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REGIME
FORFETTARIO
PER REGIME FORFETTARIO PER PERSONAL SHOPPER: GUIDA COMPLETA 2026

Apri la partita IVA forfettaria come personal shopper nel 2026. Codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi INPS e tutto ciò che devi sapere per lavorare nel settore moda e luxury.

Aprire la partita IVA forfettaria come personal shopper nel 2026 è la soluzione per chi vuole monetizzare la propria competenza nel fashion, nel lusso e nello styling trasformandola in una professione strutturata. Il personal shopper non si limita a scegliere abiti: accompagna i clienti negli acquisti, crea guardaroba capsule, seleziona outfit per occasioni speciali, consulta brand e retailer nella selezione delle collezioni e supporta acquirenti stranieri nei tour di shopping nelle città italiane. Un mercato in costante crescita, trainato dall'interesse per il lusso made in Italy, dall'e-commerce personalizzato e dalla ricerca di esperienze di acquisto curate.

Il codice ATECO 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.) è quello più adatto per il personal shopper che opera come consulente — seleziona, consiglia e accompagna il cliente, ma non acquista merce in proprio per rivenderla. Con un coefficiente di redditività del 78%, su €35.000 di onorari annui il reddito imponibile è €27.300: dopo i contributi INPS GS, l'imposta sostitutiva è circa €683-2.049 (5% nei primi 5 anni, 15% dal sesto anno) — una pressione fiscale totale di gran lunga inferiore al regime ordinario.

La distinzione tra attività di servizio e attività commerciale è cruciale: il personal shopper che riceve un onorario per il proprio tempo e la propria consulenza è un libero professionista. Il personal shopper che acquista merce per rivenderla con margine è un commerciante, soggetto a iscrizione al Registro delle Imprese e a un regime fiscale differente. Questa guida riguarda esclusivamente la prima figura — il consulente di acquisto.

Requisiti

  • Fatturato annuo da attività di consulenza non superiore a €85.000 (soglia 2026) — comprende onorari per sessioni di shopping, consulenze di guardaroba, fee da brand e commissioni per tour di acquisto
  • Il personal shopping non richiede titoli di studio obbligatori per legge — tuttavia, una formazione in fashion design, styling, comunicazione di moda o marketing del lusso aumenta credibilità e giustifica onorari più elevati
  • Non acquistare merce in proprio per rivenderla ai clienti: questa attività configura un'attività commerciale incompatibile con il regime forfettario da libero professionista con ATECO 74.90.99
  • Non partecipare a società di persone, SNC, SAS o SRL trasparenti che svolgono attività riconducibile alla propria
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente (salvo cessazione del rapporto)
  • Definire con chiarezza nel contratto con il cliente che l'acquisto avviene per conto del cliente stesso, con denaro del cliente — il personal shopper non è mai proprietario della merce acquistata

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni: su €35.000 di onorari, l'imposta è circa €1.069 — contro i €10.000-14.000 del regime ordinario, con un risparmio che permette di investire in formazione, shooting fotografici e sviluppo del brand personale
  • Nessun Albo obbligatorio e costi di accesso minimi: il personal shopper può iniziare con una spesa fissa molto bassa — solo partita IVA, eventuale assicurazione e strumenti di comunicazione digitale
  • Massima flessibilità operativa: sessioni di personal shopping in boutique, tour di lusso per clienti stranieri, consulenze online di guardaroba, collaborazioni con brand per eventi — tutto compatibile con un'unica partita IVA forfettaria
  • Contabilità ultrasemplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, nessun ISA — ideale per chi gestisce il business da sola o in collaborazione con altri freelance
  • Esonero dall'IRAP: nessuna addizionale regionale sull'attività produttiva
  • Scalabilità digitale: consulenze online, corsi di styling, contenuti su abbonamento e personal shopping virtuale sono pienamente compatibili con il regime forfettario fino alla soglia di €85.000

