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REGIME
FORFETTARIO
PER REGIME FORFETTARIO PER PERITO: GUIDA COMPLETA 2026

Apri la partita IVA forfettaria come perito nel 2026. Codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi EPPI e tutto ciò che devi sapere sul regime forfettario per periti industriali e tecnici.

Aprire la partita IVA forfettaria come perito nel 2026 è la soluzione fiscale più vantaggiosa per chi esercita l'attività di peritazione tecnica, valutazione, consulenza tecnica d'ufficio (CTU) o ispezione in forma autonoma. Il termine 'perito' in Italia identifica diverse figure professionali: il perito industriale (iscritto all'Albo dei Periti Industriali), il perito agrario, il perito assicurativo e il consulente tecnico d'ufficio nominato dai tribunali. Tutte queste figure possono beneficiare del regime forfettario, con differenze nelle modalità contributive.

Il codice ATECO 74.90.99 (Altre attività professionali n.c.a.) è il più utilizzato dai periti che svolgono attività di valutazione, perizia e consulenza tecnica. Con un coefficiente di redditività del 78% e contributi EPPI al 10% (per i periti industriali), la pressione fiscale e contributiva complessiva è tra le più basse nel panorama delle professioni tecniche: su €40.000 di parcelle, il totale tra tasse e contributi è circa €5.000-8.000, contro i €14.000-18.000 del regime ordinario.

Un vantaggio specifico per i periti industriali: l'aliquota contributiva EPPI al 10% è nettamente inferiore al 26,23% dell'INPS Gestione Separata pagato dai professionisti senza cassa dedicata. Questo significa che, a parità di fatturato, un perito industriale paga contributi previdenziali significativamente più bassi rispetto a molti altri liberi professionisti — un vantaggio competitivo concreto sulla liquidità disponibile.

Requisiti

  • Fatturato annuo da attività libero-professionale non superiore a €85.000 (soglia 2026)
  • Per il perito industriale: diploma di istruzione tecnica superiore (ITS) o laurea triennale/magistrale in discipline tecniche, superamento dell'esame di Stato abilitante e iscrizione all'Albo dei Periti Industriali della provincia di esercizio (CNPI)
  • Per il perito agrario: diploma di perito agrario, esame di Stato abilitante e iscrizione all'Albo dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati (CONAF)
  • Per il CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio): iscrizione all'albo CTU del Tribunale competente, requisiti che variano per specializzazione (ingegneria, medicina, informatica, ecc.)
  • Iscrizione alla cassa previdenziale di riferimento: EPPI per i periti industriali, ENPAIA per i periti agrari, INPS Gestione Separata per i periti assicurativi e CTU senza cassa dedicata
  • Non partecipare a società di persone, SNC, SAS o SRL trasparenti che svolgono attività riconducibile alla propria
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a €35.000 nell'anno precedente (salvo cessazione del rapporto)

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni: su €40.000 di parcelle, l'imposta è circa €1.248 — contro i €14.000-18.000 del regime ordinario, con un risparmio annuo che supera €12.000
  • Contributi EPPI tra i più bassi del panorama professionale: l'aliquota del 10% sul reddito netto è quasi un terzo dell'INPS Gestione Separata (26,23%) — vantaggio significativo in termini di liquidità rispetto ai professionisti senza cassa dedicata
  • Contabilità ultrasemplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, nessun ISA — ideale per chi alterna perizie di cantiere, consulenze tecniche e attività CTU
  • Esonero dall'IRAP e dagli indici sintetici di affidabilità (ISA): meno adempimenti, meno rischio di accertamenti presuntivi
  • Contributi EPPI deducibili al 100% dal reddito forfettario prima del calcolo dell'imposta sostitutiva
  • Ideale per chi affianca l'attività peritale a un lavoro dipendente in azienda, studio tecnico o pubblica amministrazione con stipendio sotto €35.000

