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Tasse e contributiCalendario 20268 min di lettura · Aggiornato Giugno 2026· A cura di Marina Basilio, Consulente del Lavoro

SCADENZE FISCALI PARTITA IVA 2026: IL CALENDARIO COMPLETO

Tutte le scadenze fiscali per le partite IVA in regime forfettario nel 2026: imposta sostitutiva, contributi INPS, dichiarazione dei redditi e fattura elettronica. Mese per mese.

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Avere il calendario delle scadenze fiscali sempre a portata di mano è fondamentale per non incorrere in sanzioni e interessi. Per una partita IVA in regime forfettario le scadenze sono relativamente poche rispetto al regime ordinario — niente liquidazioni IVA trimestrali, niente LIPE — ma vanno rispettate con precisione. Ecco il calendario completo 2026, aggiornato e verificato.

Le scadenze principali del forfettario: una mappa

Le scadenze fiscali di una partita IVA forfettaria si concentrano soprattutto nell'estate (saldo + primo acconto, entro il 20 luglio per i forfettari grazie alla proroga ordinaria) e in autunno (dichiarazione entro il 2 novembre e secondo acconto entro il 30 novembre). Più le rate dei contributi INPS per chi è iscritto alle gestioni Artigiani/Commercianti.

Scadenza 2026AdempimentoChi è coinvolto
18 maggio 20261ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti
20 luglio 2026Saldo imposta sostitutiva 2025 + 1° acconto 2026 (50%) — proroga forfettari/ISA, senza maggiorazioneTutti i forfettari
20 luglio 2026Saldo contributi INPS Gestione Separata 2025 + 1° acconto 2026 — proroga forfettari/ISAGestione Separata
20 agosto 2026Versamento differito di saldo/acconto con maggiorazione +0,80%Tutti (opzionale)
20 agosto 20262ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti
2 novembre 2026Presentazione Modello Redditi PF (anno d'imposta 2025) — il 31 ottobre cade di sabatoTutti i forfettari
16 novembre 20263ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti
30 novembre 20262° acconto imposta sostitutiva 2026 (50%)Tutti i forfettari
30 novembre 20262° acconto contributi INPS Gestione Separata 2026Gestione Separata
16 febbraio 20274ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani e commercianti

Imposta sostitutiva: saldo 2025 e acconti 2026

L'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) si versa con il sistema degli acconti e del saldo, esattamente come l'IRPEF. Le scadenze sono le stesse per tutti i forfettari, indipendentemente dall'attività.

  • Saldo 2025: scadenza ordinaria 30 giugno 2026, prorogata al 20 luglio 2026 per i forfettari (e i soggetti ISA) senza maggiorazione — si paga la differenza tra imposta calcolata sulla dichiarazione 2025 e gli acconti già versati nel 2025
  • 1° acconto 2026 (50%): stessa scadenza del saldo (20 luglio 2026 per i forfettari), si paga insieme. Per forfettari e soggetti ISA gli acconti sono divisi in due rate uguali del 50%, non 40%/60%
  • Versamento differito: è possibile versare entro i 30 giorni successivi (cioè entro il 20 agosto 2026) con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo
  • 2° acconto 2026 (50%): entro il 30 novembre 2026
  • Soglie: se l'acconto complessivo è inferiore a €257,52 si versa in un'unica soluzione a novembre (non in due rate); se l'imposta a saldo è inferiore a €51,65 non è dovuto alcun acconto
  • Primo anno di attività: non si versano acconti nel primo anno (non c'è un anno precedente di riferimento)

Esempio pratico: consulente, fatturato 2025 €42.000, coeff. 78%

Reddito imponibile: €42.000 × 78% = €32.760 Contributi INPS GS versati 2025: €8.200 Base imponibile: €32.760 − €8.200 = €24.560 Imposta sostitutiva 15%: €24.560 × 15% = €3.684 Scadenze 2026: • 20 luglio 2026 (proroga forfettari): saldo 2025 (€3.684 − acconti versati nel 2025) + 1° acconto 2026 (€3.684 × 50% = €1.842) • 30 novembre 2026: 2° acconto 2026 (€3.684 × 50% = €1.842) Totale versato nel 2026 per l'anno corrente: €3.684

Contributi INPS Gestione Separata: scadenze 2026

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (sviluppatori, consulenti, psicologi, fisioterapisti, ecc.) versano i contributi contestualmente al pagamento dell'imposta sostitutiva. Non ci sono rate trimestrali fisse.

  • Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile forfettario (25% IVS + 0,72% maternità/malattia + 0,35% ISCRO). Si riduce al 24% per chi è già iscritto a un'altra gestione previdenziale obbligatoria o è pensionato
  • Saldo 2025 + 1° acconto 2026: scadenza ordinaria 30 giugno 2026, prorogata al 20 luglio 2026 per i forfettari (o entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione +0,80%)
  • 2° acconto 2026: entro il 30 novembre 2026
  • Pagamento tramite Modello F24, sezione INPS — causale contributo 'PXX' per i professionisti senza altra cassa (o 'P10' per chi ha già un'altra copertura previdenziale); verifica le causali aggiornate su inps.it, dal 2026 sono in corso di standardizzazione
  • Primo anno di Gestione Separata: nessun acconto, solo il saldo alla scadenza dell'anno successivo

Attenzione: scadenze INPS GS coincidono con le tasse

Alla scadenza estiva (entro il 20 luglio 2026 per i forfettari) devi pagare contemporaneamente il saldo dell'imposta sostitutiva 2025, il primo acconto dell'imposta sostitutiva 2026, il saldo dei contributi INPS 2025 e il primo acconto dei contributi INPS 2026. L'importo complessivo può essere consistente. Metti da parte i soldi ogni mese — regola pratica: accantonare il 30-35% di ogni fattura incassata.

Contributi INPS Artigiani e Commercianti: le 4 rate 2026

Chi è iscritto alle gestioni INPS Artigiani o Commercianti (idraulici, elettricisti, parrucchieri, commercianti al dettaglio, ecc.) versa i contributi minimi in 4 rate fisse durante l'anno, indipendentemente dal reddito effettivo.

Contributi fissi: si pagano anche se non fatturi

I contributi minimi delle gestioni Artigiani/Commercianti si pagano indipendentemente dal reddito effettivo. Se fatturi €0, paghi comunque €4.521,36/anno (artigiani) o €4.611,64/anno (commercianti). È un costo fisso dell'attività. Se il reddito imponibile supera il minimale (€18.808 nel 2026), paghi anche un contributo eccedente calcolato sul surplus (aliquota IVS 24% artigiani, 24,48% commercianti).

RataScadenza 2026Importo indicativo ArtigianiImporto indicativo Commercianti
1ª rata18 maggio 2026~€1.130~€1.153
2ª rata20 agosto 2026~€1.130~€1.153
3ª rata16 novembre 2026~€1.130~€1.153
4ª rata16 febbraio 2027~€1.130~€1.153
Totale contributi minimi 2026€4.521,36/anno€4.611,64/anno

Dichiarazione dei redditi: scadenze 2026

Tutti i forfettari devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche ogni anno. La dichiarazione per l'anno d'imposta 2025 va presentata in via telematica entro il 31 ottobre 2026, termine che per il 2026 slitta al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è festivo).

  • Modello da usare: Redditi PF (non il 730) — quadro LM per il reddito forfettario
  • Scadenza presentazione telematica: 31 ottobre 2026, che per il 2026 slitta al 2 novembre 2026 (anno d'imposta 2025). Nota: il 30 settembre è invece la scadenza del Modello 730, che i forfettari di norma non usano
  • Presentazione tramite: CAF, commercialista, o direttamente dall'area riservata dei servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (Redditi online)
  • Sanzione per omessa presentazione: 120% dell'imposta dovuta (sanzione fissa dal 2024 con il Dlgs 87/2024, non più la vecchia forbice 120%-240%), con un minimo di €250; se non ci sono imposte dovute, sanzione da €250 a €1.000
  • Ravvedimento operoso: presentazione tardiva entro 90 giorni → sanzione ridotta a 1/10 del minimo (€25); oltre 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni aumentano
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Come prepararsi per tempo

Inizia a raccogliere i dati a gennaio dell'anno successivo: totale fatturato, contributi INPS versati (certificazione dal sito INPS o dall'F24), eventuali ritenute subite, acconti versati. Se usi un software di fatturazione integrato (come OpenIVA), il quadro LM si pre-compila automaticamente.

Fattura elettronica: gli unici adempimenti periodici

Nel regime forfettario non esistono liquidazioni IVA né comunicazioni LIPE. L'unico adempimento ricorrente legato alla fatturazione è il pagamento del bollo virtuale sulle fatture che lo richiedono.

  • Bollo virtuale da €2,00: dovuto su ogni fattura con importo superiore a €77,47 emessa senza applicazione dell'IVA — caso tipico dei forfettari — a prescindere dal destinatario (privati, aziende con P.IVA o soggetti esteri)
  • Scadenze 2026 (versamento trimestrale): 1° trimestre entro il 1° giugno 2026 (il 31 maggio cade di domenica), 2° trimestre entro il 30 settembre 2026, 3° trimestre entro il 30 novembre 2026, 4° trimestre entro il 1° marzo 2027 (il 28 febbraio cade di domenica)
  • Soglia di differimento €5.000 (non più €250, innalzata dal DL 73/2022): se l'imposta del 1° trimestre non supera €5.000 si può versare entro il 30 settembre; se il totale di 1° e 2° trimestre non supera €5.000 si può versare entro il 30 novembre
  • Il sistema SDI conteggia automaticamente i bolli dalle fatture trasmesse — l'Agenzia delle Entrate li rende disponibili nell'area riservata per il pagamento
  • Attenzione: per i forfettari il bollo è dovuto anche sulle fatture verso aziende con P.IVA (B2B), proprio perché sono emesse senza IVA

Nessuna liquidazione IVA periodica

I forfettari non applicano l'IVA in fattura e non la versano. Non esiste quindi nessuna liquidazione IVA mensile o trimestrale, nessuna comunicazione LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA), nessuna dichiarazione IVA annuale. Questa semplificazione è uno dei principali vantaggi pratici del regime forfettario.