Considerazioni

  • Contributi INPS Gestione Separata al 26,23%: senza una cassa previdenziale dedicata, l'aliquota contributiva è significativa — su €35.000 di fatturato i contributi INPS GS superano €7.200; da pianificare nella gestione della liquidità
  • Confine tra consulenza e commercio: incassare il denaro del cliente, acquistare la merce e consegnarla potrebbe essere interpretato come attività commerciale — strutturare sempre i contratti in modo che l'acquisto avvenga in nome e per conto del cliente, con addebito separato della fee di consulenza
  • Commissioni dai brand e dalle boutique: le fee percepite dai negozi per portare clienti (referral fee, commissioni) sono redditi professionali da fatturare — concorrono al limite di €85.000
  • Nessuna deduzione analitica dei costi: abbigliamento personale usato per shooting, abbonamenti a riviste di moda, trasferte per accompagnare clienti e software di styling non sono deducibili nel forfettario
  • Rischio di riqualificazione: se si lavora esclusivamente per un singolo brand o retailer, il rapporto potrebbe essere riqualificato come lavoro dipendente — diversificare il portafoglio clienti
  • Mercato ad alta variabilità: i compensi da personal shopping possono essere molto irregolari — pianificare i versamenti fiscali di giugno e novembre accantonando mensilmente almeno il 30-35% degli incassi

Come fare passo per passo

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Definisci la tua specializzazione e costruisci il portfolio

Prima di aprire la partita IVA, definisci il tuo posizionamento: personal shopper per privati, luxury shopping per clienti HNWI (High Net Worth Individuals), shopping tour per turisti, consulenza di stile per professionisti o stylist per eventi. Un portfolio visivo curato è indispensabile per acquisire i primi clienti.

  • Scegli la tua nicchia: moda donna, uomo, lusso, occasioni speciali, guardaroba professionale
  • Costruisci un portfolio: before/after di guardaroba, look book, collaborazioni con fotografi
  • Formazione consigliata: corsi di fashion styling, personal color analysis, image consulting
  • Certificazioni volontarie: AICI (Association of Image Consultants International) per credibilità internazionale
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Apri la partita IVA con codice ATECO 74.90.99

Il codice ATECO 74.90.99 è il più adatto per il personal shopper che opera come consulente. Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate comunicando l'adesione al regime forfettario.

  • Codice ATECO: 74.90.99 — Altre attività professionali n.c.a. (coefficiente 78%)
  • Apertura tramite Agenzia delle Entrate, CAF o commercialista — gratuita e immediata
  • Comunicare esplicitamente il regime forfettario nel modello AA9/12
  • Non usare codici ATECO commerciali (47.xx) se non si acquista merce per rivenderla
3

Iscriviti all'INPS Gestione Separata

Come personal shopper libero professionista senza cassa previdenziale dedicata, versi i contributi all'INPS Gestione Separata. I contributi sono deducibili al 100% dal reddito forfettario prima del calcolo dell'imposta sostitutiva.

  • Iscrizione INPS Gestione Separata: portale INPS → sezione 'Gestione Separata'
  • Aliquota: 26,23% per chi non ha altra previdenza obbligatoria
  • Versamento tramite F24: acconto in novembre, saldo in giugno/luglio
  • Accantonare mensilmente circa il 30-35% degli incassi per coprire tasse e contributi
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Struttura i contratti e la fatturazione

Predisponi un contratto di consulenza che distingua chiaramente la fee del personal shopper dal budget di acquisto del cliente. La fee è il compenso professionale da fatturare; il budget di acquisto appartiene al cliente e non deve mai transitare come ricavo del personal shopper.

  • Contratto di consulenza: descrizione servizi, tariffa oraria o pacchetto, modalità di pagamento
  • Separare fee di consulenza da budget acquisti del cliente — mai mescolare i due flussi
  • Fatturazione elettronica via SDI con codice natura N2.2 (regime forfettario)
  • Ricevuta per le sessioni pagate in contanti (entro i limiti di legge: max €999,99)
5

Sviluppa presenza online e accordi con brand e boutique

Il personal shopper moderno lavora molto online: Instagram, Pinterest e TikTok sono canali fondamentali per acquisire clienti. Sviluppa accordi con boutique e brand per referral fee e collaborazioni — assicurandoti di fatturare correttamente questi compensi.

