Nel regime forfettario non si applicano le detrazioni IRPEF per familiari a carico. Cosa perdi rispetto al regime ordinario, cosa mantieni (Assegno Unico), e quando questo cambia i conti.
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Una delle limitazioni meno conosciute del regime forfettario è la perdita delle detrazioni fiscali per familiari a carico. Chi ha un coniuge non lavorante, genitori anziani o figli maggiorenni a carico si trova a pagare qualcosa in più rispetto a un lavoratore dipendente o a un professionista in regime ordinario. Ecco come funziona esattamente e quando questa limitazione pesa davvero sui conti.
Le detrazioni per familiari a carico sono previste dalla normativa IRPEF (art. 12 del TUIR). Il regime forfettario, però, non calcola l'IRPEF: applica una imposta sostitutiva con aliquota fissa del 15% (o 5%). Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali — e con essa spariscono anche tutti i meccanismi di riduzione dell'IRPEF, comprese le detrazioni.
Il principio: imposta sostitutiva = nessuna deduzione né detrazione
Nel regime forfettario vige il principio della 'forfettizzazione totale': si paga una percentuale fissa sul reddito imponibile, senza aggiustamenti. Non si deducono le spese professionali (sostituite dal coefficiente), non si detraggono le spese mediche, non si detraggono gli interessi sul mutuo, e non si detraggono i familiari a carico. È la semplicità del regime — che però ha un prezzo in determinate situazioni.
Ecco le detrazioni IRPEF per familiari a carico che il forfettario non può utilizzare, con i relativi importi annui che andrebbero a ridurre l'imposta in regime ordinario.
La detrazione del coniuge: come si calcola nel regime ordinario
La detrazione per coniuge a carico in regime ordinario varia in base al reddito complessivo: fino a €15.000 di reddito → €800 di detrazione; da €15.001 a €40.000 → la detrazione diminuisce gradualmente fino a €690; da €40.001 a €80.000 → scende ulteriormente. Un forfettario con €40.000 di fatturato perde circa €690-730 di risparmio fiscale rispetto a un dipendente con lo stesso reddito.
| Detrazione | Beneficiario | Importo annuo massimo | Forfettario |
|---|---|---|---|
| Coniuge a carico | Coniuge con reddito < €2.840,51 | Da €690 a €800 (scalare in base al reddito) | ❌ Non spetta |
| Figli over 21 a carico | Figlio con reddito < €2.840,51 | €950 per figlio | ❌ Non spetta |
| Figlio disabile a carico | Figlio disabile di qualsiasi età | €1.620 per figlio | ❌ Non spetta |
| Genitori a carico | Genitore con reddito < €2.840,51 | €750 per genitore | ❌ Non spetta |
| Altri familiari a carico | Fratelli, suoceri, nuore, ecc. | €750 per familiare | ❌ Non spetta |
Dal 1° marzo 2022, le detrazioni per figli a carico sotto i 21 anni sono state sostituite dall'Assegno Unico Universale (AUU), gestito dall'INPS. A differenza delle detrazioni IRPEF, l'AUU viene erogato direttamente come bonifico mensile e spetta a tutti i nuclei familiari con figli under 21, inclusi i forfettari.
Hai figli under 21? Richiedi l'Assegno Unico se non l'hai già fatto
L'Assegno Unico non è automatico: va richiesto all'INPS ogni anno (la domanda ha validità annuale). Se hai figli tra 0 e 20 anni e non hai ancora fatto richiesta, accedi al portale INPS con SPID/CIE, cerca 'Assegno Unico e Universale' e compila la domanda. Ricorda di aggiornare l'ISEE ogni anno entro marzo per non perdere le mensilità.
Fare i calcoli concreti aiuta a capire quando la perdita delle detrazioni è rilevante e quando invece il forfettario è comunque più conveniente.