Considerazioni

  • Attenzione alla distinzione tra perito industriale (libero professionista con Albo) e perito assicurativo o periziatore generico (senza Albo specifico): le modalità di iscrizione EPPI e le aliquote contributive variano significativamente
  • Attività CTU: i compensi liquidati dal tribunale come CTU hanno una fiscalità specifica — in linea generale sono assimilabili a redditi da lavoro autonomo e quindi compatibili con il forfettario, ma verificare con il commercialista ogni caso specifico
  • Nessuna deduzione analitica dei costi: strumentazione di misura, software CAD/tecnici, corsi di aggiornamento professionale, trasferte per sopralluoghi e assicurazione professionale non sono deducibili nel forfettario
  • Soglia €85.000: periti con molti mandati CTU o contratti di perizia assicurativa possono raggiungere rapidamente la soglia — monitorare il fatturato nel corso dell'anno
  • Aggiornamento professionale obbligatorio: i periti industriali devono acquisire crediti formativi periodici — i relativi costi non sono deducibili nel forfettario
  • Compatibilità con il lavoro dipendente: molti periti lavorano anche come tecnici dipendenti — verificare che lo stipendio non superi €35.000 e che il contratto non preveda esclusiva sull'attività professionale

Come fare passo per passo

1

Verifica i requisiti e iscriviti all'Albo

A seconda della specializzazione, assicurati di avere il titolo di studio adeguato, di aver superato l'esame di Stato abilitante e di essere iscritto all'Albo di riferimento. L'iscrizione all'Albo è il presupposto per l'esercizio della libera professione e per l'iscrizione alla cassa previdenziale.

  • Perito industriale: diploma ITS o laurea + esame di Stato + iscrizione Albo CNPI
  • Perito agrario: diploma perito agrario + esame di Stato + iscrizione Albo CONAF
  • CTU: iscrizione all'albo del Tribunale competente nella propria specializzazione
  • Perito assicurativo: nessun Albo specifico obbligatorio — iscrizione INPS GS
2

Scegli il codice ATECO e apri la partita IVA

Il codice ATECO 74.90.99 è il più adatto per la maggior parte delle attività peritali e di consulenza tecnica. Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate comunicando l'adesione al regime forfettario.

  • Codice ATECO: 74.90.99 — Altre attività professionali n.c.a. (coefficiente 78%)
  • Alternative: 71.12.09 (Altre attività di ingegneria) per periti con formazione ingegneristica
  • Apertura tramite Agenzia delle Entrate, CAF o commercialista — gratuita e immediata
  • Comunicare esplicitamente il regime forfettario nel modello AA9/12
3

Iscriviti all'EPPI (o alla cassa di riferimento)

I periti industriali si iscrivono all'EPPI con un'aliquota contributiva del 10% — tra le più basse nel panorama professionale. Periti agrari si iscrivono all'ENPAIA; periti assicurativi e CTU senza cassa dedicata si iscrivono all'INPS Gestione Separata.

  • EPPI (periti industriali): portale eppi.it — aliquota 10% + quota fissa annua
  • ENPAIA (periti agrari): portale enpaia.it — verificare aliquote aggiornate
  • INPS GS (periti assicurativi, CTU): 26,23% sul reddito netto
  • Contributi deducibili al 100% dal reddito forfettario prima dell'imposta sostitutiva
4

Configura la fatturazione elettronica

Obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari. Per le prestazioni peritali usa il codice natura N2.2 (non soggetto IVA per regime forfettario). Per i compensi CTU liquidati dal tribunale, verificare il corretto trattamento fiscale.

  • Fatturazione elettronica via SDI — obbligatoria dal 1° gennaio 2024
  • Codice natura N2.2 per prestazioni peritali in regime forfettario
  • Per compensi CTU liquidati dal tribunale: emettere notula o ricevuta, verificare con il commercialista
  • Software consigliati: OpenIVA, Fattura24, Aruba, Fiscozen
5

Costruisci la rete di mandanti e diversifica l'attività

Contatta compagnie assicurative, studi legali, tribunali e aziende per acquisire mandati peritali. La diversificazione dei mandanti è fondamentale per evitare la dipendenza da un unico committente e il rischio di riqualificazione fiscale.

