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Guide regime forfettario per professione
Professioni

REGIME
FORFETTARIO
PER VIDEOMAKER E MONTATORE VIDEO

Guida completa al regime forfettario per videomaker e montatore video nel 2026: codice ATECO 74.20.10, coefficiente 78%, contributi INPS Gestione Separata, clienti esteri e procedura step-by-step per aprire la partita IVA.

Aprire la partita IVA forfettaria come videomaker o montatore video nel 2026 è la scelta fiscale ideale per chi produce contenuti audiovisivi in autonomia: video matrimoniali, corporate video, spot pubblicitari, documentari, reels per social media, YouTube content, post-produzione e color grading. Con il codice ATECO 74.20.10 e un coefficiente di redditività del 78%, il videomaker in regime forfettario paga un'imposta sostitutiva flat del 15% — ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività — su appena il 78% del fatturato lordo. Il 22% del fatturato è automaticamente dedotto come quota forfettaria per le spese (attrezzature, software, abbonamenti, storage). Nessuna IVA da addebitare ai clienti italiani privati, nessun registro IVA, contabilità minima. Il settore audiovisivo freelance è uno dei più dinamici per volumi di ricerca su 'partita IVA': agenzie creative, aziende, sposi e creator digitali cercano continuamente videomaker autonomi, e il regime forfettario è lo strumento perfetto per strutturare questa attività in modo professionale.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (soglia regime forfettario 2026)
  • Non esiste un albo professionale obbligatorio per videomaker in Italia: nessun requisito formativo di legge per aprire la partita IVA
  • Nessuna partecipazione in società di persone, associazioni professionali o SRL in trasparenza che svolgono attività analoghe
  • Redditi da lavoro dipendente nell'anno precedente non superiori a €35.000 (salvo cessazione del rapporto di lavoro)
  • Spese per collaboratori e dipendenti non superiori a €20.000 lordi annui

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni (poi 15%) su solo il 78% del fatturato: un videomaker con €45.000 di incassi paga circa €1.755 di imposta nel periodo agevolato — rispetto ai €12.000+ del regime ordinario
  • Nessuna IVA in fattura per i clienti privati: le coppie di sposi, i creator e i privati pagano esattamente il preventivo concordato senza aggiunta del 22% di IVA
  • Nessuna ritenuta d'acconto: le agenzie creative, le produzioni e le aziende committenti non trattengono il 20% sui compensi — incassi sempre l'intero importo fatturato
  • Coefficiente 78%: il 22% del fatturato copre forfettariamente abbonamenti Adobe/DaVinci, hard disk, noleggi attrezzatura, trasferte e assicurazioni — senza dover conservare ogni ricevuta
  • Clienti esteri senza IVA: per agenzie e aziende straniere la fattura è esente IVA, rendendo il tuo compenso più competitivo sul mercato internazionale
  • Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, nessun ISA — solo registro degli incassi e fatture elettroniche emesse

Considerazioni

  • Il 22% di deduzione forfettaria deve coprire tutti i costi: attrezzatura (telecamere, droni, microfoni), software (Adobe Premiere, Final Cut, DaVinci Resolve), storage, hard disk, trasferte e noleggi. Chi ha costi reali superiori al 22% del fatturato potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario — valuta con un commercialista
  • La distinzione tra ATECO 74.20.10 (riprese video) e 59.11.00 (produzione cinematografica) è rilevante per chi si occupa prevalentemente di post-produzione o di produzione esecutiva. Per la maggior parte dei videomaker freelance, il 74.20.10 è il codice corretto
  • I video di matrimoni, eventi e cerimonie religiose: l'attività rientra pienamente nel 74.20.10 — nessuna distinzione fiscale rispetto ai corporate video o ai social media content
  • Per i droni: il teleoperatore di droni (SAPR) che effettua riprese aeree può usare lo stesso ATECO 74.20.10. Assicurarsi di avere la patente ENAC adeguata alla categoria di operazione (aperta, specifica) e la polizza RC obbligatoria per le operazioni con SAPR
  • I contenuti digitali come corsi video online, tutorial su YouTube o Patreon generano ricavi che concorrono al tetto €85.000 anche se non sono prestazioni dirette a clienti — tieni traccia di ogni fonte di reddito

Come fare passo per passo

1

Scegliere il codice ATECO corretto

Per il videomaker freelance che riprende, monta e consegna contenuti audiovisivi, il codice ATECO 74.20.10 è quello di riferimento.

