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Guide regime forfettario per professione
Professioni

REGIME
FORFETTARIO
PER PERSONAL TRAINER

Guida completa al regime forfettario per personal trainer nel 2026: codice ATECO 85.51.00, contributi INPS Gestione Separata, certificazioni sportive e procedura step-by-step per aprire la partita IVA.

Il personal trainer che lavora in autonomia — seguendo clienti in palestra, a domicilio, all'aperto o online — può aprire la partita IVA in regime forfettario e beneficiare di un carico fiscale tra i più bassi possibili per i lavoratori autonomi italiani. Con il codice ATECO 85.51.00 e un coefficiente di redditività del 78%, l'imposta sostitutiva flat al 15% (5% per i primi cinque anni di nuova attività) si applica su un reddito già ridotto rispetto al fatturato lordo: il 22% è automaticamente dedotto come quota spese forfettaria. Nessuna IVA in fattura ai clienti, nessuna ritenuta d'acconto subita dalle palestre e aziende committenti, contabilità ridotta al minimo. La partita IVA forfettaria è la struttura ideale per il personal trainer che vuole crescere professionalmente — espandendo il parco clienti, affiancando più strutture e sviluppando percorsi online — senza subire il peso fiscale del regime ordinario.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (soglia regime forfettario 2026)
  • Certificazione o laurea riconosciuta in ambito sportivo: laurea in Scienze Motorie, diploma ISEF, o brevetto federale/EPS riconosciuto dal CONI
  • Nessuna partecipazione in società di persone o SRL in trasparenza che svolgono attività analoghe di insegnamento sportivo
  • Redditi da lavoro dipendente nell'anno precedente non superiori a €35.000 (salvo cessazione rapporto)
  • Spese per collaboratori e dipendenti non superiori a €20.000 lordi annui

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni) o 15% su soli il 78% del fatturato — carico fiscale totale nettamente inferiore al regime ordinario con IRPEF progressiva
  • Nessuna IVA in fattura: i clienti privati pagano esattamente il compenso concordato, senza sorprese da IVA al 22%
  • Nessuna ritenuta d'acconto: le palestre, le società sportive e le aziende committenti non trattengono il 20% sui compensi — incassi sempre l'intero importo fatturato
  • Massima flessibilità multi-committente: puoi collaborare con più palestre, centri sportivi e clienti privati contemporaneamente senza vincoli di esclusiva fiscale
  • Sessioni online incluse: allenamento da remoto, video coaching e piani personalizzati consegnati digitalmente si fatturano esattamente come le sessioni in presenza
  • Contabilità semplificata: niente registri IVA, niente dichiarazioni periodiche, niente ISA — basta un registro degli incassi e le fatture elettroniche emesse

Considerazioni

  • Il codice ATECO 85.51.00 (insegnamento sportivo) ha coefficiente 78%: il 22% del fatturato è la deduzione forfettaria per spese come abbonamenti a piattaforme fitness, attrezzatura, spostamenti — non deducibili analiticamente
  • La certificazione professionale è un requisito sostanziale: il D.Lgs. 36/2021 ha introdotto il Registro Nazionale delle Attività Sportive (RNAS) che regola le figure professionali dello sport — verificare le novità in vigore dal 2024
  • Per chi opera anche come dipendente part-time in palestra: il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non deve aver superato €35.000, altrimenti si perde l'accesso al forfettario
  • L'assicurazione RC professionale non è obbligatoria per legge ma è fortemente consigliata: copre infortuni del cliente durante la sessione addebitabili a negligenza del trainer
  • Monitorare il fatturato nei periodi di alta stagione (gennaio per buoni propositi, settembre per ripresa autunnale): la soglia €85.000 si avvicina più facilmente di quanto si pensi per trainer con agenda piena

Come fare passo per passo

1

Verificare la certificazione professionale

Il D.Lgs. 36/2021 ha ridisegnato le figure professionali dello sport in Italia. Prima di aprire la partita IVA è fondamentale essere in regola con i requisiti del proprio profilo professionale.

  • Laurea in Scienze Motorie (L-22 o LM-68): titolo più completo, riconosciuto a livello nazionale
  • Diploma ISEF (ante-riforma): ancora valido come titolo abilitante
  • Brevetti federali CONI/EPS: verificare il livello richiesto dalla disciplina sportiva esercitata
  • Iscrizione al Registro Nazionale delle Attività Sportive (RNAS) previsto dal D.Lgs. 36/2021: aggiornare lo status entro i termini previsti
2

Scegliere il codice ATECO corretto

Il codice ATECO 85.51.00 — 'Corsi sportivi e ricreativi' — è il riferimento per il personal trainer che eroga sessioni di allenamento individuale o in gruppo.

  • Codice ATECO: 85.51.00 — Coefficiente di redditività: 78%
  • Se si svolgono anche attività di nutrizione sportiva o coaching mentale, valutare l'aggiunta di un secondo ATECO
  • Il codice 85.51.00 rientra nella Gestione Separata INPS — non nella gestione Artigiani
3

Aprire la partita IVA con il Modello AA9/12

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate indicando il codice ATECO 85.51.00 e il regime forfettario.

  • Compilare online tramite ENTRATEL/FISCONLINE o allo sportello dell'Agenzia delle Entrate
  • Barrare la casella per l'adesione al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014)
  • La partita IVA è attiva immediatamente allo sportello o entro 7 giorni online
4

Iscriversi all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, registrarsi alla Gestione Separata INPS per il versamento dei contributi previdenziali.