Esempio: forfettario con coniuge a carico vs dipendente con stesso reddito
Consulente forfettario, €40.000 fatturato, coniuge non lavorante: Regime forfettario: • Reddito imponibile: €40.000 × 78% = €31.200 • Meno contributi GS (~€8.200): €23.000 • Imposta sostitutiva 15%: €3.450 • Detrazione coniuge: NON applicabile • Totale imposte: €3.450 Regime ordinario (stesso reddito netto ipotetico): • IRPEF su €23.000: ~€4.900 (scaglioni) • Detrazione coniuge a carico: −€730 • IRPEF netta: ~€4.170 In questo caso il forfettario paga €720 in meno nonostante perda la detrazione coniuge. Ma con fatturati più alti e famiglie più numerose il vantaggio del forfettario si erode.
| Situazione familiare | Detrazione persa/anno (forfettario) | Impatto netto |
|---|---|---|
| Nessun familiare a carico | €0 | Nessun impatto |
| Coniuge a carico (reddito forfettario €30.000) | ~€800/anno | €800 in meno di risparmio fiscale |
| Coniuge a carico (reddito forfettario €50.000) | ~€690/anno | €690 in meno di risparmio fiscale |
| Coniuge + 1 figlio over 21 a carico | ~€800 + €950 = €1.750/anno | €1.750 in meno rispetto al regime ordinario |
| Genitore anziano a carico | ~€750/anno | €750 in meno di risparmio fiscale |
Oltre alle detrazioni per familiari, il forfettario non può utilizzare nessun'altra detrazione IRPEF personale. È un punto che molti scoprono solo al momento della dichiarazione.
Bonus edilizi e forfettari: la situazione attuale
I forfettari non possono detrarre direttamente i bonus edilizi (non hanno IRPEF). Per accedere ai bonus con effetto economico reale, devono utilizzare — dove ancora disponibile — la cessione del credito al fornitore o allo sconto in fattura. Le norme su questi meccanismi sono cambiate spesso negli ultimi anni: verifica sempre la situazione aggiornata con un commercialista prima di avviare lavori con l'aspettativa di un incentivo fiscale.
Il regime forfettario è quasi sempre vantaggioso per redditi sotto €40.000-50.000 con poche spese professionali. Ma esistono situazioni in cui la somma delle detrazioni perse rende il regime ordinario competitivo.
Prima di scegliere il regime: fai sempre una simulazione completa
La scelta tra forfettario e ordinario non si basa solo sull'aliquota. Con OpenIVA puoi fare una simulazione gratuita che include il valore delle detrazioni perse, le spese professionali effettive e il carico contributivo — così vedi il confronto netto reale prima di decidere.
Per i figli under 21, no: le detrazioni IRPEF per figli sotto i 21 anni sono state sostituite dal 2022 dall'Assegno Unico Universale (INPS), che spetta a tutti i genitori inclusi i forfettari. Per i figli over 21 ancora a carico, invece, sì: la detrazione IRPEF di €950 per figlio non si applica all'imposta sostitutiva del forfettario.
No. Le spese mediche in regime ordinario danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% sulla parte eccedente €129,11. Nel regime forfettario questa detrazione non esiste, perché l'imposta sostitutiva non prevede meccanismi di riduzione per spese personali. Non recuperi nulla per visite mediche, esami, farmaci, protesi dentarie ecc.
Sì. Gli interessi passivi sul mutuo prima casa danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% (fino a un massimo di €4.000 di interessi, quindi al massimo €760 di detrazione annua). I forfettari non possono usare questa detrazione. Se hai un mutuo con interessi significativi, questo è un fattore da considerare nella scelta del regime fiscale.
Dipende dal tuo reddito forfettario. Per redditi fino a €15.000: perdi fino a €800/anno; tra €15.001 e €40.000: perdi tra €690 e €800/anno; oltre €40.000: la detrazione nel regime ordinario sarebbe inferiore a €690. In termini assoluti è una perdita limitata — confrontata con il risparmio fiscale totale del forfettario (che può essere di migliaia di euro), spesso non cambia la convenienza del regime.
Sì. L'Assegno Unico Universale (AUU) viene erogato dall'INPS a tutti i genitori con figli da 0 a 20 anni, indipendentemente dal regime fiscale. Per un forfettario con ISEE medio (~€25.000), l'importo è circa €100-130/mese per figlio. Va richiesto sul portale INPS ogni anno: non è automatico.
Quasi mai, se il fatturato è sotto €50.000-60.000. Le detrazioni familiari più comuni (coniuge + eventuale genitore) valgono €1.500-2.000/anno. Il risparmio dell'imposta sostitutiva al 15% rispetto all'IRPEF ordinaria (con aliquote dal 23% al 43%) è generalmente molto superiore. Tuttavia, con famiglie numerose, mutuo e spese mediche significative, vale la pena fare una simulazione precisa.
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