Sanzioni per ritardi e ravvedimento operoso

Versare in ritardo comporta sanzioni calcolabili e riducibili. Dal 1° settembre 2024 (Dlgs 87/2024) la sanzione base per omesso versamento è scesa dal 30% al 25% (12,5% se si regolarizza entro 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente i pagamenti tardivi con sanzioni ridotte — conviene sempre farlo prima che arrivi un accertamento. Agli importi vanno aggiunti gli interessi legali (1,60% annuo dal 1° gennaio 2026).

Ritardo nel pagamentoSanzione baseCon ravvedimento operoso
Entro 14 giorni12,5% dell'imposta0,0833% per ogni giorno (max ~1,17% al 14° giorno)
Da 15 a 30 giorni12,5% dell'imposta1,25% dell'imposta (1/10)
Da 31 a 90 giorni12,5% dell'imposta1,39% dell'imposta (1/9)
Da 91 giorni al termine della dichiarazione25% dell'imposta3,125% dell'imposta (1/8)
Oltre (entro la dichiarazione dell'anno successivo)25% dell'imposta3,57% dell'imposta (1/7)

Domande frequenti

Quando si pagano le tasse con la partita IVA forfettaria nel 2026?

Le scadenze principali sono due. La prima (saldo imposta 2025 + 1° acconto 2026) per i forfettari è prorogata dal 30 giugno al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, con possibilità di versare entro il 20 agosto 2026 pagando una maggiorazione dello 0,80%. La seconda è il 30 novembre 2026 (2° acconto 2026). Per i forfettari gli acconti sono divisi in due rate uguali del 50% ciascuna.

I contributi INPS e le tasse si pagano insieme?

Sì, con le stesse scadenze. Alla scadenza estiva (entro il 20 luglio 2026 per i forfettari) si versano insieme il saldo dell'imposta sostitutiva e il saldo dei contributi INPS, più i relativi acconti. A novembre si versano i secondi acconti di entrambi. Si pagano entrambi tramite Modello F24, con codici tributo/causali diversi per l'imposta sostitutiva e per i contributi.

Nel primo anno di partita IVA si pagano gli acconti?

No. Nel primo anno di attività non si versano acconti, perché gli acconti si calcolano in base all'imposta dell'anno precedente (che non esiste al primo anno). Si pagherà solo il saldo della prima annualità, l'anno successivo (a giugno), insieme agli acconti del secondo anno.

Cosa succede se non rispetto una scadenza?

Se paghi in ritardo, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso: una sanzione ridotta che aumenta con il passare del tempo. Dal 1° settembre 2024 le sanzioni sono ridotte: entro 14 giorni di ritardo la sanzione con ravvedimento è dello 0,0833% per ogni giorno; dai 15 ai 30 giorni è l'1,25%; da 31 a 90 giorni l'1,39%; oltre sale progressivamente. Conviene sempre ravvedersi spontaneamente piuttosto che aspettare un accertamento.

Come faccio a sapere esattamente quanto versare a giugno?

L'importo lo calcoli dalla dichiarazione dei redditi: imposta sostitutiva annua calcolata sul reddito imponibile forfettario. Per i forfettari l'acconto è diviso in due rate uguali del 50% ciascuna (non 40%/60%): la prima alla scadenza estiva, la seconda a novembre. Se è il secondo anno di attività, gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente (metodo storico) o su una previsione del reddito corrente (metodo previsionale). Se usi un commercialista o un CAF, ti fornirà i calcoli precisi.

I forfettari devono fare la dichiarazione IVA?

No. I forfettari non applicano l'IVA e sono esonerati da tutti gli adempimenti IVA: nessuna dichiarazione annuale IVA, nessuna liquidazione periodica, nessuna comunicazione LIPE. L'unico adempimento legato alle fatture è il pagamento del bollo virtuale da €2 sulle fatture a privati superiori a €77,47.

L'autrice

MB

Marina Basilio

Consulente del Lavoro

Iscritta all'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Monza e della Brianza al n. 272

Consulente del Lavoro abilitata ai sensi della Legge 12/1979, laureata magistrale con lode in Scienze Economiche. Socia e amministratrice di OpenIVA, segue in prima persona la gestione contabile e fiscale dei clienti in regime forfettario e revisiona tutte le guide fiscali della piattaforma.

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