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Guide regime forfettario per professione
Professioni Creative

REGIME
FORFETTARIO
PER INTERIOR DESIGNER

Guida completa al regime forfettario per interior designer e arredatori d'interni: codice ATECO 74.10.29, contributi INPS, vantaggi fiscali e procedura step-by-step per aprire la partita IVA nel 2026.

Aprire la partita IVA forfettaria come interior designer nel 2026 è la scelta fiscale più conveniente per chi progetta spazi residenziali e commerciali, offre consulenze d'arredo, svolge home staging o lavora come arredatore freelance. Il regime forfettario per interior designer prevede un coefficiente di redditività del 78% e un'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni), senza addebito IVA sulle prestazioni intellettuali e con una contabilità ridotta al minimo. Con codice ATECO 74.10.29, questa attività rientra pienamente nel regime agevolato senza la necessità di albi o abilitazioni obbligatorie, permettendo di avviare l'attività in tempi rapidi e con costi minimi.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 derivante da attività di progettazione d'interni, consulenza d'arredo e servizi correlati
  • Non partecipare come socio a società di persone, studi associati o SRL trasparenti che svolgono attività di design e progettazione riconducibile alla propria
  • Non aver percepito nell'anno precedente redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a €35.000 (salvo cessazione del rapporto)
  • Attività prevalentemente intellettuale e di consulenza: se la componente di fornitura di arredi e materiali supera quella di progettazione, valutare l'iscrizione come ditta commerciale
  • Assenza di cause ostative previste dall'art. 1 c. 57 Legge 190/2014 (partecipazioni societarie incompatibili)

Vantaggi

  • Risparmio fiscale fino all'80% nei primi 5 anni con imposta sostitutiva al 5%, contro le aliquote IRPEF ordinarie fino al 43% sul reddito netto
  • Nessun albo o abilitazione obbligatoria: chiunque abbia competenze in design d'interni può aprire la partita IVA e iniziare immediatamente
  • Nessun addebito IVA sulle parcelle ai clienti privati e alle aziende: preventivi più competitivi e comunicazione più trasparente
  • Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica, solo conservazione delle fatture emesse per 5 anni
  • Esonero totale da IRAP, ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e studi di settore, eliminando gran parte degli adempimenti annuali
  • Possibilità di cumulare progettazione, consulenza, home staging e direzione cantiere nella stessa partita IVA, purché il totale non superi €85.000

Considerazioni

  • L'IVA su acquisti professionali (software CAD/rendering, campionari materiali, abbonamenti a piattaforme di progetto) non è detraibile: è un costo definitivo
  • Non si possono dedurre analiticamente le spese (trasferte per sopralluoghi, formazione, noleggio attrezzatura fotografica): il reddito si determina solo con il coefficiente del 78%
  • Chi fornisce anche arredi e materiali come rivenditore deve valutare con un commercialista se l'attività è classificabile come commercio: in quel caso il forfettario potrebbe non essere il regime più adatto
  • Superando €85.000 di fatturato nell'anno si esce dal regime dall'anno successivo; superando €100.000 si esce immediatamente
  • Per chi ha investimenti elevati in strumentazione professionale (plotter, stampanti 3D, campionari) il regime ordinario con deduzione dei costi potrebbe risultare più conveniente

Come fare passo per passo

1

Scegliere il codice ATECO corretto

Il codice ATECO per l'interior designer e arredatore freelance è il 74.10.29 - Altre attività di design.

  • Codice ATECO: 74.10.29 - Altre attività di design
  • Sezione: M - Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Coefficiente di redditività applicabile: 78%
  • Il codice 74.10.29 si applica a: progettazione d'interni, arredamento, home staging, consulenza di stile, direzione lavori d'arredo
  • Se vendi anche arredi come rivenditore (attività commerciale), potrebbe essere necessario il codice 47.59.xx: valutare con un commercialista
2

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate

Aprire la partita IVA compilando il Modello AA9/12 per persone fisiche, indicando il regime forfettario e il codice ATECO 74.10.29.

