Come funziona il tetto di 85.000€ nel regime forfettario: cosa si conta, quando si esce, cosa succede se superi la soglia in corso d'anno e come gestire i casi limite.
Il limite di 85.000 euro è il cuore del regime forfettario: superarlo significa uscire dal regime agevolato e perdere i vantaggi della tassazione al 15%. Ma cosa si conta esattamente? Quando scatta l'uscita? E cosa succede se superi la soglia di 100.000 euro? Questa guida risponde a tutte le domande pratiche.
Non tutti i ricavi concorrono allo stesso modo al calcolo del limite. È fondamentale sapere esattamente cosa includere per evitare errori che potrebbero farti uscire dal regime senza accorgertene.
Non confondere ricavi con reddito imponibile
Il limite di €85.000 si applica ai ricavi lordi (totale fatturato), non al reddito imponibile. Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività (es. 78% per molte professioni). Quindi con €85.000 di fatturato, il reddito imponibile è €66.300.
Alcune somme che transiti sul conto non vanno conteggiate nel limite dei €85.000. Confonderle può portarti a credere di aver superato la soglia quando invece sei ancora nel forfettario.
Più attività con partite IVA diverse
Se hai due partite IVA separate (es. una come persona fisica e una come socio di SRL), le soglie si contano separatamente per ciascuna. Tuttavia, avere una partecipazione in SRL che svolge attività analoga alla tua P.IVA è già una causa ostativa all'accesso al forfettario.
Il superamento della soglia ha conseguenze diverse a seconda dell'entità e del momento in cui avviene. La regola generale è che si esce dal regime dall'anno successivo, ma esiste un'eccezione importante per il superamento dei 100.000 euro.
Esempio pratico
Mario è sviluppatore forfettario. Nel 2026 fattura €95.000. Supera €85.000 ma non €100.000 → continua in forfettario fino al 31/12/2026. Dal 1/1/2027 passa al regime ordinario con IVA e IRPEF a scaglioni. Se invece Mario fattura €110.000 nel 2026, quando supera €100.000 deve applicare l'IVA sulle fatture successive. Entro il 31 ottobre deve presentare la dichiarazione IVA per il periodo ante-uscita.
Avvicinarsi alla soglia dei €85.000 richiede pianificazione. Alcune strategie ti permettono di gestire la situazione in modo consapevole, evitando sorprese fiscali.
Vicino alla soglia? Parla con un commercialista
Quando ti avvicini ai €70.000-75.000 annui, è il momento di fare una simulazione comparativa tra forfettario e regime ordinario con un professionista. La differenza di tassazione può essere significativa, e pianificare in anticipo vale molto di più che gestire l'uscita di emergenza.
Ecco uno schema riassuntivo delle soglie rilevanti nel regime forfettario 2026.
| Situazione | Conseguenza | Quando si applica |
|---|---|---|
| Ricavi ≤ €85.000 | Rimani in forfettario | Continui normalmente l'anno successivo |
| Ricavi €85.001 – €100.000 | Esci dal forfettario | Dal 1° gennaio dell'anno successivo |
| Ricavi > €100.000 | Uscita immediata | Dal momento del superamento in corso d'anno |
| Lavoro dipendente > €35.000 | Non puoi accedere al forfettario | Causa ostativa per l'anno successivo |
No. Superare €85.000 (ma non €100.000) ti fa uscire dal forfettario dal 1° gennaio dell'anno successivo. Fino al 31 dicembre sei ancora in regime forfettario, senza IVA in fattura e con la tassazione al 15%. Solo il superamento di €100.000 causa l'uscita immediata in corso d'anno.
Dipende come vengono addebitati. Se i rimborsi spese sono in fattura come voce separata o inclusi nel compenso, sì — si contano nel limite. Se sono rimborsi 'fuori campo IVA' per spese anticipate per conto del cliente e documentate separatamente (es. biglietti aerei acquistati a nome del cliente), non concorrono al limite.
Sì, puoi rientrare nel regime forfettario negli anni successivi se rientri nei requisiti (ricavi sotto €85.000 e nessun'altra causa ostativa). Non c'è un limite al numero di volte in cui puoi alternare tra forfettario e regime ordinario, purché soddisfi i requisiti ogni anno.
Se entrambe le attività sono sotto la stessa partita IVA, i ricavi si sommano. Se invece hai due partite IVA distinte (situazione rara e generalmente sconsigliata), i limiti si contano separatamente — ma avere due P.IVA per attività analoghe può essere considerata elusione fiscale. Consulta un commercialista.
Se esci per superamento dei €100.000, devi applicare l'IVA sulle fatture emesse dopo il superamento. Devi anche aprire una posizione IVA (comunicazione all'Agenzia delle Entrate) e iniziare a versare l'IVA trimestralmente. Le fatture emesse prima del superamento rimangono valide senza IVA.
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