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Guide regime forfettario per professione
Professioni

REGIME
FORFETTARIO
PER INVESTIGATORE PRIVATO

Guida completa al regime forfettario per investigatore privato nel 2026: licenza prefettizia, codice ATECO 80.30.00, contributi INPS e procedura step-by-step per aprire la partita IVA.

L'investigatore privato che opera in autonomia — svolgendo indagini difensive, controlli aziendali, accertamenti patrimoniali o servizi di sicurezza — può aprire la partita IVA in regime forfettario e beneficiare di una tassazione nettamente ridotta rispetto al regime ordinario. Con il codice ATECO 80.30.00 e un coefficiente di redditività del 67%, il reddito imponibile è già ridotto forfettariamente del 33%: su quello si applica un'imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività. Il regime forfettario azzera inoltre l'IVA in fattura, elimina le ritenute d'acconto e semplifica drasticamente la contabilità. L'unico vincolo di accesso è non superare €85.000 di fatturato annuo. Attenzione però: l'esercizio dell'attività di investigazione privata richiede una licenza prefettizia obbligatoria — il regime fiscale agevolato non esonera dall'obbligo autorizzativo.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (limite regime forfettario 2026)
  • Licenza prefettizia rilasciata dalla Prefettura UTG competente ai sensi dell'art. 134 TULPS
  • Nessuna partecipazione in società di persone, SRL in trasparenza o associazioni professionali con attività analoghe
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilati nell'anno precedente non superiori a €35.000
  • Spese per collaboratori e dipendenti non superiori a €20.000 lordi annui

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni) su reddito già ridotto al 67% del fatturato
  • Nessuna IVA in fattura: le prestazioni sono esenti da addebito IVA, semplificando i rapporti con clienti privati
  • Nessuna ritenuta d'acconto: il cliente non opera trattenute sui compensi
  • Contabilità semplificata: nessun registro IVA, libro giornale o bilancio civilistico
  • Deducibilità forfettaria dei costi al 33% senza necessità di conservare le ricevute di ogni spesa
  • Fatturazione elettronica integrata: emissione diretta via SDI senza software di terzi costosi

Considerazioni

  • La licenza prefettizia è un prerequisito irrinunciabile: senza di essa l'attività è illegale indipendentemente dal regime fiscale scelto
  • I costi operativi reali (attrezzatura, veicoli, sorveglianza, abbonamenti a banche dati) non sono deducibili analiticamente: viene applicata una deduzione forfettaria del 33%
  • L'IVA pagata sugli acquisti di beni e servizi strumentali non è recuperabile, a differenza del regime ordinario
  • Le indagini per conto di studi legali generano spesso fatture B2B di importo elevato: monitorare il fatturato per non avvicinarsi alla soglia €85.000
  • Alcune committenze pubbliche (PA, enti) possono richiedere iscrizione alla Camera di Commercio o ulteriori requisiti non legati al regime fiscale

Come fare passo per passo

1

Ottenere la licenza prefettizia

Prima di aprire la partita IVA, richiedere la licenza di investigatore privato alla Prefettura UTG della provincia in cui si intende operare.

  • Domanda ai sensi dell'art. 134 TULPS (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza)
  • Allegare: certificato penale, certificato carichi pendenti, curriculum professionale, eventuale polizza RC professionale
  • I tempi di rilascio variano da 60 a 120 giorni: pianificare per tempo
  • La licenza è nominativa e indica l'ambito territoriale e le tipologie di indagine autorizzate
2

Scegliere il codice ATECO corretto

Identificare il codice ATECO 80.30.00 — 'Servizi investigativi privati' — da indicare nel modello AA9/12.

  • Coefficiente di redditività: 67% → reddito imponibile = fatturato × 0,67
  • Se si svolgono anche attività di guardiania o portierato, valutare l'aggiunta di un secondo ATECO (80.10.00 o 80.20.00) in sede di apertura
  • Un solo ATECO prevalente è sufficiente per la stragrande maggioranza degli investigatori privati autonomi
3

Aprire la partita IVA in regime forfettario

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate (telematicamente o via CAF/intermediario) indicando il codice ATECO 80.30.00 e il regime forfettario.

  • La partita IVA è attiva immediatamente dopo la presentazione del modello
  • Indicare 'regime forfettario' nella sezione dedicata al regime contabile
  • Conservare copia del modello protocollato dall'Agenzia delle Entrate
4

Iscriversi all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'apertura della partita IVA, registrarsi all'INPS Gestione Separata per il versamento dei contributi previdenziali.

  • Iscrizione online sul portale INPS nella sezione 'Gestione Separata — Liberi Professionisti'
  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × 67%)
  • I contributi si versano in acconto (novembre) e saldo (giugno) contestualmente alle imposte
  • Chi è già pensionato o ha altra copertura previdenziale versa il 24%
5

Aprire un conto corrente dedicato

Aprire un conto corrente bancario o postale dedicato esclusivamente all'attività professionale.

