare di sforare €85.000
8

Dichiarazione dei redditi e pianificazione fiscale

Il regime forfettario prevede la dichiarazione annuale tramite Modello Redditi PF, quadro LM. Il calcolo è semplice: fatturato × 78% = reddito lordo; reddito lordo − contributi INPS = imponibile; imposta = imponibile × 15% (o 5%).

  • Esempio: €30.000 fatturato → €23.400 reddito lordo → −€6.137 contributi INPS (26,23%) → €17.263 imponibile → €2.589 imposta al 15%
  • Versamenti: saldo + primo acconto (40%) a giugno, secondo acconto (60%) a novembre
  • Tieni traccia di tutte le fatture emesse — è l'unico adempimento contabile richiesto al forfettario
  • Monitora il fatturato progressivo durante l'anno: avvisa un commercialista se ti avvicini a €85.000

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Modello AA9/12 compilato con codice ATECO 73.11.01 e regime forfettario
  • Iscrizione INPS Gestione Separata (ricevuta iscrizione dal portale INPS)
  • Iscrizione al VIES (per fatturazione a clienti UE soggetti IVA) — tramite portale Agenzia delle Entrate
  • Contratti di servizio firmati con ogni cliente (non obbligatori per legge, ma essenziali per tutelarsi)
  • Codice destinatario SDI o PEC per la fatturazione elettronica ai clienti italiani
  • Conto corrente dedicato all'attività professionale (non obbligatorio per legge, ma fortemente consigliato)

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Social Media Manager?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Qual è la differenza tra ATECO 73.11.01 e 73.11.02 per il social media manager?

Entrambi hanno coefficiente 78% e INPS Gestione Separata, quindi fiscalmente equivalenti. La differenza è nella descrizione dell'attività: 73.11.01 (Ideazione di campagne pubblicitarie) è più adatto a chi crea strategie di comunicazione, gestisce profili social e crea contenuti. 73.11.02 (Conduzione di campagne pubblicitarie) è più adatto a chi si occupa prevalentemente di pianificazione media e acquisto spazi. In caso di dubbio, consulta un commercialista: la scelta sbagliata può essere corretta successivamente, ma meglio partire dal codice giusto.

Il budget pubblicitario che gestisco per i clienti conta nel limite €85.000?

Dipende da come è strutturata la collaborazione. Se il cliente paga direttamente le piattaforme (Meta, Google) con la propria carta, il budget non è tuo fatturato — conti solo il tuo compenso professionale. Se invece il budget pubblicitario transita per la tua partita IVA (il cliente ti paga e tu paghi le piattaforme), l'intero importo ricevuto è fatturato ai fini del limite €85.000. Per restare nel forfettario il più a lungo possibile, è fondamentale strutturare la collaborazione con l'Opzione A (cliente paga direttamente).

Posso lavorare contemporaneamente per clienti italiani ed esteri?

Sì, con la partita IVA forfettaria puoi avere clienti in Italia, nell'Unione Europea e fuori UE contemporaneamente, senza limitazioni. Cambia solo la modalità di fatturazione: per i clienti UE soggetti IVA devi iscriverti al VIES e usare la dicitura di inversione contabile; per i clienti extra-UE usi la dicitura di operazione non imponibile. In nessun caso applichi l'IVA sulla fattura. I compensi esteri si sommano al fatturato italiano ai fini del limite €85.000.

Ho bisogno di un contratto scritto con ogni cliente?

Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente raccomandato. Senza contratto scritto, in caso di mancato pagamento o controversia è molto difficile far valere i propri diritti. Il contratto deve specificare: scope of work dettagliato (cosa includi e cosa non includi), tariffa mensile o per progetto, modalità di pagamento (anticipato, posticipato, in rate), durata minima e preavviso di recesso, chi detiene la proprietà dei contenuti creati, gestione del budget pubblicitario. Un contratto chiaro previene il 90% delle controversie con i clienti.

Devo aprire la partita IVA se gestisco social solo per un cliente?

Dipende dalla frequenza, continuità e dal modo in cui il rapporto è strutturato. Se lavori per un unico cliente in modo continuativo, con orari prestabiliti e sotto la direzione del cliente, il fisco potrebbe configurarlo come lavoro dipendente mascherato — con rischio di sanzioni per entrambe le parti. Se invece il rapporto è genuinamente autonomo (tu decidi come e quando lavorare, usi i tuoi strumenti, hai discrezionalità sulle modalità operative), la partita IVA è corretta. Per evitare ambiguità, avere almeno 2-3 clienti contemporaneamente è la situazione più sicura.