Osteopata con partita IVA: INPS GS, coefficiente 78%, professione non riconosciuta vs sanitaria. Calcoli reali e netto stimato 2026.
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Un osteopata con studio avviato e clientela fidelizzata può guadagnare €30.000–€55.000 netti con partita IVA in regime forfettario. A differenza di fisioterapisti e logopedisti, l'osteopatia in Italia è ancora in una zona grigia normativa: la legge Lorenzin (L. 3/2018) ha inserito l'osteopatia tra le professioni sanitarie, ma il decreto attuativo completo tarda. Questo impatta il percorso abilitante ma non impedisce di esercitare e aprire P.IVA.
L'osteopata lavora quasi esclusivamente in regime privato — il SSN non eroga prestazioni osteopatiche. Questo significa che il 100% del fatturato è privato e le tariffe sono completamente libere. Chi si specializza e costruisce una reputazione solida può raggiungere tariffe elevate.
| Profilo | Tariffa/seduta | Sedute/settimana | Fatturato annuo | Netto stimato |
|---|---|---|---|---|
| Osteopata agli inizi | €50–€70 | 15-20 | €35.000–€60.000 | €24.000–€42.000 |
| Osteopata consolidato | €70–€100 | 20-28 | €60.000–€110.000 | €42.000–€75.000 |
| Specialista (neonati, sport) | €80–€130 | 15-25 | €50.000–€130.000 | €35.000–€88.000 |
| Osteopata in studio fisio | €55–€80 | 20-30 | €50.000–€100.000 | €35.000–€69.000 |
Non esistendo ancora una cassa professionale dedicata agli osteopati, i contributi vanno all'INPS Gestione Separata al 26,23% — identica a personal trainer, graphic designer e altri professionisti senza cassa. Non c'è contributo integrativo da addebitare al cliente.
Quando arriva la cassa professionale degli osteopati?
La legge Lorenzin ha inserito l'osteopatia tra le professioni sanitarie, ma il decreto attuativo che istituirebbe l'Albo e una eventuale cassa dedicata è ancora in attesa. Fino ad allora, gli osteopati restano in INPS GS — monitora l'evoluzione normativa con OpenIVA.
L'osteopatia ha una situazione normativa in evoluzione che crea confusione. La legge è chiara sulla possibilità di esercitare, ma il percorso abilitante ufficiale non è ancora completamente definito. Questo non impedisce di lavorare e aprire P.IVA oggi.
IVA sulle prestazioni osteopatiche
In regime ordinario, le prestazioni osteopatiche non godono dell'esenzione IVA delle professioni sanitarie ufficialmente riconosciute — si applicherebbe il 22%. In regime forfettario il problema non si pone: non si addebita mai IVA. Un altro vantaggio del forfettario specifico per gli osteopati.
L'osteopata vive di passaparola e reputazione. Non ci sono invii istituzionali (come per il logopedista con i neuropsichiatri), quindi la costruzione della clientela richiede un approccio attivo. Le specializzazioni aiutano a differenziarsi e a giustificare tariffe più alte.
Studio condiviso con fisioterapista: la formula più efficiente
Condividere uno studio con uno o più fisioterapisti riduce i costi fissi del 50-70% e crea un flusso naturale di referral reciproci. Un paziente del fisioterapista che ha bisogno di lavoro osteopatico viene indirizzato a te — e viceversa. È la strategia più diffusa tra gli osteopati che si mettono in proprio.
Con €45.000 di fatturato: ca. €31.900 netti (15%) o €34.500 (5% primi 5 anni). Un osteopata consolidato con €70.000 di fatturato guadagna ca. €49.000 netti. Il carico fiscale totale è ca. 29% del fatturato — come gli altri professionisti INPS GS.
INPS Gestione Separata al 26,23%. Non esiste ancora una cassa professionale dedicata agli osteopati, nonostante la legge Lorenzin del 2018 abbia riconosciuto l'osteopatia come professione sanitaria. Il decreto attuativo con l'Albo è ancora in attesa.
Sì. Il D.M. attuativo della legge Lorenzin non è ancora in vigore ma l'esercizio è consentito con diploma riconosciuto. Si apre P.IVA con ATECO 86.90.19, INPS GS, e si esercita legalmente. L'Albo ufficiale, quando istituito, sarà il passo successivo.
In regime forfettario non si applica IVA — problema non si pone. In regime ordinario le prestazioni osteopatiche non godono dell'esenzione sanitaria (art. 10 n.18) perché l'osteopatia non è ancora un'professione sanitaria pienamente regolamentata: si applicherebbe il 22%. Motivo in più per restare in forfettario.
86.90.19 — Altre attività paramediche non altrimenti classificate. Coefficiente di redditività 78%. Stesso ATECO usato da fisioterapisti e altre professioni sanitarie non mediche in libera professione.
Studio condiviso quasi sempre meglio per iniziare: riduce i costi fissi del 50-70% e crea referral reciproci naturali. Molti osteopati aprono in autonomia solo dopo 3-5 anni e con una clientela consolidata che giustifica i costi fissi di uno studio esclusivo.
L'apertura è gratuita: OpenIVA trasmette il modello AA9/12 con ATECO 86.90.19 e imposta l'iscrizione INPS GS. La gestione — fatturazione, F24 contributi, dichiarazione redditi — è inclusa nell'abbonamento.
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