  • Non è obbligatorio per legge ma è fortemente consigliato per separare le finanze personali da quelle professionali
  • Facilita il monitoraggio del fatturato annuo per non superare la soglia €85.000
  • Alcuni istituti offrono conti business a zero spese per le partite IVA forfettarie
6

Stipulare la polizza RC professionale

Valutare (e in molti casi obtenere obbligatoriamente su richiesta della Prefettura) una polizza di Responsabilità Civile Professionale.

  • La polizza tutela da richieste di risarcimento in caso di errori nelle indagini o divulgazione non autorizzata di dati
  • Il Codice Privacy (GDPR e D.lgs. 196/2003) impone trattamento rigoroso dei dati personali raccolti: la polizza RC copre anche i danni da violazione
  • Il premio annuale è un costo professionale reale ma non deducibile analiticamente nel forfettario
7

Emettere fatture elettroniche correttamente

Tutte le prestazioni devono essere fatturate elettronicamente tramite il Sistema di Interscambio (SDI) con le diciture obbligatorie del regime forfettario.

  • Dicitura obbligatoria: 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, della Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario'
  • Nessun addebito IVA e nessuna ritenuta d'acconto
  • Per prestazioni superiori a €77,47 a clienti privati (non soggetti IVA): applicare il bollo virtuale da €2,00
  • Per clienti aziendali o studi legali: verificare se richiedono la ritenuta — nel forfettario non si subisce
8

Versare le imposte e presentare la dichiarazione

Ogni anno, entro il 30 giugno, presentare il Modello Redditi PF e versare l'imposta sostitutiva e i contributi INPS.

  • Reddito imponibile = fatturato incassato × 67%
  • Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 15% (o 5% primi 5 anni)
  • Contributi INPS = reddito imponibile × 26,23%
  • Acconto INPS di novembre: 100% del dovuto dell'anno precedente (o calcolo previsionale)
  • Tenere un registro degli incassi — basta un semplice foglio Excel o la dashboard OpenIVA

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Licenza prefettizia ai sensi dell'art. 134 TULPS (copia conforme)
  • Modello AA9/12 compilato per apertura partita IVA
  • Credenziali SPID o CIE per accesso ai portali Agenzia delle Entrate e INPS
  • Polizza RC professionale (obbligatoria su richiesta Prefettura, consigliata in ogni caso)
  • Contratto di mandato o lettera d'incarico firmata dal cliente per ogni indagine
  • Registro dei trattamenti dei dati personali (obbligatorio ai sensi del GDPR art. 30)

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Coeff. 67%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

2595 €

Contributi INPS est.

6151 €

Totale tasse + contributi

8746 €

25.0% del fatturato

Accantona/mese

729 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Posso iniziare a fatturare prima di ricevere la licenza prefettizia?

No. L'attività di investigazione privata è subordinata al rilascio della licenza prefettizia ai sensi dell'art. 134 TULPS. Esercitare senza licenza configura il reato di cui all'art. 693 c.p. (abuso di titoli e uniformi) e può comportare sanzioni penali. La partita IVA può essere aperta in anticipo, ma le fatture per prestazioni investigative non possono essere emesse fino all'ottenimento della licenza.

Come gestisco le spese per banche dati, veicoli e attrezzatura?

Nel regime forfettario non puoi dedurre analiticamente i costi sostenuti: la deduzione è già inclusa forfettariamente nel coefficiente del 67% (ovvero il 33% del fatturato è considerato 'quota spese'). Se i tuoi costi reali superano il 33% del fatturato, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. Valuta con il tuo consulente fiscale una simulazione.

Le indagini per studi legali sono soggette a ritenuta d'acconto?

Nel regime forfettario non subisci ritenute d'acconto: anche se lo studio legale committente normalmente opera ritenute sui compensi, con la partita IVA forfettaria sei esonerato. Devi indicare in fattura la dicitura 'non soggetto a ritenuta ai sensi dell'art. 1, co. 67, L. 190/2014'.

Posso collaborare con altri investigatori senza perdere il forfettario?

Sì, puoi lavorare in collaborazione con altri investigatori o agenzie, purché tu non superi €20.000 lordi annui in spese per lavoro dipendente o parasubordinato e non partecipi come socio di una società che svolge la stessa attività. Le collaborazioni occasionali tra partite IVA (es. subappalto di un'indagine) non creano problemi al regime forfettario.

Cosa succede se supero €85.000 di fatturato durante l'anno?

Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, uscirai dal forfettario dall'anno successivo e dovrai aprire un regime ordinario con IVA e contabilità ordinaria. Se superi €100.000 in un singolo anno, l'uscita dal forfettario è immediata e devi applicare l'IVA sulle operazioni effettuate dal momento del superamento. Tieni sempre monitorato il fatturato progressivo con strumenti come la dashboard OpenIVA.