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Guide regime forfettario per professione
Professioni Tecniche

REGIME
FORFETTARIO
PER ARCHITETTO

Guida completa al regime forfettario per architetti: INARCASSA, codice ATECO, coefficiente 78% e apertura partita IVA step-by-step.

Il regime forfettario per architetti nel 2026 è la scelta fiscale ottimale per i professionisti dell'architettura con volume d'affari fino a €85.000 annui. La partita IVA forfettaria architetto prevede il codice ATECO 71.11.00, un coefficiente di redditività del 78% e un'imposta sostitutiva agevolata del 15% (5% per i primi 5 anni). L'apertura partita IVA architetto in regime forfettario permette di semplificare la gestione fiscale e versare i contributi esclusivamente a INARCASSA.

Requisiti

  • Iscrizione all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della propria provincia e conseguente iscrizione a INARCASSA
  • Fatturato annuo da attività professionale non superiore a €85.000
  • Non partecipare a STP (Società Tra Professionisti) o studi associati con attribuzione di redditi per trasparenza
  • Non aver percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a €35.000 nell'anno precedente
  • Abilitazione all'esercizio della professione (superamento esame di Stato)

Vantaggi

  • Risparmio fiscale fino al 70% nei primi 5 anni con aliquota sostitutiva del 5% sul reddito imponibile forfettario
  • Il contributo integrativo INARCASSA del 4% è addebitato al cliente in fattura, senza impatto sul professionista
  • Nessuna IVA in fattura verso clienti privati: onorari più competitivi per i committenti non IVA
  • Burocrazia ridotta al minimo: nessun registro IVA, nessuna dichiarazione IVA annuale, nessun ISA
  • Esonero da IRAP e studi di settore con notevole risparmio di tempo e costi di consulenza
  • Possibilità di cumulare incarichi di progettazione, direzione lavori e consulenza nella stessa partita IVA

Considerazioni

  • L'IVA su acquisti professionali (software CAD, plotter, materiali, abbonamenti) non è recuperabile
  • Non è possibile portare in deduzione analitica le spese effettive: tutto viene forfettizzato con il coefficiente 78%
  • Il contributo minimo INARCASSA è dovuto anche con redditi molto bassi o nulli
  • Per studi associati o STP il regime forfettario individuale non è applicabile ai redditi attribuiti per trasparenza
  • Superando €85.000 di corrispettivi nell'anno, si transita al regime ordinario dall'anno successivo

Come fare passo per passo

1

Identificare il codice ATECO per architetti

Il codice ATECO per l'attività di architetto libero professionista è il 71.11.00 - Attività degli studi di architettura.

  • Codice ATECO: 71.11.00
  • Sezione: M - Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Comprende: progettazione, direzione lavori, consulenza urbanistica, interior design se prevalente
2

Apertura partita IVA con Modello AA9/12

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate per l'apertura della partita IVA con regime forfettario.

  • Compilare online su ENTRATEL/FISCONLINE o allo sportello fisico
  • Indicare codice ATECO 71.11.00 e selezionare regime forfettario
  • La partita IVA è operativa dal giorno stesso o entro 7 giorni online
  • Comunicare immediatamente il numero di partita IVA a INARCASSA
3

Iscrizione e gestione contributi INARCASSA

L'iscrizione a INARCASSA è automatica con l'iscrizione all'Ordine. Occorre gestire i contributi in modalità forfettaria.

  • Accedere al portale INARCASSA con credenziali Ordine
  • Comunicare apertura partita IVA e regime fiscale adottato
  • Versare il contributo minimo soggettivo annuo (circa €2.870)
  • Addebitare il 4% integrativo al cliente come voce separata in ogni parcella
  • Dichiarazione annuale INARCASSA entro settembre dell'anno successivo
4

Valutazione INAIL per architetti

Per l'architetto che svolge attività intellettuale in studio, l'INAIL generalmente non è obbligatorio.

