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Guide regime forfettario per professione
Professioni Tecniche

REGIME
FORFETTARIO
PER INGEGNERE

Guida completa al regime forfettario per ingegneri liberi professionisti: codice ATECO 71.12.10, contributi INARCASSA, vantaggi fiscali e procedura step-by-step per aprire la partita IVA nel 2026.

Aprire la partita IVA forfettaria come ingegnere nel 2026 è la scelta fiscale più vantaggiosa per chi inizia la libera professione o ha un fatturato fino a €85.000. Il regime forfettario per ingegneri prevede un coefficiente di redditività del 78% e un'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni), con contributi versati esclusivamente a INARCASSA e nessun addebito IVA sulle parcelle. Che tu operi come ingegnere civile, strutturista, impiantista, informatico o consulente tecnico d'ufficio, questa guida ti accompagna passo per passo nell'apertura della partita IVA e nella gestione degli adempimenti previdenziali con INARCASSA.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 derivante dall'attività di ingegneria
  • Iscrizione obbligatoria all'Albo degli Ingegneri della provincia di esercizio (sezione A per ingegneri laureati magistrali, sezione B per ingegneri junior con laurea triennale)
  • Laurea magistrale in Ingegneria e superamento dell'Esame di Stato per l'abilitazione (sez. A), oppure laurea triennale e relativo esame di abilitazione (sez. B)
  • Non aver percepito nell'anno precedente redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a €35.000 (salvo cessazione del rapporto)
  • Non partecipare come socio a società di persone, studi associati o SRL trasparenti che svolgono attività di ingegneria riconducibile alla propria

Vantaggi

  • Risparmio fiscale fino all'80% nei primi 5 anni grazie all'imposta sostitutiva al 5%, contro le aliquote IRPEF ordinarie fino al 43% sui redditi più elevati
  • Il contributo integrativo INARCASSA del 4% viene addebitato in fattura al cliente: non pesa economicamente sull'ingegnere ma incrementa la sua posizione previdenziale
  • Nessun addebito IVA sulle parcelle ai clienti privati e alle aziende: preventivi più competitivi rispetto a colleghi in regime ordinario
  • Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, solo conservazione delle fatture emesse per 5 anni
  • Esonero totale da IRAP, ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e studi di settore, eliminando una parte significativa del carico burocratico annuale
  • Possibilità di cumulare incarichi di progettazione, direzione lavori, perizie e CTU nello stesso regime, purché il totale non superi €85.000

Considerazioni

  • L'IVA su acquisti professionali (software CAD/BIM, strumentazione di rilievo, licenze tecniche) non è detraibile: diventa un costo definitivo che incide sulla convenienza del regime
  • Non si possono dedurre analiticamente le spese (trasferte, cantieri, aggiornamento professionale, materiale da disegno): il reddito si determina solo con il coefficiente del 78%
  • INARCASSA prevede un contributo minimo annuo obbligatorio anche con redditi bassi o nulli: verificare l'importo aggiornato sul sito INARCASSA prima dell'iscrizione
  • Superando €85.000 di fatturato nell'anno si esce dal regime dall'anno successivo; superando €100.000 si esce immediatamente
  • Per chi ha spese elevate di studio (affitto, personale, attrezzature) il regime ordinario con deduzione analitica dei costi potrebbe risultare più conveniente dal quinto anno in poi

Come fare passo per passo

1

Conseguire l'abilitazione e iscriversi all'Albo degli Ingegneri

Per esercitare come ingegnere libero professionista è obbligatoria l'abilitazione tramite Esame di Stato e l'iscrizione all'Albo della propria provincia.

  • Sezione A (ingegnere): laurea magistrale in Ingegneria + superamento Esame di Stato di abilitazione
  • Sezione B (ingegnere junior): laurea triennale in Ingegneria + superamento Esame di Stato specifico
  • Iscriversi all'Ordine degli Ingegneri della provincia dove si intende esercitare l'attività prevalente
  • L'iscrizione all'Albo è prerequisito indispensabile per l'iscrizione a INARCASSA e per firmare progetti e relazioni tecniche
2

Scegliere il codice ATECO corretto

Il codice ATECO per l'ingegnere libero professionista è il 71.12.10 - Attività degli studi di ingegneria.

