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Guide regime forfettario per professione
Professioni

REGIME
FORFETTARIO
PER EVENT PLANNER

Guida completa al regime forfettario per event planner nel 2026: codice ATECO 82.30.00, coefficiente 67%, contributi INPS Gestione Separata, gestione fornitori e procedura step-by-step per aprire la partita IVA.

Aprire la partita IVA forfettaria come event planner nel 2026 è la scelta fiscale ideale per chi organizza eventi in modo autonomo: congressi, conferenze, lanci di prodotto, eventi aziendali, fiere, festival, eventi culturali e sociali. Con il codice ATECO 82.30.00 e un coefficiente di redditività del 67%, l'event planner in regime forfettario paga un'imposta sostitutiva flat del 15% — ridotta al 5% per i primi cinque anni — su appena il 67% del proprio onorario professionale. Nessuna IVA da addebitare ai clienti, contabilità semplificata, nessun registro IVA. Un aspetto cruciale e spesso frainteso: il fatturato dell'event planner forfettario è il suo fee professionale, non i costi dei fornitori che gestisce per conto del cliente. Capire questa distinzione è fondamentale per strutturare correttamente preventivi, contratti e fatturazione, evitando di avvicinarsi alla soglia €85.000 con costi di terzi che non sono reddito.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (soglia regime forfettario 2026) — calcolato sul solo fee professionale dell'event planner, non sui costi dei fornitori anticipati
  • Non esiste un albo professionale obbligatorio per event planner in Italia: nessun requisito formativo di legge per aprire la partita IVA
  • Nessuna partecipazione in società di persone, associazioni professionali o SRL in trasparenza che svolgono attività analoghe
  • Redditi da lavoro dipendente nell'anno precedente non superiori a €35.000 (salvo cessazione del rapporto di lavoro)
  • Spese per collaboratori e dipendenti non superiori a €20.000 lordi annui

Vantaggi

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni (poi 15%) su solo il 67% del fee professionale: un event planner con €40.000 di onorari paga circa €1.340 di imposta nel periodo agevolato
  • Nessuna IVA in fattura: le aziende clienti pagano il fee dell'event planner senza aggiunta del 22% di IVA — vantaggio diretto nel pricing professionale
  • Coefficiente 67%: il 33% del fatturato è automaticamente dedotto come quota forfettaria per telefono, software di gestione, trasferte, materiale promozionale, formazione — senza dover conservare ogni ricevuta
  • Fee professionale separato dai costi fornitori: i costi di location, catering, allestimento, intrattenimento che l'event planner gestisce per conto del cliente non entrano nel suo fatturato se correttamente strutturati come mandato con rappresentanza
  • Multi-committenza: puoi gestire più eventi contemporaneamente per clienti diversi — aziende, istituzioni, enti no-profit — con la stessa partita IVA
  • Nessuna ritenuta d'acconto subita: le aziende committenti non trattengono il 20% sui tuoi onorari — incassi sempre l'intero fee fatturato

Considerazioni

  • La gestione dei costi dei fornitori è il punto più delicato per l'event planner forfettario. Esistono due strutture: (1) Mandato con rappresentanza — l'event planner acquista servizi in nome e per conto del cliente, che paga direttamente i fornitori o rimborsa le spese anticipate: questi importi NON entrano nel fatturato dell'event planner. (2) Subappalto — l'event planner acquista i servizi in proprio e li rifattura al cliente con un mark-up: in questo caso TUTTO il rifatturato (incluso il costo dei fornitori) entra nel fatturato forfettario, avvicinando rapidamente la soglia €85.000. Struttura correttamente i contratti per evitare quest'ultima situazione
  • Il coefficiente 67% lascia una deduzione forfettaria del 33%: per chi ha costi operativi reali molto bassi (lavoro prevalentemente da casa, pochi spostamenti, pochi strumenti), il forfettario è molto conveniente. Chi invece ha costi di struttura significativi potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario
  • Attenzione alla stagionalità: il business degli eventi è fortemente stagionale (concentrato in primavera e autunno per eventi aziendali, estate per eventi culturali e festival). Pianifica la liquidità per i periodi di bassa stagione e monitora il progressivo del fatturato nei mesi di picco
  • La soglia €85.000 sul solo fee professionale è più difficile da superare rispetto ad altre professioni, ma non impossibile per event planner di successo con clienti corporate di grandi dimensioni
  • Non esiste un albo, ma esistono associazioni di categoria (Meeting Professionals International, AIMP, ecc.) che certificano le competenze: non obbligatorie ma utili per la credibilità professionale

Come fare passo per passo

1

Definire la struttura della propria attività e del fee professionale

Prima di aprire la partita IVA, definire chiaramente come si strutturerà il rapporto con i clienti e come si calcolerà e fatturerà il proprio compenso professionale.

