Guida completa al regime forfettario per architetti: INARCASSA, codice ATECO, coefficiente 78% e apertura partita IVA step-by-step.
Il regime forfettario per architetti nel 2026 è la scelta fiscale ottimale per i professionisti dell'architettura con volume d'affari fino a €85.000 annui. La partita IVA forfettaria architetto prevede il codice ATECO 71.11.00, un coefficiente di redditività del 78% e un'imposta sostitutiva agevolata del 15% (5% per i primi 5 anni). L'apertura partita IVA architetto in regime forfettario permette di semplificare la gestione fiscale e versare i contributi esclusivamente a INARCASSA.
Il codice ATECO per l'attività di architetto libero professionista è il 71.11.00 - Attività degli studi di architettura.
Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate per l'apertura della partita IVA con regime forfettario.
L'iscrizione a INARCASSA è automatica con l'iscrizione all'Ordine. Occorre gestire i contributi in modalità forfettaria.
Per l'architetto che svolge attività intellettuale in studio, l'INAIL generalmente non è obbligatorio.
Verificare che l'iscrizione all'Ordine provinciale sia attiva e in regola come prerequisito per l'esercizio professionale.
Aprire un conto corrente dedicato esclusivamente all'attività professionale per separare i flussi finanziari.
Obbligo di fatturazione elettronica tramite SDI per tutti i forfettari dal 2024.
Compilare ogni anno il Modello Redditi PF con Quadro LM per il regime forfettario e la dichiarazione INARCASSA.
Stima rapida 2026
Imposta sostitutiva
3021 €
Contributi INPS est.
7161 €
Totale tasse + contributi
10.182 €
29.1% del fatturato
Accantona/mese
848 €
* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.
Calcolo completo con acconti e scadenzeSì, tutte le attività tipiche dell'architetto (progettazione, DL, consulenza, perizie, collaudi) sono comprese nel codice ATECO 71.11.00 e si cumulano nella stessa partita IVA forfettaria.
No. Il regime forfettario è strettamente individuale. Uno studio associato tra architetti configura una forma associativa e i redditi attribuiti per trasparenza rendono incompatibile il forfettario. Ogni professionista deve mantenere la propria partita IVA individuale.
Sul reddito netto forfettario (fatturato × 78% - contributi minimi versati) si applica il 14.5% di contributo soggettivo, con un minimo annuo di circa €2.870 indipendentemente dal reddito. Il contributo integrativo del 4% è invece addebitato al cliente in fattura.
Sì. In regime forfettario non applichi mai l'IVA, né a privati né a soggetti con partita IVA. Il cliente con P.IVA non potrà detrarre l'IVA (che non esiste), ma non ci sono obblighi particolari per te. Devi solo indicare in fattura la dicitura del regime forfettario.
Dipende dall'entità delle spese. In forfettario non deduci le spese analiticamente ma hai il coefficiente del 22% di abbattimento automatico. Se le tue spese effettive superano il 22% del fatturato, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. È consigliabile fare una simulazione con il proprio commercialista.
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