  • Compagnie assicurative: accreditamento come perito fiduciario per perizie sinistri
  • Tribunali: iscrizione albo CTU per consulenze tecniche d'ufficio
  • Studi legali: consulenze tecniche di parte (CTP) in cause civili e penali
  • Aziende: perizie industriali, valutazioni di macchinari, due diligence tecniche
6

Gestisci gli adempimenti periodici e monitora la soglia

Pianifica i versamenti EPPI (o INPS GS) e dell'imposta sostitutiva. Tieni un registro aggiornato delle parcelle emesse, inclusi i compensi CTU liquidati dal tribunale.

  • Giugno/Luglio: versamento saldo + primo acconto imposta sostitutiva e contributi
  • Novembre: versamento secondo acconto imposta sostitutiva e contributi
  • Luglio: presentazione Modello Redditi PF
  • Soglia di attenzione: €75.000 — pianifica la transizione al regime ordinario

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e codice fiscale
  • Diploma/laurea in discipline tecniche (ITS, laurea triennale o magistrale)
  • Certificato di abilitazione all'esercizio della professione (esame di Stato)
  • Certificato di iscrizione all'Albo dei Periti Industriali (CNPI) o all'Albo di riferimento
  • Modello AA9/12 compilato per l'apertura della partita IVA
  • Polizza RC professionale tecnica (obbligatoria per molti mandati assicurativi e CTU)
  • Coordinate bancarie per l'accredito dei compensi e i versamenti fiscali

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Regime Forfettario per Perito: Guida Completa 2026?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Qual è la differenza tra perito industriale, geometra e ingegnere ai fini fiscali?

Ai fini del regime forfettario, tutte e tre le figure professionali utilizzano lo stesso coefficiente di redditività del 78% per l'attività di consulenza tecnica. La differenza principale riguarda la cassa previdenziale: i periti industriali versano all'EPPI (10%), i geometri alla Cassa Geometri (16%), gli ingegneri alla Cassa Ingegneri (14,5%). L'EPPI offre l'aliquota più bassa, il che si traduce in una maggiore liquidità disponibile rispetto agli altri tecnici.

Quanto paga di tasse un perito industriale forfettario con €40.000 di parcelle?

Con €40.000 di fatturato: reddito imponibile = €40.000 × 78% = €31.200. Contributi EPPI (10% + quota fissa) circa €3.120-3.500. Reddito netto ≈ €27.700. Imposta sostitutiva: al 5% (primi 5 anni) = €1.385; al 15% (dal 6° anno) = €4.155. Totale versamenti: circa €4.505-7.655. In regime ordinario con gli stessi €40.000 la pressione fiscale totale sarebbe di €14.000-18.000 — un risparmio di €6.000-10.000 all'anno.

I compensi CTU liquidati dal tribunale sono compatibili con il regime forfettario?

Sì, i compensi liquidati dal tribunale come CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) sono assimilabili a redditi da lavoro autonomo e sono compatibili con il regime forfettario. Concorrono al calcolo del limite di €85.000 insieme agli altri onorari professionali. Attenzione: in alcuni casi il tribunale opera una ritenuta d'acconto del 20% sui compensi liquidati — questa ritenuta è recuperabile in sede di dichiarazione dei redditi come credito d'imposta. Verificare con il commercialista il trattamento specifico.

Il perito assicurativo ha una cassa previdenziale dedicata?

No, il perito assicurativo (o liquidatore sinistri freelance) non ha una cassa previdenziale dedicata: versa i contributi all'INPS Gestione Separata con aliquota del 26,23%. Non è richiesta l'iscrizione a un Albo professionale specifico, il che rende l'accesso alla professione più libero ma comporta anche una minore tutela previdenziale rispetto ai periti industriali o agrari con cassa dedicata.

Posso svolgere attività peritale e lavorare come tecnico dipendente in parallelo?

Sì, è possibile, purché il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non superi €35.000. Molti periti industriali lavorano part-time come tecnici dipendenti e integrano il reddito con perizie in autonomia. Verificare il contratto di lavoro per escludere clausole di non concorrenza o esclusiva che potrebbero vietare l'attività peritale autonoma nelle stesse aree di specializzazione.