  • Codice ATECO: 71.12.10 - Attività degli studi di ingegneria
  • Sezione: M - Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Coefficiente di redditività applicabile: 78%
  • Il codice 71.12.10 si applica a tutte le specializzazioni ingegneristiche: civile, strutturale, impiantistica, informatica, ambientale, meccanica
  • Per attività prevalentemente informatiche (sviluppo software su commessa) valutare il codice 62.01.00 con commercialista
3

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate

Aprire la partita IVA compilando il Modello AA9/12 per persone fisiche, indicando il regime forfettario e il codice ATECO 71.12.10.

  • Compilare online tramite ENTRATEL/FISCONLINE o recarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate
  • Indicare il codice ATECO 71.12.10 nel riquadro dedicato all'attività principale
  • Barrare la casella per l'adesione al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014)
  • La partita IVA viene assegnata immediatamente allo sportello o entro 7 giorni per la procedura online
  • Conservare il modello vidimato come prova ufficiale dell'apertura dell'attività
4

Iscriversi a INARCASSA

L'ingegnere iscritto all'Albo deve obbligatoriamente iscriversi a INARCASSA entro 30 giorni dall'inizio dell'attività autonoma.

  • Iscriversi al portale INARCASSA Online entro 30 giorni dall'inizio dell'attività di libera professione
  • Contributo soggettivo: 14.5% sul reddito netto forfettario (fatturato × 78%, al netto dei contributi già versati)
  • Contributo integrativo: 4% da addebitare in fattura al cliente come voce separata (es. €1.000 parcella + €40 contributo integrativo INARCASSA 4%)
  • Il contributo soggettivo è deducibile dal reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta sostitutiva
  • Verificare il contributo minimo soggettivo annuo INARCASSA aggiornato: è dovuto anche con redditi bassi
5

Stipulare la polizza RC professionale

La polizza assicurativa per responsabilità civile professionale è obbligatoria per gli ingegneri ai sensi del DPR 137/2012.

  • Il DPR 137/2012 (riforma delle professioni) impone l'obbligo di polizza RC professionale per ingegneri e architetti
  • La polizza deve coprire i danni causati a terzi nell'esercizio della professione: errori progettuali, difetti di calcolo, vizi di direzione lavori
  • Alcune polizze includono anche la copertura per responsabilità da prodotto (relazioni tecniche, perizie) e la difesa legale
  • Conservare la polizza attiva come requisito per molti bandi pubblici e per la firma di progetti in zone sismiche
6

Aprire un conto corrente dedicato all'attività

Separare le finanze personali da quelle professionali è essenziale per la gestione ordinata dei flussi e la pianificazione dei versamenti.

  • Aprire un conto corrente bancario dedicato esclusivamente all'attività di ingegneria
  • Accreditare su questo conto tutti i compensi: parcelle di progettazione, direzione lavori, consulenze, CTU
  • Dotarsi di POS per eventuali pagamenti di privati; per i clienti aziendali e la PA i pagamenti avvengono tipicamente tramite bonifico
  • Accantonare mensilmente circa 22-26% del fatturato per far fronte a contributi INARCASSA e imposta sostitutiva
7

Attivare la fatturazione elettronica

Dal 2024 tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari, sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI).

  • Scegliere un software di fatturazione elettronica certificato (Fatture in Cloud, Aruba, o altri intermediari accreditati SDI)
  • Registrare il proprio codice destinatario SDI o PEC sul portale dell'Agenzia delle Entrate
  • Ogni parcella deve riportare la dicitura: 'Operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, cc. 54-89, L. 190/2014'
  • Indicare in fattura la voce separata per il contributo integrativo INARCASSA del 4%
  • Applicare la marca da bollo virtuale di €2,00 sulle fatture superiori a €77,47 verso soggetti non IVA (privati)
8

Prima dichiarazione dei redditi con Quadro LM

Nell'anno successivo all'apertura, presentare il Modello Redditi Persone Fisiche indicando i redditi forfettari nel Quadro LM.

