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Guide regime forfettario per professione
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REGIME
FORFETTARIO
PER FOTOGRAFO

Guida completa al regime forfettario per fotografi: codice ATECO 74.20.19, contributi INPS, vantaggi fiscali e procedura step-by-step per aprire la partita IVA nel 2026.

Aprire la partita IVA forfettaria come fotografo nel 2026 è la scelta fiscale più vantaggiosa per chi esercita la fotografia professionale in autonomia. Il regime forfettario per fotografi prevede un coefficiente di redditività del 78% e un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (5% per i primi 5 anni di nuova attività), senza addebito IVA in fattura e senza la complessità della contabilità ordinaria. Con codice ATECO 74.20.19, la fotografia professionale rientra pienamente nel regime agevolato: che tu faccia reportage, fotografia di matrimoni, ritratti, fotografia commerciale o di prodotto, questa guida ti accompagna passo per passo nell'apertura della tua partita IVA da fotografo freelance.

Requisiti

  • Fatturato annuo non superiore a €85.000 (soglia regime forfettario 2026) derivante da attività fotografica
  • Non partecipare come socio a società di persone, studi associati o SRL trasparenti che svolgono attività fotografica o assimilata
  • Non aver percepito nell'anno precedente redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a €35.000 (salvo cessazione del rapporto)
  • Non aver acquistato beni strumentali per importi superiori a €20.000 nell'anno precedente (limite beni materiali e immateriali)
  • Assenza di cause ostative previste dall'art. 1 c. 57 Legge 190/2014 (es. partecipazione in SRL con controllo diretto dell'attività)

Vantaggi

  • Risparmio fiscale fino all'80% nei primi 5 anni grazie all'imposta sostitutiva al 5%, contro le aliquote IRPEF ordinarie fino al 43%
  • Nessun addebito IVA sulle fatture ai clienti privati e alle aziende: preventivi più competitivi rispetto ai fotografi in regime ordinario
  • Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione trimestrale, solo conservazione delle fatture emesse per 5 anni
  • Esonero totale da IRAP, ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e studi di settore, con drastica riduzione degli adempimenti burocratici
  • Ritenuta d'acconto non applicata sui compensi: dichiarare il regime forfettario al cliente per evitare trattenute in fattura
  • Libertà di operare per clienti privati, agenzie, aziende, riviste e piattaforme digitali con la stessa partita IVA, senza restrizioni di categoria

Considerazioni

  • L'IVA su attrezzatura fotografica (fotocamere, obiettivi, flash, droni, software di editing) non è detraibile: è un costo definitivo che incide sulla convenienza del regime per chi ha investimenti elevati
  • Non si possono dedurre analiticamente spese di trasferta, affitto studio, noleggio attrezzatura o formazione: il reddito si determina solo con il coefficiente del 78%
  • Superando €85.000 di fatturato nell'anno si esce dal regime dall'anno successivo; superando €100.000 si esce immediatamente con obbligo di applicare IVA
  • I contributi INPS Gestione Separata al 26.23% si calcolano sul reddito netto forfettario: pianificare l'accantonamento mensile per far fronte ai versamenti
  • Chi ha investimenti in attrezzatura molto elevati (superiori a €15.000-20.000 annui) potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario con deduzione analitica dei costi

Come fare passo per passo

1

Scegliere il codice ATECO corretto

Il codice ATECO per il fotografo professionista è il 74.20.19 - Altre attività di ripresa fotografica.

  • Codice ATECO: 74.20.19 - Altre attività di ripresa fotografica
  • Sezione: M - Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Coefficiente di redditività applicabile: 78%
  • Se l'attività principale è la fotografia di matrimoni o eventi (fotogiornalismo), il codice rimane 74.20.19 — non cambia in base alla specializzazione
  • Per chi vende anche stampe fotografiche come opere d'arte, potrebbe applicarsi il codice 90.03.09: valutare con un consulente in base all'attività prevalente
2

Presentare il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate

Aprire la partita IVA compilando il Modello AA9/12 per persone fisiche, indicando il regime forfettario e il codice ATECO 74.20.19.

