Tutte le scadenze fiscali per le partite IVA in regime forfettario nel 2026: imposta sostitutiva, contributi INPS, dichiarazione dei redditi e fattura elettronica. Mese per mese.
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Avere il calendario delle scadenze fiscali sempre a portata di mano è fondamentale per non incorrere in sanzioni e interessi. Per una partita IVA in regime forfettario le scadenze sono relativamente poche rispetto al regime ordinario — niente liquidazioni IVA trimestrali, niente LIPE — ma vanno rispettate con precisione. Ecco il calendario completo 2026, aggiornato e verificato.
Le scadenze fiscali di una partita IVA forfettaria si concentrano soprattutto nell'estate (saldo + primo acconto, entro il 20 luglio per i forfettari grazie alla proroga ordinaria) e in autunno (dichiarazione entro il 2 novembre e secondo acconto entro il 30 novembre). Più le rate dei contributi INPS per chi è iscritto alle gestioni Artigiani/Commercianti.
| Scadenza 2026 | Adempimento | Chi è coinvolto |
|---|---|---|
| 18 maggio 2026 | 1ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani e commercianti |
| 20 luglio 2026 | Saldo imposta sostitutiva 2025 + 1° acconto 2026 (50%) — proroga forfettari/ISA, senza maggiorazione | Tutti i forfettari |
| 20 luglio 2026 | Saldo contributi INPS Gestione Separata 2025 + 1° acconto 2026 — proroga forfettari/ISA | Gestione Separata |
| 20 agosto 2026 | Versamento differito di saldo/acconto con maggiorazione +0,80% | Tutti (opzionale) |
| 20 agosto 2026 | 2ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani e commercianti |
| 2 novembre 2026 | Presentazione Modello Redditi PF (anno d'imposta 2025) — il 31 ottobre cade di sabato | Tutti i forfettari |
| 16 novembre 2026 | 3ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani e commercianti |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto imposta sostitutiva 2026 (50%) | Tutti i forfettari |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto contributi INPS Gestione Separata 2026 | Gestione Separata |
| 16 febbraio 2027 | 4ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani e commercianti |
L'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) si versa con il sistema degli acconti e del saldo, esattamente come l'IRPEF. Le scadenze sono le stesse per tutti i forfettari, indipendentemente dall'attività.
Esempio pratico: consulente, fatturato 2025 €42.000, coeff. 78%
Reddito imponibile: €42.000 × 78% = €32.760 Contributi INPS GS versati 2025: €8.200 Base imponibile: €32.760 − €8.200 = €24.560 Imposta sostitutiva 15%: €24.560 × 15% = €3.684 Scadenze 2026: • 20 luglio 2026 (proroga forfettari): saldo 2025 (€3.684 − acconti versati nel 2025) + 1° acconto 2026 (€3.684 × 50% = €1.842) • 30 novembre 2026: 2° acconto 2026 (€3.684 × 50% = €1.842) Totale versato nel 2026 per l'anno corrente: €3.684
I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (sviluppatori, consulenti, psicologi, fisioterapisti, ecc.) versano i contributi contestualmente al pagamento dell'imposta sostitutiva. Non ci sono rate trimestrali fisse.
Attenzione: scadenze INPS GS coincidono con le tasse
Alla scadenza estiva (entro il 20 luglio 2026 per i forfettari) devi pagare contemporaneamente il saldo dell'imposta sostitutiva 2025, il primo acconto dell'imposta sostitutiva 2026, il saldo dei contributi INPS 2025 e il primo acconto dei contributi INPS 2026. L'importo complessivo può essere consistente. Metti da parte i soldi ogni mese — regola pratica: accantonare il 30-35% di ogni fattura incassata.
Chi è iscritto alle gestioni INPS Artigiani o Commercianti (idraulici, elettricisti, parrucchieri, commercianti al dettaglio, ecc.) versa i contributi minimi in 4 rate fisse durante l'anno, indipendentemente dal reddito effettivo.
Contributi fissi: si pagano anche se non fatturi
I contributi minimi delle gestioni Artigiani/Commercianti si pagano indipendentemente dal reddito effettivo. Se fatturi €0, paghi comunque €4.521,36/anno (artigiani) o €4.611,64/anno (commercianti). È un costo fisso dell'attività. Se il reddito imponibile supera il minimale (€18.808 nel 2026), paghi anche un contributo eccedente calcolato sul surplus (aliquota IVS 24% artigiani, 24,48% commercianti).
| Rata | Scadenza 2026 | Importo indicativo Artigiani | Importo indicativo Commercianti |
|---|---|---|---|
| 1ª rata | 18 maggio 2026 | ~€1.130 | ~€1.153 |
| 2ª rata | 20 agosto 2026 | ~€1.130 | ~€1.153 |
| 3ª rata | 16 novembre 2026 | ~€1.130 | ~€1.153 |
| 4ª rata | 16 febbraio 2027 | ~€1.130 | ~€1.153 |
| Totale contributi minimi 2026 | €4.521,36/anno | €4.611,64/anno |
Tutti i forfettari devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche ogni anno. La dichiarazione per l'anno d'imposta 2025 va presentata in via telematica entro il 31 ottobre 2026, termine che per il 2026 slitta al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è festivo).