  • Compilare online tramite ENTRATEL/FISCONLINE o recarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate
  • Indicare il codice ATECO 74.10.29 nel riquadro dedicato all'attività principale
  • Barrare la casella per l'adesione al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014)
  • La partita IVA viene assegnata immediatamente allo sportello o entro 7 giorni per la procedura online
  • Non è richiesta nessuna iscrizione alla Camera di Commercio per l'attività intellettuale di design
3

Iscriversi all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, iscriversi alla Gestione Separata INPS per versare i contributi previdenziali obbligatori.

  • Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione 'Gestione Separata - Iscrizione lavoratori autonomi'
  • Indicare il numero di partita IVA appena assegnato e il codice ATECO 74.10.29
  • Aliquota contributiva: 26.23% sul reddito netto forfettario (fatturato × 78%, al netto dei contributi già versati)
  • I contributi si versano con F24 nelle scadenze fiscali annuali: giugno (saldo + primo acconto) e novembre (secondo acconto)
  • I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta sostitutiva
4

Definire i contratti di incarico con i clienti

Per l'interior designer è fondamentale formalizzare per iscritto ogni incarico professionale, definendo chiaramente le prestazioni incluse e le modalità di pagamento.

  • Redigere un contratto di incarico professionale per ogni progetto che specifichi: oggetto (progettazione, direzione lavori, home staging), corrispettivo, tempi di consegna e modalità di pagamento
  • Distinguere chiaramente le fasi: concept e progetto preliminare, progetto esecutivo, direzione lavori, acquisto arredi per conto del cliente
  • Prevedere acconti alla firma del contratto (tipicamente 30-50% del totale) e saldo alla consegna dei progetti o al completamento
  • Specificare i diritti d'autore sui render e sui progetti: in genere restano al designer salvo cessione esplicita
5

Aprire un conto corrente dedicato all'attività

Separare le finanze personali da quelle professionali è essenziale, soprattutto quando si gestiscono acquisti per conto dei clienti.

  • Aprire un conto corrente bancario dedicato esclusivamente all'attività di interior design
  • Se gestisci acquisti di arredi o materiali per conto del cliente, mantenere un conto separato per questi flussi: evita di confondere i tuoi compensi con le somme dei clienti
  • Dotarsi di carta di credito o bancomat aziendale per le spese professionali (campionari, trasferte, software)
  • Accantonare mensilmente circa 20-24% del fatturato per far fronte ai contributi INPS e all'imposta sostitutiva
6

Attrezzarsi con gli strumenti professionali

L'interior designer freelance ha bisogno di software di progettazione e di una presenza digitale professionale per acquisire clienti.

  • Software di progettazione: AutoCAD, SketchUp, Revit, Sweet Home 3D o Planner 5D — scegliere in base alla tipologia di progetti
  • Software di rendering: Lumion, V-Ray, Corona Renderer per presentazioni fotorealistiche ai clienti
  • Portafoglio online: un sito web o profilo Houzz/Behance con i propri progetti è indispensabile per acquisire clienti
  • I costi di questi software e abbonamenti, pur non essendo deducibili analiticamente nel forfettario, sono investimenti necessari da pianificare nel budget
7

Attivare la fatturazione elettronica

Dal 2024 tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari, sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite SDI.

  • Scegliere un software di fatturazione elettronica certificato (Fatture in Cloud, Aruba, o altri intermediari accreditati SDI)
  • Registrare il proprio indirizzo telematico (PEC o codice destinatario SDI) nel portale dell'Agenzia delle Entrate
  • Ogni fattura deve riportare la dicitura: 'Operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, cc. 54-89, L. 190/2014'
  • Applicare la marca da bollo virtuale di €2,00 sulle fatture superiori a €77,47 verso clienti privati (soggetti non IVA)
  • Per acquisti di arredi o materiali effettuati per conto del cliente in nome proprio, emettere fattura di rimborso spese separata
8

Prima dichiarazione dei redditi con Quadro LM

Nell'anno successivo all'apertura, presentare il Modello Redditi Persone Fisiche indicando i redditi forfettari nel Quadro LM.