  • Attività di progettazione in studio: INAIL non obbligatorio
  • Sopralluoghi in cantiere non configurano obbligo INAIL per il libero professionista
  • In caso di dipendenti in studio: obbligo INAIL per i lavoratori dipendenti
5

Iscrizione all'Ordine degli Architetti

Verificare che l'iscrizione all'Ordine provinciale sia attiva e in regola come prerequisito per l'esercizio professionale.

  • Presentare domanda di iscrizione all'Ordine provinciale dopo il superamento dell'esame di abilitazione
  • Pagare la quota annuale di iscrizione all'Ordine
  • Completare la formazione professionale continua obbligatoria (CFP)
  • La targa professionale è facoltativa ma raccomandata
6

Apertura conto corrente professionale

Aprire un conto corrente dedicato esclusivamente all'attività professionale per separare i flussi finanziari.

  • Scegliere conto professionale con IBAN dedicato all'attività
  • Incassare tutti gli onorari sul conto professionale
  • Dotarsi di POS per incassi con carta
  • Tenere separati i fondi di anticipazione clienti dagli onorari propri
7

Configurare la fatturazione elettronica

Obbligo di fatturazione elettronica tramite SDI per tutti i forfettari dal 2024.

  • Scegliere software per fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, ecc.)
  • Emettere fattura con dicitura regime forfettario e senza IVA
  • Aggiungere il 4% integrativo INARCASSA come riga separata in fattura
  • Applicare marca da bollo €2,00 per fatture a privati > €77,47
8

Dichiarazione dei redditi con Quadro LM

Compilare ogni anno il Modello Redditi PF con Quadro LM per il regime forfettario e la dichiarazione INARCASSA.

  • Ricavi × 78% = reddito lordo; dedurre contributi INARCASSA versati
  • Applicare aliquota 5% o 15% sul reddito netto
  • Versare con F24 acconto a novembre e saldo a giugno
  • Presentare dichiarazione reddituale annuale a INARCASSA

Documenti necessari

  • Certificato di iscrizione all'Ordine degli Architetti in corso di validità
  • Diploma di laurea magistrale in Architettura e attestato di abilitazione
  • Documento di identità valido e codice fiscale
  • SPID o CNS per accesso ai portali telematici
  • Indirizzo PEC professionale registrato presso l'Ordine
  • Polizza assicurativa RC professionale (obbligatoria per iscritti Ordine)
  • Eventuale partita IVA INTRASTAT se si lavora con clienti UE

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Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Architetto?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Posso fare direzione lavori e progettazione nella stessa partita IVA forfettaria?

Sì, tutte le attività tipiche dell'architetto (progettazione, DL, consulenza, perizie, collaudi) sono comprese nel codice ATECO 71.11.00 e si cumulano nella stessa partita IVA forfettaria.

Posso aprire uno studio associato con un collega restando in forfettario?

No. Il regime forfettario è strettamente individuale. Uno studio associato tra architetti configura una forma associativa e i redditi attribuiti per trasparenza rendono incompatibile il forfettario. Ogni professionista deve mantenere la propria partita IVA individuale.

Come si calcolano i contributi INARCASSA in regime forfettario?

Sul reddito netto forfettario (fatturato × 78% - contributi minimi versati) si applica il 14.5% di contributo soggettivo, con un minimo annuo di circa €2.870 indipendentemente dal reddito. Il contributo integrativo del 4% è invece addebitato al cliente in fattura.

Posso emettere parcella senza IVA in regime forfettario anche a clienti con partita IVA?

Sì. In regime forfettario non applichi mai l'IVA, né a privati né a soggetti con partita IVA. Il cliente con P.IVA non potrà detrarre l'IVA (che non esiste), ma non ci sono obblighi particolari per te. Devi solo indicare in fattura la dicitura del regime forfettario.

Conviene restare in forfettario se sono architetto con molte spese di studio?

Dipende dall'entità delle spese. In forfettario non deduci le spese analiticamente ma hai il coefficiente del 22% di abbattimento automatico. Se le tue spese effettive superano il 22% del fatturato, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. È consigliabile fare una simulazione con il proprio commercialista.