  • ATECO 74.20.10 — 'Attività di ripresa cinematografica, di video e di televisione' — Coefficiente 78%
  • Include: video matrimoniali, corporate video, spot, documentari, riprese eventi, social media content, YouTube
  • Se l'attività è prevalentemente di post-produzione o editing per terzi: valuta 59.11.00 (produzione cinematografica) o mantieni 74.20.10 — entrambi hanno coefficiente 78%
  • Se si svolge anche attività di fotografia: è possibile aggiungere il codice ATECO 74.20.20 (fotografia) come attività secondaria
2

Aprire la partita IVA con il Modello AA9/12

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate indicando il codice ATECO 74.20.10 e dichiarando l'adesione al regime forfettario.

  • Compilare online tramite ENTRATEL/FISCONLINE con SPID o CIE, oppure recarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate
  • Barrare la casella per l'adesione al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014)
  • La partita IVA è attiva immediatamente allo sportello o entro 7 giorni online
  • La data di inizio attività è il punto di partenza per il conteggio dei 5 anni all'aliquota agevolata del 5%
3

Iscriversi all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, registrarsi alla Gestione Separata INPS per il versamento dei contributi previdenziali.

  • Accedere al portale INPS con SPID o CIE → 'Gestione Separata — Iscrizione lavoratori autonomi'
  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × 78% − contributi versati)
  • Contributi versati con F24: acconto a novembre, saldo a giugno dell'anno successivo
  • Aliquota ridotta al 24% per pensionati o già iscritti ad altra gestione obbligatoria
4

Strutturare i contratti con agenzie e clienti diretti

Definire chiaramente la natura autonoma di ogni collaborazione per evitare la riqualificazione come lavoro subordinato, specialmente con agenzie creative e produzioni.

  • Il contratto con l'agenzia deve specificare: committenza per singolo progetto o pacchetto di progetti, libertà di accettare altri incarichi, uso di attrezzatura propria
  • Per i matrimoni: usare un contratto di servizio che specifichi i deliverable (numero di video, durata, formato, tempi di consegna) e le condizioni di pagamento (acconto al momento della prenotazione, saldo alla consegna)
  • Per i corporate client: specificare i diritti d'uso del materiale prodotto (licenza non esclusiva o cessione totale) — la cessione di diritti non cambia il trattamento fiscale nel forfettario
  • Per lavori con aziende che richiedono NDA: il regime forfettario non pone vincoli sulla riservatezza dei progetti
5

Gestire i clienti esteri e le piattaforme digitali

Il videomaker spesso lavora con agenzie estere o riceve compensi da piattaforme internazionali (YouTube, Vimeo, stock footage). Ecco come gestirli fiscalmente.

  • Agenzie/aziende estere con partita IVA (UE): fattura senza IVA con dicitura 'inversione contabile' (art. 7-ter DPR 633/72) + iscrizione al VIES obbligatoria
  • Clienti privati esteri (sposi o aziende senza P.IVA, UE o extra-UE): fattura senza IVA con dicitura forfettaria — nessun obbligo aggiuntivo
  • Royalties da stock footage (Shutterstock, Adobe Stock, Pond5): i compensi sono redditi di lavoro autonomo — vanno dichiarati e concorrono al tetto €85.000
  • Compensi YouTube AdSense: Google Ireland Ltd paga senza ritenuta — dichiara l'incasso nel registro degli incassi alla data di accredito sul conto
6

Stipulare la polizza RC professionale

La RC professionale protegge da danni a persone o cose durante le riprese e da eventuali contestazioni sui contenuti prodotti.

  • Copertura essenziale: danni accidentali a location, proprietà o persone durante le riprese (es. treppiede caduto, drone incidentato)
  • Responsabilità per contenuti: copertura per eventuali contestazioni di terzi sul materiale prodotto e consegnato
  • Per operazioni con droni SAPR: polizza RC specifica per droni obbligatoria per legge — separata dalla RC professionale generica
  • Costo indicativo: €150-400/anno per polizza RC professionale per videomaker freelance
7

Emettere fatture elettroniche con le diciture corrette

Ogni progetto o pacchetto di servizi va fatturato tramite SDI con le diciture obbligatorie del regime forfettario.