  • Compilare online tramite ENTRATEL/FISCONLINE o recarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate più vicino
  • Indicare il codice ATECO 74.20.19 nel riquadro dedicato all'attività principale
  • Barrare la casella per l'adesione al regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014)
  • La partita IVA viene assegnata immediatamente allo sportello o entro 7 giorni per la procedura online
  • Conservare il modello ricevuto come prova dell'apertura dell'attività
3

Iscrizione all'INPS Gestione Separata

Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, iscriversi alla Gestione Separata INPS per versare i contributi previdenziali obbligatori.

  • Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione 'Gestione Separata - Iscrizione lavoratori autonomi'
  • Indicare il numero di partita IVA appena assegnato e il codice ATECO 74.20.19
  • Aliquota contributiva: 26.23% sul reddito netto forfettario (fatturato × 78%, al netto dei contributi già versati)
  • I contributi si versano con F24 entro le scadenze fiscali annuali (giugno per saldo + primo acconto, novembre per secondo acconto)
  • I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta sostitutiva
4

Valutare se iscriversi all'INAIL

Per il fotografo freelance che lavora prevalentemente in studio o in esterno senza rischi particolari, l'INAIL generalmente non è obbligatoria.

  • Fotografi di studio (ritratto, prodotto, moda): INAIL non obbligatoria
  • Fotografi che lavorano in cantieri, industria o contesti ad alto rischio: valutare l'obbligo INAIL o una polizza infortuni privata
  • Droni e aerofotografia: verificare le assicurazioni specifiche previste dalla normativa ENAC (non INAIL)
  • In caso di collaboratori o assistenti, INAIL diventa obbligatoria per loro
5

Aprire un conto corrente dedicato all'attività

Separare le finanze personali da quelle professionali è fondamentale per una gestione ordinata e per documentare i flussi di cassa.

  • Aprire un conto corrente bancario o postale da utilizzare esclusivamente per l'attività fotografica
  • Accreditare su questo conto tutti i compensi professionali e addebitare le spese inerenti l'attività
  • Dotarsi di POS (fisico o virtuale) per incassare i pagamenti dei clienti con carta, sempre più richiesti per servizi fotografici
  • Tenere traccia delle spese (attrezzatura, materiali, software): pur non essendo deducibili analiticamente, documentarle serve per valutare la convenienza del regime nel tempo
6

Attivare la fatturazione elettronica

Dal 2024 tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari, sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI).

  • Scegliere un software di fatturazione elettronica certificato (Fatture in Cloud, Aruba, Fattureincloud, o piattaforme integrate con SDI)
  • Registrare il proprio indirizzo telematico (codice destinatario SDI o PEC) nel portale Agenzia delle Entrate
  • Ogni fattura deve riportare la dicitura obbligatoria: 'Operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, cc. 54-89, L. 190/2014'
  • Applicare la marca da bollo virtuale di €2,00 sulle fatture superiori a €77,47 emesse verso soggetti non IVA (privati, famiglie)
  • Per clienti aziendali (B2B), le fatture transitano tramite SDI e non è necessaria la marca da bollo
7

Gestire i contratti fotografici e i diritti d'autore

Per attività fotografiche più strutturate (matrimoni, commerciale, editorial) è fondamentale definire contrattualmente i termini di utilizzo delle immagini.

  • Redigere un contratto per ogni servizio fotografico che definisca: oggetto, corrispettivo, diritti ceduti, termini di consegna
  • I compensi per cessione dei diritti d'autore sulle fotografie possono essere fatturati separatamente: valutare la tassazione specifica
  • Per la fotografia di matrimoni, specificare se la quota include anche la stampa, l'album o solo il file digitale
  • Tutelare le immagini con filigrana o contratto di licenza d'uso per clienti che acquistano foto a fini commerciali
8

Prima dichiarazione dei redditi con Quadro LM

Nell'anno successivo all'apertura, presentare il Modello Redditi Persone Fisiche indicando i redditi forfettari nel Quadro LM.

