Apri la partita IVA forfettaria come osteopata nel 2026. Codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi INPS e tutto ciò che devi sapere sulla professione regolamentata.
Aprire la partita IVA forfettaria come osteopata nel 2026 è la scelta fiscale più vantaggiosa per chi esercita la professione sanitaria di osteopata in forma autonoma. Dopo il riconoscimento ufficiale della professione con la legge 3/2018, l'osteopatia è diventata una delle professioni sanitarie a più alta crescita in Italia: si stima che oltre 10.000 professionisti esercitino la disciplina, con una domanda in costante aumento da parte di pazienti con problematiche muscolo-scheletriche, posturali e viscerali.
Il codice ATECO 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.) è quello più utilizzato dagli osteopati liberi professionisti. Con un coefficiente di redditività del 78%, su €35.000 di onorari annui il reddito imponibile è €27.300: dopo la deduzione dei contributi INPS, l'imposta sostitutiva è circa €700-1.400 nei primi 5 anni (al 5%), contro i €8.000-12.000 che si pagherebbero in regime ordinario. Anche dal sesto anno, con l'aliquota al 15%, il risparmio rimane molto significativo.
Un aspetto importante: le prestazioni osteopatiche rientrano nella categoria delle prestazioni sanitarie esenti da IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, a condizione che siano rese da un professionista abilitato e con finalità terapeutiche. Nel regime forfettario questa esenzione non crea problemi (l'IVA non si applica comunque), ma è utile conoscerla per il futuro e per eventuali rapporti con strutture sanitarie convenzionate.
Assicurati che il tuo titolo di studio in osteopatia sia conforme ai requisiti della legge 3/2018 e dei relativi decreti attuativi del Ministero della Salute. Verifica l'eventuale stato di costituzione dell'Albo degli Osteopati nella tua provincia.
Il codice ATECO 86.90.29 è quello più appropriato per l'osteopata libero professionista. Presenta il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate comunicando l'adesione al regime forfettario.
Come osteopata libero professionista, versi i contributi previdenziali all'INPS Gestione Separata con aliquota del 26,23%. L'iscrizione avviene in automatico con la prima dichiarazione dei redditi, ma è consigliabile registrarsi preventivamente sul portale INPS.
Obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari. Per le prestazioni sanitarie terapeutiche, utilizza il codice natura N4 (operazioni esenti) con riferimento all'art. 10, n. 18, DPR 633/72.
Prima di iniziare a ricevere pazienti, sottoscrivi una polizza RC professionale adeguata. Organizza la gestione degli appuntamenti, il consenso informato e la tenuta della documentazione clinica.
Tieni aggiornato il registro delle fatture emesse e monitora il fatturato mensile. Pianifica i versamenti INPS e dell'imposta sostitutiva con sufficiente anticipo per evitare problemi di liquidità.
Stima rapida 2026
Imposta sostitutiva
3021 €
Contributi INPS est.
7161 €
Totale tasse + contributi
10.182 €
29.1% del fatturato
Accantona/mese
848 €
* Stima indicativa con INPS Gestione Separata (26,23%). Per acconti, scadenze e piano di pagamento usa il simulatore completo.
Calcolo completo con acconti e scadenzeLa legge 3/2018 ha riconosciuto l'osteopatia come professione sanitaria e prevede la costituzione di un Albo specifico. Fino alla piena operatività dell'Albo, gli osteopati possono esercitare la libera professione con partita IVA forfettaria purché abbiano un titolo di studio conforme ai requisiti minimi stabiliti dai decreti attuativi del Ministero della Salute. Verificare lo stato aggiornato della costituzione dell'Albo presso le associazioni di categoria (FIO, ROI).
Con €35.000 di fatturato: reddito imponibile = €35.000 × 78% = €27.300. Contributi INPS GS (26,23%) ≈ €7.161. Reddito netto ≈ €20.139. Imposta sostitutiva: al 5% (primi 5 anni) = €1.007; al 15% (dal 6° anno) = €3.021. Totale versamenti: circa €8.168 (primi anni) o €10.182 (dal 6° anno). In regime ordinario con gli stessi €35.000 la pressione fiscale totale sarebbe di €12.000-16.000.
Sì, le prestazioni osteopatiche con finalità terapeutiche rese da un professionista abilitato sono esenti da IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, in analogia con le altre prestazioni sanitarie. Nel regime forfettario questa distinzione è meno rilevante (l'IVA non si applica in ogni caso), ma diventa importante se si supera la soglia di €85.000 e si passa al regime ordinario.
Sì, è possibile, ma con un limite importante: il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non deve superare €35.000. Un osteopata che lavora part-time in una struttura sanitaria con stipendio annuo di €22.000 può aprire la partita IVA forfettaria per l'attività autonoma. Se lo stipendio supera €35.000, non è possibile accedere al regime forfettario. Verificare eventuali clausole di esclusiva nel contratto di lavoro.
Conviene valutare il regime ordinario quando: il fatturato supera €85.000 (uscita obbligatoria), si hanno costi analitici elevati (affitto studio, attrezzature, collaboratori) superiori al 22% del fatturato, si vuole detrarre l'IVA sugli acquisti, si intende strutturare l'attività in forma societaria (SRL o STP). Un'analisi comparativa annuale con il commercialista è sempre consigliata a partire dal 4° anno di attività.
Pronto a iniziare?
Approfondisci la fiscalità