  • Compilare il Quadro LM: sommare tutte le parcelle incassate nell'anno e applicare il coefficiente 78% per ottenere il reddito imponibile lordo
  • Sottrarre i contributi INPS Gestione Separata effettivamente versati nell'anno per ottenere la base imponibile netta
  • Calcolare l'imposta sostitutiva del 5% (nuova attività, primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno in poi)
  • Versare acconto e saldo con F24 nei termini previsti (giugno e novembre)
  • Conservare per almeno 5 anni tutte le fatture emesse, i contratti di incarico e la documentazione dei versamenti contributivi

Documenti necessari

  • Documento di identità valido (carta d'identità o passaporto)
  • Codice fiscale
  • SPID, CIE o CNS per accesso ai portali telematici (Agenzia delle Entrate, INPS)
  • Indirizzo PEC professionale per la fatturazione elettronica e le comunicazioni ufficiali
  • Portfolio professionale (sito web, profilo Houzz o Behance) — non obbligatorio per legge, ma essenziale per acquisire clienti
  • Eventuale polizza RC professionale (non obbligatoria per legge ma consigliata per danni causati da errori progettuali)
  • IBAN del conto corrente dedicato all'attività per i versamenti F24

Simula le tue tasse

Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Interior Designer?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

L'interior designer ha bisogno di un albo professionale o di un titolo di studio specifico?

No. In Italia la professione di interior designer non è una professione ordinistica: non esiste un albo obbligatorio né un titolo di studio richiesto per legge. Chiunque può aprire la partita IVA come interior designer. Questo è un vantaggio rispetto a professioni come architetto o ingegnere (che richiedono laurea ed esame di Stato), ma comporta anche una maggiore competitività sul mercato: il portfolio e l'esperienza diventano i tuoi principali differenziatori.

Posso acquistare arredi per i clienti e fatturare la fornitura con la partita IVA forfettaria?

Se acquisti arredi e materiali in nome del cliente (come suo mandatario), incassi solo la parcella professionale e la fornitura non transita nel tuo fatturato. Se invece acquisti in nome tuo e rivendi al cliente con un margine, quella diventa un'attività commerciale: il codice ATECO cambia, potresti dover aprire una posizione CCIAA e il regime forfettario potrebbe non essere adatto. La distinzione è sottile ma fiscalmente rilevante: chiarisci con un commercialista come strutturare gli acquisti prima di procedere.

Come gestisco gli acconti e i pagamenti a rate dei clienti?

In regime forfettario il momento fiscalmente rilevante è la data di emissione della fattura, non l'incasso. Per i progetti con pagamenti rateali, puoi emettere la fattura a completamento del servizio o emettere fatture parziali per ogni stato avanzamento lavori. Per gli acconti alla firma del contratto, emetti una fattura di acconto (che contribuisce al fatturato dell'anno) e poi una fattura a saldo alla consegna. Tieni monitorato il totale delle fatture emesse nell'anno per non superare il tetto di €85.000.

Posso lavorare per clienti stranieri o con agenzie internazionali?

Sì. Puoi fatturare a clienti UE e extra-UE con la partita IVA forfettaria. Per clienti UE con partita IVA estera, la fattura non include IVA (il cliente applica il reverse charge nel proprio paese) e devi iscriverti al VIES (sportello Agenzia delle Entrate) se superi €10.000 di operazioni UE nell'anno. Per clienti extra-UE non ci sono adempimenti IVA aggiuntivi. In entrambi i casi i compensi si sommano al fatturato complessivo verso il tetto di €85.000.

Cosa succede se supero €85.000 di fatturato come interior designer forfettario?

Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, esci dal regime forfettario a partire dall'1 gennaio dell'anno successivo, adottando il regime ordinario con IVA al 22% sulle parcelle e contabilità completa. Se superi €100.000 nell'anno in corso, esci immediatamente dal regime forfettario da quella data. In entrambi i casi è fondamentale monitorare il fatturato progressivo durante l'anno ed eventualmente spostare alcune fatture all'anno successivo se sei vicino alla soglia.