  • Fee fisso per evento: compenso definito indipendentemente dal budget dell'evento — il più semplice da gestire nel forfettario
  • Fee percentuale sul budget evento: percentuale (tipicamente 10-20%) del budget totale dell'evento — attenzione: se si rifatturano i fornitori, tutto il budget rifatturato entra nel fatturato forfettario
  • Fee + rimborso spese in mandato: fee professionale fisso + rimborso documentato delle spese anticipate per conto del cliente (mandato con rappresentanza) — la struttura più efficiente per il forfettario
  • Definire sempre per iscritto nel contratto se i costi dei fornitori sono a carico del cliente (pagati direttamente o rimborsati documentalmente) o inclusi nel fee dell'event planner
2

Scegliere il codice ATECO corretto

Il codice ATECO 82.30.00 è il riferimento per l'organizzazione professionale di eventi, convegni e fiere.

  • ATECO 82.30.00 — 'Organizzazione di convegni e fiere' — Coefficiente 67%
  • Comprende: organizzazione di congressi, conferenze, eventi aziendali, lanci di prodotto, fiere, festival, eventi culturali
  • Se l'attività è prevalentemente di wedding planning (matrimoni): il codice 82.30.00 è applicabile ma esiste già una guida dedicata al wedding planner — la distinzione è principalmente operativa, non fiscale
  • Per event planner che si occupa anche di comunicazione e ufficio stampa degli eventi: valuta l'aggiunta di un secondo ATECO o scegli quello prevalente
3

Aprire la partita IVA con il Modello AA9/12

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate indicando il codice ATECO 82.30.00 e dichiarando l'adesione al regime forfettario.

  • Compilare online tramite ENTRATEL/FISCONLINE con SPID o CIE, oppure recarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate
  • Barrare la casella per l'adesione al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014)
  • La partita IVA è attiva immediatamente allo sportello o entro 7 giorni online
4

Iscriversi all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, registrarsi alla Gestione Separata INPS per il versamento dei contributi previdenziali.

  • Accedere al portale INPS con SPID o CIE → 'Gestione Separata — Iscrizione lavoratori autonomi'
  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (fatturato × 67% − contributi versati)
  • Contributi versati con F24: acconto a novembre, saldo a giugno dell'anno successivo
  • I contributi si deducono integralmente dal reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta sostitutiva
5

Strutturare i contratti con i clienti

Il contratto con il cliente è il documento più importante per l'event planner forfettario: definisce il fee, le responsabilità e — crucialmente — il trattamento dei costi dei fornitori.

  • Specificare chiaramente il compenso professionale dell'event planner (fee fisso, percentuale o orario)
  • Se si anticipano costi per conto del cliente: indicare esplicitamente che l'event planner agisce come mandatario del cliente e che i costi anticipati saranno rimborsati a piè di lista con ricevute originali
  • Includere le condizioni di pagamento: acconto (tipicamente 30-50%) alla firma del contratto, saldo al termine dell'evento
  • Definire le condizioni di recesso e penali per cancellazione — eventi cancellati all'ultimo minuto sono una delle principali cause di contenzioso per gli event planner
  • Per eventi con budget elevato: considera la polizza eventi obbligatoria richiesta da alcune location e la RC professionale
6

Gestire il network di fornitori

L'event planner lavora con un network di fornitori (location, catering, allestitori, tecnici, intrattenitori). Definire i rapporti commerciali corretti per non impattare il fatturato forfettario.

  • Modalità preferita nel forfettario: il cliente paga direttamente i fornitori su tua indicazione, oppure ti rimborsa le spese documentate — i costi dei fornitori non passano dalla tua fattura
  • Se vuoi includere i servizi nel tuo preventivo (metodo 'chiavi in mano'): consapevole che tutto ciò che rifatturi al cliente entra nel tuo fatturato forfettario e avvicina la soglia €85.000
  • Richiedi sempre fattura intestata al cliente (non a te) quando possibile — aiuta a mantenere la chiarezza contabile
  • Mantieni un database fornitori con referenze, prezzi e condizioni: è il tuo asset professionale più importante
7

Emettere fatture elettroniche con le diciture corrette

Ogni fee professionale va fatturato tramite SDI con le diciture obbligatorie del regime forfettario.

  • Dicitura obbligatoria: 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, della Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario'
  • Nessun addebito IVA. Bollo virtuale €2 per fatture sopra €77,47 a soggetti privati
  • Per aziende committenti: aggiungere 'non soggetto a ritenuta ai sensi dell'art. 1, co. 67, L. 190/2014'
  • Fattura l'acconto alla firma del contratto e il saldo all'evento — il reddito si considera incassato alla data di ricezione di ogni pagamento (principio di cassa)
8

Dichiarazione dei redditi e versamento imposte

Ogni anno compilare il Modello Redditi PF (Quadro LM) per versare l'imposta sostitutiva e conguagliare i contributi INPS Gestione Separata.