  • Dicitura obbligatoria: 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, della Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario'
  • Nessun addebito IVA. Bollo virtuale €2 per fatture a privati sopra €77,47
  • Per agenzie e aziende committenti: aggiungere 'non soggetto a ritenuta ai sensi dell'art. 1, co. 67, L. 190/2014'
  • Fattura pro-forma (preventivo): non ha valore fiscale — emetti la fattura SDI solo quando incassi l'acconto o il saldo
  • Principio di cassa: il reddito si considera incassato quando ricevi il pagamento, non quando emetti la fattura
8

Dichiarazione dei redditi e versamento imposte

Ogni anno compilare il Modello Redditi PF (Quadro LM) per versare l'imposta sostitutiva e conguagliare i contributi INPS Gestione Separata.

  • Reddito imponibile = fatturato incassato × 78% − contributi INPS versati nell'anno
  • Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività)
  • Termine dichiarazione: 30 settembre; saldo imposte: giugno; acconto: novembre
  • OpenIVA calcola automaticamente imponibile, imposta e contributi con il progressivo aggiornato in tempo reale

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Modello AA9/12 compilato per apertura partita IVA in regime forfettario
  • Credenziali SPID o CIE per accesso ai portali Agenzia delle Entrate e INPS
  • Polizza RC professionale (fortemente consigliata)
  • Patente ENAC per operazioni con droni SAPR (se applicabile) e relativa polizza RC droni
  • Contratti di servizio con agenzie e clienti diretti
  • Credenziali VIES (se si fattura ad aziende UE con partita IVA estera)

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Videomaker e Montatore Video?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Posso usare la stessa partita IVA sia per i video matrimoniali che per i corporate video e i social media?

Sì, assolutamente. Il codice ATECO 74.20.10 copre tutte le tipologie di produzione video: matrimoniale, corporate, istituzionale, social media, documentaristica, YouTube. Non c'è nessuna distinzione fiscale tra i diversi tipi di contenuto: tutto il fatturato da qualsiasi committente confluisce sulla stessa partita IVA e concorre al tetto di €85.000 annui. Puoi lavorare per privati (sposi), agenzie, aziende, creator e istituzioni con la stessa identità fiscale.

Ho bisogno di un contratto specifico per cedere i diritti dei video ai clienti?

Dal punto di vista fiscale, la cessione dei diritti d'autore non cambia il trattamento nel regime forfettario: è sempre un compenso da lavoro autonomo che si fattura normalmente. Dal punto di vista legale e commerciale, è fondamentale avere un contratto scritto che specifichi cosa cede il videomaker (licenza d'uso o cessione totale del diritto patrimoniale) e per quanto tempo. Senza contratto, il codice del diritto d'autore (L. 633/1941) prevede che i diritti rimangano all'autore. Usa sempre un contratto anche per matrimoni e piccoli lavori.

I compensi da YouTube AdSense o da piattaforme di stock footage sono compatibili con il regime forfettario?

Sì, sono compatibili e vanno inclusi nel fatturato forfettario. Per YouTube AdSense: Google paga senza applicare ritenuta — dichiari l'incasso nel registro degli incassi quando viene accreditato sul conto. Per stock footage (Shutterstock, Adobe Stock, Pond5): le royalties sono compensi da lavoro autonomo che confluiscono nel fatturato. Attenzione: questi ricavi concorrono al tetto di €85.000 insieme agli altri compensi da clienti diretti. Tienili monitorati separatamente per avere il quadro completo del tuo fatturato annuo.

Posso noleggiare la mia attrezzatura video ai clienti separatamente?

Sì, ma il noleggio di attrezzatura è un'attività commerciale distinta dalla prestazione professionale. Se il noleggio è marginale e accessorio alla prestazione principale (es. includi il drone nella tariffa del video), va tutto sulla stessa fattura come servizio unico. Se invece noleggi attrezzatura indipendentemente dalla prestazione video, tecnicamente è un'attività commerciale che potrebbe richiedere un ATECO commerciale aggiuntivo. Per la maggior parte dei videomaker che includono attrezzatura nella tariffa, il 74.20.10 copre tutto senza problemi — valuta con un commercialista per situazioni particolari.

Lavoro spesso con un'unica agenzia creativa: rischio la riqualificazione come dipendente?

È un rischio concreto se il rapporto con un'unica agenzia supera il 70-80% del fatturato totale, con orari fissi, presenza quotidiana in sede e strumenti forniti dall'agenzia. L'Agenzia delle Entrate e l'INPS possono riqualificare il rapporto come lavoro dipendente con conseguenze fiscali pesanti per entrambi. Per ridurre il rischio: diversifica i clienti, emetti fatture per singoli progetti con obiettivi definiti (non ore lavorate), lavora anche da casa o dal tuo studio, usa la tua attrezzatura. Il contratto di prestazione professionale deve riflettere l'autonomia reale del rapporto.