  • Accedere al portale INPS con SPID o CIE — sezione 'Gestione Separata — Iscrizione lavoratori autonomi'
  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × 78% − contributi versati)
  • Contributi versati con F24: acconto a novembre, saldo a giugno dell'anno successivo
  • Aliquota ridotta al 24% per pensionati o già iscritti ad altra gestione obbligatoria
5

Stipulare contratti di collaborazione con le palestre

Definire il rapporto con ogni struttura o centro sportivo per cui si opera, distinguendo chiaramente la collaborazione autonoma dal lavoro dipendente.

  • Il contratto deve specificare che si tratta di collaborazione autonoma occasionale o continuativa — non subordinazione
  • Indicare nel contratto che si è titolari di partita IVA in regime forfettario e che non si subisce ritenuta d'acconto
  • Per i clienti diretti (non tramite palestre): sufficiente uno scambio di email o modulo di consenso per il trattamento dati
6

Emettere fatture elettroniche con le diciture corrette

Ogni sessione o pacchetto di allenamento va fatturato elettronicamente tramite SDI con le diciture obbligatorie del regime forfettario.

  • Dicitura: 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, della Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario'
  • Nessun addebito IVA — il totale coincide con il compenso netto concordato
  • Bollo virtuale €2 per fatture a clienti privati sopra €77,47
  • Per palestre e aziende: aggiungere 'non soggetto a ritenuta ai sensi dell'art. 1, co. 67, L. 190/2014'
7

Gestire i clienti online e internazionali

Le sessioni di personal training online (videochiamata, app, piani personalizzati) si fatturano come le sessioni in presenza, con qualche accorgimento per i clienti esteri.

  • Clienti UE con partita IVA: fattura senza IVA, obbligo di iscrizione al VIES e indicazione 'inversione contabile' (art. 7-ter DPR 633/72)
  • Clienti privati UE o extra-UE: fattura senza IVA con dicitura forfettaria — nessun obbligo VIES aggiuntivo
  • Il fatturato da clienti esteri concorre al tetto €85.000 come qualsiasi altra entrata
8

Dichiarazione dei redditi e versamento imposte

Ogni anno compilare il Modello Redditi PF (Quadro LM) e versare imposta sostitutiva e contributi INPS Gestione Separata.

  • Reddito imponibile = fatturato incassato × 78% − contributi INPS versati
  • Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 15% (o 5% primi 5 anni)
  • Termine dichiarazione: 30 settembre; saldo imposte: giugno; acconto: novembre
  • Tenere un registro degli incassi per professione — OpenIVA gestisce automaticamente il calcolo

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Certificazione professionale (laurea Scienze Motorie, diploma ISEF o brevetto federale CONI/EPS)
  • Modello AA9/12 compilato per apertura partita IVA in regime forfettario
  • Credenziali SPID o CIE per accesso ai portali Agenzia delle Entrate e INPS
  • Polizza RC professionale (non obbligatoria ma fortemente consigliata)
  • Contratto di collaborazione con palestre e strutture sportive committenti
  • Documentazione RNAS per iscrizione al Registro Nazionale Attività Sportive (D.Lgs. 36/2021)

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Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Personal Trainer?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Posso lavorare contemporaneamente in più palestre con la stessa partita IVA?

Sì, la partita IVA forfettaria ti permette di collaborare con un numero illimitato di strutture sportive e di seguire clienti privati, senza vincoli di esclusiva fiscale. Ogni struttura o cliente è un committente distinto a cui emetti fattura separata. L'importante è che il rapporto sia di collaborazione autonoma (non subordinazione) e che il totale dei ricavi di tutti i committenti non superi €85.000 annui.

Posso fare sessioni di personal training online e fatturarle?

Sì, le sessioni online (videocall, app di coaching, piani di allenamento digitali) si fatturano esattamente come le sessioni in presenza. Non c'è distinzione fiscale tra attività svolta di persona e da remoto. Il reddito da sessioni online concorre al tetto €85.000 come qualsiasi altra entrata. Per clienti esteri UE con partita IVA occorre l'iscrizione al VIES; per clienti privati esteri nessun adempimento aggiuntivo.

Ho bisogno di una laurea in Scienze Motorie o basta un brevetto?

Il D.Lgs. 36/2021 ha ridisegnato le figure professionali dello sport distinguendo tra 'professionisti dello sport' e 'lavoratori sportivi'. Per esercitare legalmente come personal trainer è necessario avere un titolo riconosciuto (laurea L-22, diploma ISEF, o brevetto federale/EPS di adeguato livello) e risultare iscritti al Registro Nazionale delle Attività Sportive (RNAS). Verifica il tuo status aggiornato sul portale RNAS: la normativa ha subito proroghe e aggiornamenti fino al 2024.

La palestra mi chiede di aprire la partita IVA per collaborare: è corretto?

Dipende dal tipo di rapporto. Se lavori stabilmente per un'unica palestra con orari fissi, divisa aziendale e strumenti forniti dalla struttura, si configura un rapporto di lavoro subordinato mascherato da partita IVA — una prassi irregolare che può comportare sanzioni per entrambe le parti. Se invece gestisci autonomamente i tuoi clienti, hai libertà di orario e sei assente in tua discrezione, la collaborazione con partita IVA è legittima.

Cosa succede se supero €85.000 di fatturato?

Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, esci dal regime forfettario dal 1° gennaio dell'anno successivo: dovrai applicare l'IVA, tenere la contabilità ordinaria e presentare le dichiarazioni IVA periodiche. Se superi €100.000 in un anno, l'uscita è immediata. Per un personal trainer con agenda piena e clienti business (aziende, programmi wellness), il monitoraggio del fatturato è fondamentale — OpenIVA mostra il progressivo in tempo reale.