  • Compilare il Quadro LM: sommare tutti i compensi dell'anno e applicare il coefficiente 78% per ottenere il reddito imponibile lordo
  • Sottrarre i contributi INPS Gestione Separata effettivamente versati nell'anno per ottenere la base imponibile netta
  • Calcolare l'imposta sostitutiva del 5% (nuova attività, primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno in poi)
  • Versare acconto e saldo con F24 nelle scadenze ordinarie (giugno e novembre)
  • Conservare per almeno 5 anni tutte le fatture emesse, i contratti e la documentazione dei versamenti contributivi

Documenti necessari

  • Documento di identità valido (carta d'identità o passaporto)
  • Codice fiscale
  • SPID, CIE o CNS per accesso ai portali telematici (Agenzia delle Entrate, INPS)
  • Indirizzo PEC professionale per la fatturazione elettronica e le comunicazioni ufficiali
  • Eventuale certificato di iscrizione a un'associazione di categoria fotografica (non obbligatorio, ma utile per credibilità professionale)
  • Polizza RC professionale (non obbligatoria per legge ma fortemente consigliata per danni a terzi durante i servizi fotografici)
  • IBAN del conto corrente dedicato all'attività per i versamenti F24

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Stima rapida 2026

Quanto paghi di tasse come Fotografo?

Coeff. 78%
35.000 €
€5.000€85.000
Aliquota:

Imposta sostitutiva

3021 €

Contributi INPS est.

7161 €

Totale tasse + contributi

10.182 €

29.1% del fatturato

Accantona/mese

848 €

* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.

Calcolo completo con acconti e scadenze

FAQ

Come funziona l'IVA sull'acquisto di attrezzatura fotografica in regime forfettario?

In regime forfettario non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti. Se compri una fotocamera da €2.000 + IVA 22% (€440), paghi €2.440 e i €440 di IVA diventano un costo definitivo non recuperabile. Questo è il principale svantaggio del forfettario per i fotografi che fanno investimenti significativi in attrezzatura. Se prevedi acquisti annui superiori a €5.000-10.000, calcola attentamente la convenienza del regime confrontandolo con il regime ordinario, in cui l'IVA è detraibile e i costi sono deducibili analiticamente.

Posso emettere fattura per servizi fotografici e anche per i diritti d'autore sulle foto?

Sì. I compensi per la prestazione fotografica e quelli per la cessione dei diritti d'autore possono essere fatturati separatamente o nella stessa fattura. In regime forfettario entrambe le voci rientrano nel fatturato complessivo verso il tetto di €85.000. Se vuoi separare il corrispettivo per i diritti d'autore (che ha una tassazione agevolata specifica nel regime ordinario), valuta con un commercialista se è conveniente mantenere il forfettario o passare al regime ordinario una volta che i diritti diventano una componente rilevante del fatturato.

Fotografo di matrimoni: come gestisco caparre e pagamenti in più rate?

Il momento fiscalmente rilevante è la data di emissione della fattura, non l'incasso effettivo. Per i matrimoni, il consiglio pratico è emettere la fattura al momento del matrimonio (o della consegna del materiale), non alla ricezione della caparra. La caparra va documentata con ricevuta non fiscale o con acconto fattura. Questo ti permette di distribuire il fatturato nell'anno corretto e controllare meglio il tetto degli €85.000 per anno solare.

Posso lavorare sia per privati che per agenzie e aziende con la stessa partita IVA forfettaria?

Sì, puoi fatturare sia a clienti privati (matrimoni, ritratti, eventi familiari) che a clienti business (agenzie pubblicitarie, aziende per fotografia di prodotto, riviste per reportage). Tutti i compensi si sommano verso il tetto unico di €85.000. Per i clienti aziendali, le fatture transitano obbligatoriamente via SDI con codice destinatario o PEC; per i privati, la fattura elettronica va emessa lo stesso ma senza indicare un codice destinatario specifico.

Cosa succede se supero €85.000 di fatturato nell'anno in corso?

Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, esci dal regime forfettario a partire dall'1 gennaio dell'anno successivo, adottando il regime ordinario con gestione IVA, registri contabili e dichiarazioni periodiche. Se superi €100.000 nell'anno in corso, esci immediatamente dal regime forfettario: devi applicare l'IVA sulle fatture emesse dalla data di superamento. In entrambi i casi è fondamentale monitorare il fatturato progressivo durante l'anno per evitare sorprese a dicembre.