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Aprire la P.IVAProcedura 20267 min di lettura · Aggiornato Aprile 2026

COME CHIUDERE LA PARTITA IVA NEL 2026: PROCEDURA, COSTI E COSA FARE

Guida completa per chiudere la partita IVA nel 2026: Modello AA9/12, come comunicarlo all'INPS, scadenze da rispettare, cosa fare con i contributi e come riaprirla in futuro.

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Chiudere la partita IVA è molto più semplice di quanto si pensi: bastano un modulo, qualche comunicazione e il rispetto di alcune scadenze. Che tu stia tornando al lavoro dipendente, che tu voglia prenderti una pausa o che l'attività non sia andata come speravi, ecco la procedura completa per chiudere correttamente la partita IVA nel 2026 senza lasciare nulla in sospeso.

Quando conviene chiudere la partita IVA

Non esiste l'obbligo di chiudere la partita IVA se non si fattura — tecnicamente potresti tenerla aperta indefinitamente senza costi aggiuntivi (per la Gestione Separata). Ma ci sono casi in cui la chiusura è la scelta giusta.

  • Rientri nel lavoro dipendente a tempo pieno e non prevedi più attività autonoma
  • Superi la soglia €35.000 di reddito da dipendente nell'anno e non puoi più stare in forfettario
  • Vuoi interrompere l'attività per più di 12 mesi (tenere aperta la P.IVA 'dormiente' ha senso solo se prevedi di riprenderla presto)
  • Sei iscritto alle gestioni INPS Artigiani/Commercianti: in questo caso tenere aperta la P.IVA significa pagare circa €4.400/anno di contributi fissi anche a fatturato zero — conviene chiuderla
  • Sei in Gestione Separata e non fatturi: non ci sono contributi fissi, quindi la P.IVA 'aperta e ferma' non costa nulla — ma è comunque buona prassi chiuderla per non avere posizioni aperte con il Fisco
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Gestione Separata vs Artigiani/Commercianti: differenza enorme

Se sei in Gestione Separata (professionisti: sviluppatori, consulenti, psicologi, ecc.) e non fatturi, non paghi contributi. Puoi tenere la partita IVA aperta senza costi. Se invece sei in INPS Artigiani o Commercianti (idraulici, parrucchieri, commercianti), hai contributi fissi annui di ~€4.400 indipendentemente dal fatturato. In questo caso, se sai che non lavorerai per almeno 6-12 mesi, la chiusura è conveniente.

La procedura di chiusura: Modello AA9/12

La chiusura della partita IVA si comunica all'Agenzia delle Entrate tramite il Modello AA9/12 — lo stesso usato per l'apertura, ma con la casella 'cessazione' barrata. La procedura è gratuita e immediata.

  • Passo 1 — Compila il Modello AA9/12: nella sezione 'Tipo di comunicazione' seleziona 'Cessazione attività'. Indica la data di cessazione effettiva.
  • Passo 2 — Presenta il modello entro 30 giorni dalla data di cessazione
  • Modalità di presentazione: online tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (area riservata CIVIS), oppure allo sportello AdE fisicamente, oppure tramite raccomandata A/R
  • Passo 3 — L'Agenzia delle Entrate invia una comunicazione di conferma della cessazione
  • Costo: zero. La chiusura è gratuita
  • Il numero di partita IVA (che coincide con il codice fiscale per le persone fisiche) rimane invariato, ma la posizione viene inattivata

Rispetta il termine dei 30 giorni

La legge prevede la presentazione entro 30 giorni dalla data di effettiva cessazione dell'attività. La presentazione tardiva è punibile con una sanzione amministrativa di €129, riducibile a 1/3 (€43) tramite ravvedimento operoso. Non è grave, ma è meglio non dimenticarsi. Se non sai la data esatta di cessazione, usa il giorno dell'ultima fattura emessa come riferimento.

Cosa fare prima di chiudere: la checklist

Prima di presentare il Modello AA9/12, verifica di aver completato tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali aperti. Chiudere senza averli sistemati crea problemi.