  • Compilare il Quadro LM: sommare tutte le parcelle incassate nell'anno e applicare il coefficiente 78% per ottenere il reddito imponibile lordo
  • Sottrarre i contributi INARCASSA soggettivi effettivamente versati nell'anno per ottenere la base imponibile netta
  • Calcolare l'imposta sostitutiva del 5% (nuova attività, primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno in poi)
  • Versare acconto e saldo con F24 nei termini previsti (giugno e novembre)
  • Conservare per almeno 5 anni tutte le parcelle emesse, i contratti di incarico e la documentazione dei versamenti contributivi

Documenti necessari

  • Documento di identità valido (carta d'identità o passaporto)
  • Codice fiscale
  • Laurea in Ingegneria (magistrale per sez. A, triennale per sez. B) e attestato di superamento dell'Esame di Stato
  • Certificato di iscrizione all'Albo degli Ingegneri della provincia competente
  • SPID, CIE o CNS per accesso ai portali telematici (Agenzia delle Entrate, INARCASSA)
  • Indirizzo PEC professionale per la fatturazione elettronica e le comunicazioni ufficiali
  • Polizza RC professionale attiva (obbligatoria ai sensi del DPR 137/2012)

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Quanto paghi di tasse come Ingegnere?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

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FAQ

L'ingegnere forfettario deve addebitare il contributo integrativo INARCASSA in fattura?

Sì. Il contributo integrativo INARCASSA del 4% deve essere addebitato al cliente in fattura come voce separata, indipendentemente dal regime fiscale adottato. È un obbligo previdenziale, non fiscale: anche in regime forfettario (dove non applichi l'IVA) devi includere la rivalsa del 4% INARCASSA. Esempio: parcella €2.000 + contributo integrativo INARCASSA 4% (€80) = totale fattura €2.080. Questo 4% lo incassi, lo accantoni e lo versi a INARCASSA con la dichiarazione annuale.

Posso firmare progetti come ingegnere forfettario oppure devo avere uno studio associato?

Puoi firmare qualsiasi progetto, perizia o relazione tecnica come ingegnere libero professionista con partita IVA forfettaria, senza necessità di uno studio associato. La firma professionale è legata all'iscrizione all'Albo, non alla forma giuridica o al regime fiscale. Puoi anche collaborare informalmente con altri professionisti su singoli incarichi, purché la fattura sia emessa da ciascuno per la propria quota di prestazione.

Come funzionano i lavori per la Pubblica Amministrazione con il forfettario?

Puoi lavorare per enti pubblici (Comuni, Province, ASL, ecc.) con la partita IVA forfettaria. Le fatture alla PA transitano obbligatoriamente via SDI con codice IPA (6 caratteri) dell'ente committente. In regime forfettario non applichi IVA, ma devi comunque indicare la natura dell'esenzione nell'XML. Attenzione: alcuni bandi pubblici prevedono requisiti minimi di fatturato storico o forme societarie specifiche che potrebbero escludere i forfettari.

Posso fare il CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) con la partita IVA forfettaria?

Sì. I compensi per le consulenze tecniche d'ufficio richieste da tribunali civili e penali si fatturano regolarmente con la partita IVA forfettaria. I tribunali liquidano il compenso con decreto e trattengono la ritenuta d'acconto del 20%: dovrai comunicare espressamente il regime forfettario al tribunale (con dichiarazione scritta) per evitare la ritenuta, che altrimenti recupereresti in dichiarazione dei redditi.

Cosa succede se supero €85.000 di fatturato come ingegnere forfettario?

Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, esci dal regime forfettario a partire dall'1 gennaio dell'anno successivo, adottando il regime ordinario con IVA, registro delle parcelle e liquidazioni periodiche. Se superi €100.000 nell'anno in corso, esci immediatamente dal regime forfettario da quella data: devi applicare il 22% di IVA sulle parcelle emesse successivamente. In entrambi i casi è consigliabile pianificare la transizione con un commercialista.