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Tasse e contributiCalendario 20268 min di lettura · Aggiornato Aprile 2026

SCADENZE FISCALI PARTITA IVA 2026: IL CALENDARIO COMPLETO

Tutte le scadenze fiscali per le partite IVA in regime forfettario nel 2026: imposta sostitutiva, contributi INPS, dichiarazione dei redditi e fattura elettronica. Mese per mese.

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Avere il calendario delle scadenze fiscali sempre a portata di mano è fondamentale per non incorrere in sanzioni e interessi. Per una partita IVA in regime forfettario le scadenze sono relativamente poche rispetto al regime ordinario — niente liquidazioni IVA trimestrali, niente LIPE — ma vanno rispettate con precisione. Ecco il calendario completo 2026, aggiornato e verificato.

Le scadenze principali del forfettario: una mappa

Le scadenze fiscali di una partita IVA forfettaria si concentrano in tre periodi dell'anno: giugno (saldo + primo acconto), settembre (dichiarazione), novembre (secondo acconto). Più le rate dei contributi INPS per chi è iscritto alle gestioni Artigiani/Commercianti.

Scadenza 2026AdempimentoChi è coinvolto
16 maggio 20261ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti
30 giugno 2026Saldo imposta sostitutiva 2025 + 1° acconto 2026 (40%)Tutti i forfettari
30 giugno 2026Saldo contributi INPS Gestione Separata 2025 + 1° acconto 2026Gestione Separata
30 luglio 2026Proroga saldo/acconto con maggiorazione +0,40%Tutti (opzionale)
21 agosto 20262ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti
30 settembre 2026Presentazione Modello Redditi PF (anno d'imposta 2025)Tutti i forfettari
16 novembre 20263ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti
30 novembre 20262° acconto imposta sostitutiva 2026 (60%)Tutti i forfettari
30 novembre 20262° acconto contributi INPS Gestione Separata 2026Gestione Separata
16 febbraio 20274ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti

Imposta sostitutiva: saldo 2025 e acconti 2026

L'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) si versa con il sistema degli acconti e del saldo, esattamente come l'IRPEF. Le scadenze sono le stesse per tutti i forfettari, indipendentemente dall'attività.

  • Saldo 2025: entro il 30 giugno 2026 — si paga la differenza tra imposta calcolata sulla dichiarazione 2025 e gli acconti già versati a novembre 2025
  • 1° acconto 2026 (40%): entro il 30 giugno 2026 — stesso giorno del saldo, si paga insieme
  • Proroga: è possibile versare fino al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interessi di ritardato pagamento)
  • 2° acconto 2026 (60%): entro il 30 novembre 2026
  • Soglia minima: se l'acconto totale calcolato è inferiore a €257,52, non è obbligatorio versarlo (si salda tutto a giugno)
  • Primo anno di attività: non si versano acconti nel primo anno (non c'è un anno precedente di riferimento)

Esempio pratico: consulente, fatturato 2025 €42.000, coeff. 78%

Reddito imponibile: €42.000 × 78% = €32.760 Contributi INPS GS versati 2025: €8.200 Base imponibile: €32.760 − €8.200 = €24.560 Imposta sostitutiva 15%: €24.560 × 15% = €3.684 Scadenze 2026: • 30 giugno 2026: saldo 2025 (€3.684 − acconti versati a nov. 2025) + 1° acconto 2026 (€3.684 × 40% = €1.474) • 30 novembre 2026: 2° acconto 2026 (€3.684 × 60% = €2.210) Totale versato nel 2026 per l'anno corrente: €3.684

Contributi INPS Gestione Separata: scadenze 2026

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (sviluppatori, consulenti, psicologi, fisioterapisti, ecc.) versano i contributi contestualmente al pagamento dell'imposta sostitutiva. Non ci sono rate trimestrali fisse.