  • Instagram e Pinterest: portfolio visivo, reel di outfit, before/after di guardaroba
  • TikTok: contenuti di styling e shopping tips — ottimo per il brand awareness
  • Accordi con boutique: referral fee, commissioni per clienti portati — sempre da fatturare
  • Google My Business e sito professionale: fondamentali per la ricerca locale
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Gestisci gli adempimenti periodici e pianifica la liquidità

Pianifica i versamenti INPS GS e dell'imposta sostitutiva accantonando una quota mensile degli incassi. Tieni un registro aggiornato di tutti i compensi ricevuti — onorari da privati, fee da brand e commissioni.

  • Giugno/Luglio: versamento saldo + primo acconto imposta sostitutiva e INPS GS
  • Novembre: versamento secondo acconto — il più insidioso per la liquidità
  • Luglio: presentazione Modello Redditi PF
  • Regola pratica: accantonare il 30-35% di ogni incasso per coprire imposte e contributi

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e codice fiscale
  • Eventuali certificazioni di styling o image consulting (AICI, ecc.) — non obbligatorie per legge
  • Modello AA9/12 compilato per l'apertura della partita IVA
  • Contratto tipo di consulenza da far firmare ai clienti (distingue fee da budget acquisti)
  • Informativa privacy GDPR per il trattamento dei dati personali dei clienti
  • Coordinate bancarie per l'accredito dei compensi e i versamenti fiscali
  • Polizza RC professionale (raccomandata per chi lavora con clienti luxury ad alto valore)

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Regime Forfettario per Personal Shopper: Guida Completa 2026?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Posso ricevere commissioni dalle boutique e dai brand come personal shopper?

Sì, le commissioni (referral fee) ricevute da boutique o brand per aver portato clienti sono redditi professionali pienamente compatibili con il regime forfettario. Devono essere fatturate e concorrono al limite di €85.000 insieme agli onorari dei clienti privati. È fondamentale essere trasparenti con i propri clienti riguardo alla percezione di queste commissioni, per evitare conflitti di interesse — indicarle nel contratto di consulenza è una buona pratica professionale.

Quanto paga di tasse un personal shopper forfettario con €35.000 di compensi?

Con €35.000 di fatturato: reddito imponibile = €35.000 × 78% = €27.300. Contributi INPS GS (26,23%) ≈ €7.161. Reddito netto ≈ €20.139. Imposta sostitutiva: al 5% (primi 5 anni) = €1.007; al 15% (dal 6° anno) = €3.021. Totale versamenti: circa €8.168 (primi anni) o €10.182 (dal 6° anno). In regime ordinario con gli stessi €35.000 la pressione fiscale totale sarebbe di €11.000-16.000.

Posso fare personal shopping per clienti stranieri che vengono in Italia?

Sì, i tour di personal shopping per turisti stranieri (luxury shopping tour a Milano, Firenze, Roma) sono pienamente compatibili con la partita IVA forfettaria. I compensi ricevuti da clienti non residenti in Italia sono redditi professionali da fatturare. Nel regime forfettario non si applica IVA in nessun caso, ma per prestazioni a soggetti esteri (consumatori privati non UE) è opportuno verificare con il commercialista il corretto trattamento fiscale, soprattutto se i volumi diventano significativi.

Posso vendere consulenze di styling online con la partita IVA forfettaria?

Sì, le consulenze di styling online (analisi del guardaroba via videochiamata, shopping list personalizzate, capsule wardrobe digitali) sono pienamente compatibili con il regime forfettario. Anche la vendita di corsi online di styling o abbonamenti a community sono compatibili, purché il fatturato totale non superi €85.000. Per la vendita di contenuti digitali a clienti in altri paesi UE, verificare con il commercialista l'eventuale applicazione del regime OSS per l'IVA.

Quando conviene passare dal regime forfettario a quello ordinario come personal shopper?

Conviene valutare il regime ordinario quando: il fatturato supera €85.000 (uscita obbligatoria), si vogliono detrarre costi significativi (un assistente, uno studio fotografico, software di styling avanzati), si vuole strutturare l'attività in SRL per gestire un team o fare accordi commerciali complessi con brand. Un personal shopper che lavora con clienti HNWI può raggiungere la soglia di €85.000 con 15-20 clienti ricorrenti — pianificare la crescita fin dall'inizio.