  • Emetti l'ultima fattura: assicurati di aver fatturato tutti i lavori completati prima della data di cessazione
  • Verifica i crediti: hai fatture non ancora incassate? Valuta se aspettare il pagamento prima di chiudere
  • Contributi INPS: i contributi sono dovuti proporzionalmente ai mesi di attività (per Artigiani/Commercianti, la misura si riduce pro-rata; per Gestione Separata, si calcolano sul reddito effettivo dell'anno)
  • Dichiara i redditi dell'anno di chiusura: anche nell'anno in cui chiudi devi presentare il Modello Redditi PF per i mesi di attività
  • Chiudi i conti aperti con casse professionali: se sei iscritto a Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA ecc., informa la cassa della cessazione separatamente
  • Bollo virtuale: paga l'eventuale bollo virtuale in sospeso sulle fatture emesse

Ultima dichiarazione dei redditi: come funziona

Nell'anno di chiusura presenti regolarmente il Modello Redditi PF l'anno successivo (entro il 30 settembre). Dichiari solo i ricavi dei mesi di attività (es. se hai chiuso a luglio, dichiari i ricavi di gennaio-luglio). Il calcolo dell'imposta e dei contributi si fa normalmente su quei ricavi.

Comunicazione all'INPS: separata dall'Agenzia delle Entrate

La comunicazione di cessazione all'Agenzia delle Entrate NON si propaga automaticamente all'INPS. Devi comunicare la cessazione separatamente, con modalità diverse a seconda della gestione previdenziale.

  • Gestione Separata: la cessazione si comunica tramite il portale INPS (MyINPS) o tramite il proprio CAF/commercialista. La posizione viene chiusa automaticamente quando non vengono versati contributi negli anni successivi, ma è buona prassi comunicarlo formalmente
  • Gestione Artigiani: comunicazione di cancellazione all'INPS tramite pratica INPS online o allo sportello. I contributi fissi si pagano fino alla data di cessazione (pro-rata mensile se cessi prima del 31 dicembre)
  • Gestione Commercianti: stessa procedura degli artigiani
  • Casse professionali (ENPAM, Cassa Forense, ecc.): contatta direttamente la cassa con specifica comunicazione di cessazione — ogni cassa ha le proprie procedure

INPS Artigiani/Commercianti: attento ai contributi pro-rata

Se sei iscritto a INPS Artigiani o Commercianti e chiudi la partita IVA a metà anno (es. 30 giugno), non devi i contributi fissi per l'intero anno. Hai diritto al calcolo pro-rata: paghi solo i mesi di iscrizione effettiva (6 mesi = circa €2.230 invece di €4.461). Verifica con l'INPS o il tuo patronato l'importo esatto da versare.

Contributi e tasse dopo la chiusura: cosa rimane da pagare

Chiudere la partita IVA non cancella gli obblighi fiscali e previdenziali maturati durante l'attività. Ecco cosa rimane da fare anche dopo aver presentato il modello di cessazione.

  • Imposta sostitutiva dell'anno di chiusura: da calcolare e versare l'anno successivo (saldo a giugno, con i relativi acconti)
  • Contributi INPS dell'anno di chiusura: da versare nella stessa finestra temporale dell'imposta sostitutiva
  • Dichiarazione dei redditi per l'anno di chiusura: obbligatoria anche se hai lavorato solo pochi mesi
  • Eventuale credito INPS: se hai versato acconti superiori al saldo dovuto (frequente nell'anno di chiusura), puoi richiedere il rimborso all'INPS

Esempio: chiusura al 30 aprile 2026

Consulente forfettario che chiude il 30 aprile 2026, fatturato gen-apr 2026: €14.000 (coeff. 78%) Imponibile: €14.000 × 78% = €10.920 Contributi GS (26,23%): €10.920 × 26,23% = €2.864 Base imponibile netta: €10.920 − €2.864 = €8.056 Imposta sostitutiva 15%: €8.056 × 15% = €1.208 Scadenze: • 30 settembre 2026: presenta Modello Redditi PF 2025 (anno precedente) • 30 giugno 2027: versa saldo imposta e contributi per l'anno 2026 • Nessun acconto 2027 (attività cessata)

Riaprire la partita IVA dopo la chiusura

Chiudere non è irreversibile. Puoi riaprire una partita IVA in qualsiasi momento futuro seguendo la stessa procedura dell'apertura originaria. Il numero di partita IVA sarà lo stesso (coincide con il codice fiscale), ma si tratta di una nuova posizione fiscale.