  • Aliquota 2026: 26,23% sul reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente − contributi casse professionali se dovute)
  • Saldo 2025 + 1° acconto 2026: 30 giugno 2026 (o 30 luglio con +0,40%)
  • 2° acconto 2026: 30 novembre 2026
  • Pagamento tramite Modello F24 — codici tributo: IVS1 (Saldo contributi anno precedente), IVS9 (1° acconto), IVS10 (2° acconto) — verifica i codici aggiornati su inps.it
  • Primo anno di Gestione Separata: nessun acconto, solo il saldo alla scadenza di giugno dell'anno successivo

Attenzione: scadenze INPS GS coincidono con le tasse

A giugno devi pagare contemporaneamente il saldo dell'imposta sostitutiva 2025, il primo acconto dell'imposta sostitutiva 2026, il saldo dei contributi INPS 2025 e il primo acconto dei contributi INPS 2026. L'importo complessivo può essere consistente. Metti da parte i soldi ogni mese — regola pratica: accantonare il 30-35% di ogni fattura incassata.

Contributi INPS Artigiani e Commercianti: le 4 rate 2026

Chi è iscritto alle gestioni INPS Artigiani o Commercianti (idraulici, elettricisti, parrucchieri, commercianti al dettaglio, ecc.) versa i contributi minimi in 4 rate fisse durante l'anno, indipendentemente dal reddito effettivo.

Contributi fissi: si pagano anche se non fatturi

I contributi minimi delle gestioni Artigiani/Commercianti si pagano indipendentemente dal reddito effettivo. Se fatturi €0, paghi comunque ~€4.461/anno (artigiani) o ~€4.493/anno (commercianti). È un costo fisso dell'attività. Se il reddito imponibile supera il minimale (€18.555 nel 2026), paghi anche un contributo eccedente calcolato sul surplus.

RataScadenza 2026Importo indicativo ArtigianiImporto indicativo Commercianti
1ª rata16 maggio 2026~€1.115~€1.123
2ª rata21 agosto 2026~€1.115~€1.123
3ª rata16 novembre 2026~€1.115~€1.123
4ª rata16 febbraio 2027~€1.115~€1.123
Totale contributi minimi 2026~€4.461/anno~€4.493/anno

Dichiarazione dei redditi: scadenze 2026

Tutti i forfettari devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche ogni anno. La dichiarazione per l'anno d'imposta 2025 va presentata entro il 30 settembre 2026.

  • Modello da usare: Redditi PF (non il 730) — quadro LM per il reddito forfettario
  • Scadenza presentazione: 30 settembre 2026 (per anno d'imposta 2025)
  • Presentazione tramite: CAF, commercialista, o direttamente via i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (CIVIS/Redditi online)
  • Sanzione per omessa presentazione: dal 120% al 240% dell'imposta dovuta (minimo €250); se non ci sono imposte dovute, sanzione fissa €250
  • Ravvedimento operoso: presentazione tardiva entro 90 giorni → sanzione ridotta a 1/10 del minimo (€25); oltre 90 giorni le sanzioni aumentano progressivamente
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Come prepararsi per tempo

Inizia a raccogliere i dati a gennaio dell'anno successivo: totale fatturato, contributi INPS versati (certificazione dal sito INPS o dall'F24), eventuali ritenute subite, acconti versati. Se usi un software di fatturazione integrato (come OpenIVA), il quadro LM si pre-compila automaticamente.

Fattura elettronica: gli unici adempimenti periodici

Nel regime forfettario non esistono liquidazioni IVA né comunicazioni LIPE. L'unico adempimento ricorrente legato alla fatturazione è il pagamento del bollo virtuale sulle fatture che lo richiedono.

