Guida completa al regime forfettario per tatuatore nel 2026: ATECO 96.09.02, INPS Artigiani, SCIA, attestato igienico-sanitario e guest artist. Tutto quello che devi sapere.
Il tatuaggio è una delle professioni creative più dinamiche degli ultimi anni, con un mercato in costante crescita e una clientela sempre più esigente. Aprire la partita IVA forfettaria come tatuatore nel 2026 è il punto di partenza obbligatorio per esercitare legalmente: che tu voglia gestire un tuo studio, lavorare in uno studio esistente o girare come guest artist, la posizione fiscale corretta ti tutela e ti permette di costruire una reputazione professionale solida.
Con il codice ATECO 96.09.02 (Attività di tatuaggio e piercing) e un coefficiente di redditività del 67%, il regime forfettario ti consente di pagare l'imposta sostitutiva solo sul 67% del fatturato: su €30.000 di incassi, il reddito imponibile è €20.100 e l'imposta al 15% ammonta a circa €3.015. Per i primi 5 anni, con i requisiti startup, l'aliquota scende al 5%.
Attenzione: il tatuaggio rientra tra le attività artigianali regolamentate. Non esiste un albo professionale nazionale obbligatorio per il tatuatore, ma sono richiesti un attestato di idoneità igienico-sanitaria, una SCIA al Comune e l'idoneità dei locali certificata dall'ASL. Questi adempimenti si aggiungono alla normale apertura della partita IVA.
Prima ancora di aprire la partita IVA, verifica i requisiti formativi della tua Regione. In quasi tutte le Regioni è obbligatorio un corso di idoneità igienico-sanitaria specifico per tatuatori e body piercer, con esame finale.
Prima di avviare l'attività, i locali (studio proprio, cabina in affitto, spazio condiviso) devono essere dichiarati idonei dall'ASL competente per territorio.
La Segnalazione Certificata di Inizio Attività va presentata allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui ha sede il tuo studio. Da quel momento puoi iniziare l'attività.
Il tatuatore è classificato come artigiano: l'apertura avviene tramite ComUnica, la pratica unificata che gestisce contemporaneamente l'iscrizione all'Albo Artigiani (CCIAA), all'INPS Artigiani e all'Agenzia delle Entrate.
L'iscrizione avviene automaticamente tramite ComUnica. L'INPS Artigiani prevede contributi fissi trimestrali indipendentemente dal reddito, più una quota variabile sull'eccedenza del minimale.
Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI). Ogni prestazione — a privati o aziende — va documentata con fattura elettronica.
Il lavoro come guest artist — ospite temporaneo in studi diversi dal tuo — è una pratica comune nel settore. Con la partita IVA forfettaria puoi gestirlo in modo semplice e corretto.
Il regime forfettario prevede la dichiarazione annuale tramite Modello Redditi PF con il quadro LM. Il calcolo è semplice: fatturato × 67% = reddito imponibile; imposta = imponibile × 15% (o 5%).
Stima rapida 2026
Imposta sostitutiva
2595 €
Contributi INPS est.
6151 €
Totale tasse + contributi
8746 €
25.0% del fatturato
Accantona/mese
729 €
* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.
Calcolo completo con acconti e scadenzeNo. Il tatuatore non è una professione regolamentata da un albo nazionale obbligatorio. Non è richiesta alcuna laurea. L'unico requisito formativo è l'attestato di idoneità igienico-sanitaria rilasciato dall'ASL o da un ente accreditato dalla tua Regione. Alcune associazioni di categoria (es. APIT, AMI) rilasciano certificazioni volontarie che possono valorizzare il tuo profilo ma non sono obbligatorie per legge.
Sì, assolutamente. La partita IVA forfettaria ti permette di collaborare con qualsiasi studio in Italia come guest artist: emetti fattura allo studio ospitante per le prestazioni effettuate. Non è necessario aprire una posizione separata né comunicare variazioni all'Agenzia delle Entrate. Attenzione alla normativa igienica locale: alcune Regioni richiedono una comunicazione preventiva allo SUAP del Comune ospitante quando lavori come guest — verifica caso per caso.
Nel regime forfettario non esiste la deduzione analitica dei costi. Il coefficiente del 67% comprende forfettariamente tutte le spese di gestione: inchiostri, aghi, guanti, autoclave, disinfettanti, affitto della cabina, elettricità. Non devi conservare scontrini o fatture d'acquisto ai fini fiscali. Questo semplifica enormemente la gestione, anche se l'IVA sugli acquisti non è recuperabile.
I tatuatori sono iscritti all'INPS Artigiani. I contributi si dividono in fissi (indipendenti dal reddito, pagati trimestralmente — circa €3.600/anno nel 2026) e variabili (24% circa sul reddito eccedente il minimale). Se il tuo reddito è basso, paghi solo i fissi. Se hai meno di 21 anni puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi fissi, con un risparmio di circa €1.260/anno. La riduzione del 35% è richiedibile anche da chi proviene da lavoro dipendente in determinate condizioni — verifica i requisiti INPS.
Se durante l'anno superi €85.000 di fatturato complessivo, esci dal regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo (non immediatamente). Fino al 31 dicembre dell'anno in cui superi la soglia, continui a operare in forfettario. Dal 1° gennaio successivo passi al regime ordinario: dovrai applicare l'IVA in fattura, tenere la contabilità ordinaria e versare l'IRPEF a scaglioni. Con un fatturato in crescita rapida, è utile iniziare a pianificare il passaggio con anticipo.
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