  • Procedura: stessa dell'apertura — Modello AA9/12 con casella 'inizio attività', codice ATECO, regime fiscale scelto
  • Il numero di P.IVA è invariato: non ne otterrai uno nuovo, si riattiva la vecchia posizione
  • Regime forfettario: puoi tornare in forfettario se rispetti i requisiti (ricavi sotto €85.000, nessuna causa ostativa) — non c'è limite al numero di aperture/chiusure
  • Aliquota 5% alla riapertura: attenzione — l'aliquota agevolata del 5% spetta solo chi apre la P.IVA per la prima volta o chi non ha svolto attività autonoma nei 3 anni precedenti. Se hai già usufruito del 5% in passato, alla riapertura pagherai il 15%
  • Contributi INPS: alla riapertura ti reiscrivi alla gestione INPS competente con decorrenza dal giorno di inizio

Chiusura e riapertura non resettano il conteggio dei 5 anni al 5%

Se hai aperto la partita IVA nel 2022 e hai usufruito dell'aliquota al 5% per i primi 3 anni, poi hai chiuso e riapri nel 2026, NON hai diritto a un nuovo quinquennio al 5%. L'aliquota agevolata è legata alla persona, non alla singola apertura di P.IVA. Al momento della riapertura pagherai il 15%.

Domande frequenti

Come si chiude la partita IVA nel 2026?

Si presenta il Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di cessazione effettiva. Puoi farlo online tramite i servizi telematici AdE, allo sportello fisicamente o via raccomandata A/R. La chiusura è gratuita. Separatamente, devi comunicare la cessazione all'INPS e, se sei iscritto, alla cassa professionale di riferimento.

Quanto costa chiudere la partita IVA?

La chiusura in sé è gratuita. Non ci sono tasse né diritti da pagare all'Agenzia delle Entrate per la cessazione. L'unico costo potenziale è la sanzione di €129 (riducibile a €43 con ravvedimento) se presenti il modello oltre i 30 giorni dalla cessazione.

Se chiudo la partita IVA, devo comunque fare la dichiarazione dei redditi?

Sì, devi presentare il Modello Redditi PF per l'anno di chiusura, anche se hai lavorato solo pochi mesi. La dichiarazione va presentata l'anno successivo (entro il 30 settembre). Dichiari i ricavi dei mesi di attività e paghi l'imposta sostitutiva proporzionalmente.

Posso riaprire la partita IVA dopo averla chiusa?

Sì, puoi riaprire in qualsiasi momento futuro. Il numero di P.IVA rimane lo stesso (coincide con il codice fiscale). Puoi tornare in regime forfettario se rispetti i requisiti. L'unica attenzione: se hai già usufruito dell'aliquota agevolata del 5% in passato, alla riapertura pagherai il 15% (il quinquennio al 5% non si resetta).

Se sono in Gestione Separata INPS e chiudo la P.IVA, cosa pago?

Paghi i contributi INPS (26,23%) solo sul reddito imponibile effettivamente prodotto nell'anno di chiusura. Non ci sono contributi fissi nella Gestione Separata: se chiudi a aprile con €14.000 di fatturato, paghi i contributi su quel reddito. Nessun contributo per i mesi successivi alla chiusura.

Posso tenere la partita IVA aperta senza fatturare?

Sì, ma con una distinzione importante. Se sei in Gestione Separata, non ci sono contributi fissi: una P.IVA aperta e ferma non costa nulla (a parte gli obblighi dichiarativi). Se sei in INPS Artigiani o Commercianti, paghi circa €4.400/anno di contributi fissi anche a fatturato zero. In questo secondo caso, se sai che non lavorerai per oltre 6-8 mesi, conviene chiudere.

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