  • Bollo virtuale da €2,00: dovuto su ogni fattura con importo superiore a €77,47 emessa verso soggetti non titolari di partita IVA (privati consumatori finali) o verso soggetti esteri
  • Pagamento bollo: ogni trimestre, entro il 20 del mese successivo al trimestre di riferimento (20 aprile, 20 luglio, 20 ottobre, 20 gennaio)
  • Soglia minima: se il totale dei bolli del trimestre è inferiore a €250, il pagamento può essere posticipato al trimestre successivo
  • Il sistema SDI conteggia automaticamente i bolli dalle fatture trasmesse — l'Agenzia delle Entrate li rende disponibili nell'area riservata per il pagamento
  • Fatture B2B (verso aziende con P.IVA): nessun bollo, gestito diversamente dal software di fatturazione

Nessuna liquidazione IVA periodica

I forfettari non applicano l'IVA in fattura e non la versano. Non esiste quindi nessuna liquidazione IVA mensile o trimestrale, nessuna comunicazione LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA), nessuna dichiarazione IVA annuale. Questa semplificazione è uno dei principali vantaggi pratici del regime forfettario.

Sanzioni per ritardi e ravvedimento operoso

Versare in ritardo comporta sanzioni calcolabili e riducibili. Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente i pagamenti tardivi con sanzioni ridotte — conviene sempre farlo prima che arrivi un accertamento.

Ritardo nel pagamentoSanzione baseCon ravvedimento operoso
Entro 14 giorni15% dell'imposta0,1% per ogni giorno (max 1,4% al 14° giorno)
Da 15 a 30 giorni15% dell'imposta1,5% dell'imposta
Da 31 a 90 giorni15% dell'imposta1,67% dell'imposta
Da 91 giorni a 1 anno30% dell'imposta3,75% dell'imposta
Oltre 1 anno30% dell'imposta4,29% dell'imposta

Domande frequenti

Quando si pagano le tasse con la partita IVA forfettaria nel 2026?

Le scadenze principali sono due: 30 giugno 2026 (saldo imposta 2025 + 1° acconto 2026, pari al 40% dell'imposta stimata) e 30 novembre 2026 (2° acconto 2026, pari al 60%). È possibile pagare fino al 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.

I contributi INPS e le tasse si pagano insieme?

Sì, con le stesse scadenze. A giugno si versano insieme il saldo dell'imposta sostitutiva e il saldo dei contributi INPS, più i relativi acconti. A novembre si versano i secondi acconti di entrambi. Si pagano entrambi tramite Modello F24, con codici tributo diversi per l'imposta sostitutiva e per i contributi.

Nel primo anno di partita IVA si pagano gli acconti?

No. Nel primo anno di attività non si versano acconti, perché gli acconti si calcolano in base all'imposta dell'anno precedente (che non esiste al primo anno). Si pagherà solo il saldo della prima annualità, l'anno successivo (a giugno), insieme agli acconti del secondo anno.

Cosa succede se non rispetto una scadenza?

Se paghi in ritardo, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso: una sanzione ridotta che aumenta con il passare del tempo. Entro 14 giorni di ritardo la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno; dai 15 ai 30 giorni è l'1,5%; oltre 30 giorni sale progressivamente. Conviene sempre ravvedersi spontaneamente piuttosto che aspettare un accertamento.

Come faccio a sapere esattamente quanto versare a giugno?

L'importo lo calcoli dalla dichiarazione dei redditi: imposta sostitutiva annua calcolata sul reddito imponibile forfettario. Il 40% è il primo acconto, il 60% il secondo. Se è il secondo anno di attività, gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente (metodo storico) o su una previsione del reddito corrente (metodo previsionale). Se usi un commercialista o un CAF, ti fornirà i calcoli precisi.

I forfettari devono fare la dichiarazione IVA?

No. I forfettari non applicano l'IVA e sono esonerati da tutti gli adempimenti IVA: nessuna dichiarazione annuale IVA, nessuna liquidazione periodica, nessuna comunicazione LIPE. L'unico adempimento legato alle fatture è il pagamento del bollo virtuale da €2 sulle fatture a privati superiori a €77,47.

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