Come prepararsi per tempo
Inizia a raccogliere i dati a gennaio dell'anno successivo: totale fatturato, contributi INPS versati (certificazione dal sito INPS o dall'F24), eventuali ritenute subite, acconti versati. Se usi un software di fatturazione integrato (come OpenIVA), il quadro LM si pre-compila automaticamente.
Nel regime forfettario non esistono liquidazioni IVA né comunicazioni LIPE. L'unico adempimento ricorrente legato alla fatturazione è il pagamento del bollo virtuale sulle fatture che lo richiedono.
Nessuna liquidazione IVA periodica
I forfettari non applicano l'IVA in fattura e non la versano. Non esiste quindi nessuna liquidazione IVA mensile o trimestrale, nessuna comunicazione LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA), nessuna dichiarazione IVA annuale. Questa semplificazione è uno dei principali vantaggi pratici del regime forfettario.
Versare in ritardo comporta sanzioni calcolabili e riducibili. Dal 1° settembre 2024 (Dlgs 87/2024) la sanzione base per omesso versamento è scesa dal 30% al 25% (12,5% se si regolarizza entro 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente i pagamenti tardivi con sanzioni ridotte — conviene sempre farlo prima che arrivi un accertamento. Agli importi vanno aggiunti gli interessi legali (1,60% annuo dal 1° gennaio 2026).
| Ritardo nel pagamento | Sanzione base | Con ravvedimento operoso |
|---|---|---|
| Entro 14 giorni | 12,5% dell'imposta | 0,0833% per ogni giorno (max ~1,17% al 14° giorno) |
| Da 15 a 30 giorni | 12,5% dell'imposta | 1,25% dell'imposta (1/10) |
| Da 31 a 90 giorni | 12,5% dell'imposta | 1,39% dell'imposta (1/9) |
| Da 91 giorni al termine della dichiarazione | 25% dell'imposta | 3,125% dell'imposta (1/8) |
| Oltre (entro la dichiarazione dell'anno successivo) | 25% dell'imposta | 3,57% dell'imposta (1/7) |
Le scadenze principali sono due. La prima (saldo imposta 2025 + 1° acconto 2026) per i forfettari è prorogata dal 30 giugno al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, con possibilità di versare entro il 20 agosto 2026 pagando una maggiorazione dello 0,80%. La seconda è il 30 novembre 2026 (2° acconto 2026). Per i forfettari gli acconti sono divisi in due rate uguali del 50% ciascuna.
Sì, con le stesse scadenze. Alla scadenza estiva (entro il 20 luglio 2026 per i forfettari) si versano insieme il saldo dell'imposta sostitutiva e il saldo dei contributi INPS, più i relativi acconti. A novembre si versano i secondi acconti di entrambi. Si pagano entrambi tramite Modello F24, con codici tributo/causali diversi per l'imposta sostitutiva e per i contributi.
No. Nel primo anno di attività non si versano acconti, perché gli acconti si calcolano in base all'imposta dell'anno precedente (che non esiste al primo anno). Si pagherà solo il saldo della prima annualità, l'anno successivo (a giugno), insieme agli acconti del secondo anno.
Se paghi in ritardo, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso: una sanzione ridotta che aumenta con il passare del tempo. Dal 1° settembre 2024 le sanzioni sono ridotte: entro 14 giorni di ritardo la sanzione con ravvedimento è dello 0,0833% per ogni giorno; dai 15 ai 30 giorni è l'1,25%; da 31 a 90 giorni l'1,39%; oltre sale progressivamente. Conviene sempre ravvedersi spontaneamente piuttosto che aspettare un accertamento.
L'importo lo calcoli dalla dichiarazione dei redditi: imposta sostitutiva annua calcolata sul reddito imponibile forfettario. Per i forfettari l'acconto è diviso in due rate uguali del 50% ciascuna (non 40%/60%): la prima alla scadenza estiva, la seconda a novembre. Se è il secondo anno di attività, gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente (metodo storico) o su una previsione del reddito corrente (metodo previsionale). Se usi un commercialista o un CAF, ti fornirà i calcoli precisi.
No. I forfettari non applicano l'IVA e sono esonerati da tutti gli adempimenti IVA: nessuna dichiarazione annuale IVA, nessuna liquidazione periodica, nessuna comunicazione LIPE. L'unico adempimento legato alle fatture è il pagamento del bollo virtuale da €2 sulle fatture a privati superiori a €77,47.
L'autrice
Consulente del Lavoro
Iscritta all'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Monza e della Brianza al n. 272
Consulente del Lavoro abilitata ai sensi della Legge 12/1979, laureata magistrale con lode in Scienze Economiche. Socia e amministratrice di OpenIVA, segue in prima persona la gestione contabile e fiscale dei clienti in regime forfettario e revisiona tutte le guide fiscali della piattaforma.
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