  • Reddito imponibile = fee professionale incassato × 67% − contributi INPS versati nell'anno
  • Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività)
  • Termine dichiarazione: 30 settembre; saldo imposte: giugno; acconto: novembre
  • OpenIVA calcola automaticamente imponibile, imposta e contributi con il progressivo aggiornato in tempo reale

Documenti necessari

  • Documento d'identità valido e Codice Fiscale
  • Modello AA9/12 compilato per apertura partita IVA in regime forfettario
  • Credenziali SPID o CIE per accesso ai portali Agenzia delle Entrate e INPS
  • Contratto tipo di organizzazione eventi (definisce fee, responsabilità, gestione fornitori)
  • Polizza RC professionale (fortemente consigliata per eventi con pubblico)
  • Dichiarazione di regime forfettario da allegare ai clienti aziendali per esonero ritenuta d'acconto

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Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Event Planner?

Coeff. 67%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

2595 €

Contributi INPS est.

6151 €

Totale tasse + contributi

8746 €

25.0% del fatturato

Accantona/mese

729 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Il budget dell'evento che gestisco per il cliente entra nel mio fatturato forfettario?

Dipende da come strutturi il rapporto. Se agisci come mandatario del cliente (lui paga direttamente i fornitori o ti rimborsa le spese anticipate con documenti intestati a lui), i costi dei fornitori NON entrano nel tuo fatturato forfettario: fatturi solo il tuo fee professionale. Se invece acquisti i servizi in proprio e li rifatturi al cliente (metodo 'chiavi in mano' con mark-up), TUTTO il rifatturato entra nel tuo fatturato — inclusi i costi di location, catering, allestimento. Per un event planner forfettario con eventi da €50.000 di budget, questa distinzione può fare la differenza tra stare nel regime e uscirne. Struttura i contratti con la modalità mandato con rappresentanza e usa sempre la prima struttura.

Posso organizzare sia eventi aziendali che eventi privati (feste, compleanni, battesimi) con la stessa partita IVA?

Sì, il codice ATECO 82.30.00 copre sia gli eventi professionali/aziendali che quelli privati. Non c'è distinzione fiscale tra organizzare un congresso aziendale e una festa di compleanno di lusso o un evento privato. Tutto il fatturato (solo i tuoi fee professionali) confluisce sulla stessa partita IVA. L'unica differenza pratica è che per gli eventi privati i clienti sono persone fisiche e non puoi addebitare IVA — il che rende le tue tariffe più competitive rispetto a un concorrente in regime ordinario.

Ho bisogno di una certificazione o di un corso specifico per lavorare come event planner?

No, non esiste un albo professionale obbligatorio per event planner in Italia. Puoi aprire la partita IVA e iniziare a lavorare senza alcun titolo di studio o certificazione obbligatoria. Detto questo, il settore è molto competitivo e le certificazioni internazionali (CMP — Certified Meeting Professional di MPI, o DMP — Digital Event Strategist) aumentano credibilità e possibilità di accedere a clienti corporate di livello elevato. Anche corsi di project management (PMP) o di marketing degli eventi sono apprezzati dai clienti aziendali.

Come gestisco la RC professionale per gli eventi: devo stipularla per ogni evento?

Puoi scegliere tra due approcci: una polizza RC professionale annuale (copre tutti gli eventi che organizzi nell'anno, solitamente con massimali per singolo sinistro e annuali) o una polizza per singolo evento (stipulata caso per caso per eventi di grande portata con rischi specifici). Per event planner professionisti con più eventi all'anno, la polizza annuale è più economica e conveniente. Per eventi con un numero elevato di partecipanti o con attività ad alto rischio (concerti, eventi sportivi, eventi all'aperto), molte location richiedono una polizza eventi specifica intestata all'evento — separata dalla tua RC professionale.

Posso usare collaboratori (fotografi, DJ, tecnici) e restare nel regime forfettario?

Sì, puoi avere collaboratori, ma con un limite preciso: le spese per collaboratori e dipendenti non devono superare €20.000 lordi annui. Se i collaboratori lavorano con partita IVA propria (es. fotografo forfettario, DJ autonomo), il loro compenso è un costo dell'evento — non un costo del tuo studio. In questo caso, il loro pagamento dovrebbe essere gestito come costo anticipato per conto del cliente (rimborso documentato) e NON come tuo costo diretto che supera la soglia €20.000. Se invece li assumi come dipendenti o li remuneri direttamente oltre €20.000, esci dal regime forfettario.