Quanto porta a casa davvero un infermiere con partita IVA forfettaria? Calcolo netto reale per fascia di reddito, tariffe aggiornate della libera professione, confronto con il dipendente SSN e simulazione fiscale completa.
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Un infermiere con partita IVA forfettaria a €40.000 di fatturato porta a casa €27.750 netti. Lo stesso infermiere come dipendente SSN con 10 anni di esperienza: circa €24.000 netti. Il divario cresce al crescere del fatturato — e il regime forfettario premia chi riesce a costruire un portafoglio clienti solido nella libera professione. Ma quanto puoi realisticamente fatturare? E come funziona la compatibilità con l'impiego SSN? Questa guida risponde con numeri concreti.
La libera professione infermieristica copre un range ampio di servizi: dall'assistenza domiciliare privata alla consulenza aziendale, dalla formazione alla telemedicina. Le tariffe variano molto in base alla specializzazione e al contesto geografico.
Quanto si fattura in media
Un infermiere libero professionista a regime part-time (20 ore/settimana di libera professione) può fatturare €25.000–€40.000/anno. Chi lavora solo in libera professione arriva a €40.000–€70.000. La domanda di assistenza domiciliare privata è in forte crescita (+18% nel 2025) per l'invecchiamento della popolazione.
Per gli infermieri liberi professionisti si applica il coefficiente di redditività del 78% (ATECO 86.90.29 — attività dei servizi paramedici) e i contributi INPS Gestione Separata al 26,23% (per chi non ha altra copertura previdenziale) o 24% (per chi è già dipendente SSN con copertura INPS/INPDAP).
Aliquota 5% per i primi 5 anni
Se apri la partita IVA per la prima volta e non hai esercitato attività autonoma nei 3 anni precedenti, paghi solo il 5% di imposta sostitutiva invece del 15%. Sui €40.000 di fatturato risparmi circa €2.136 di imposte all'anno.
Il confronto deve tenere conto del fatto che molti infermieri combinano il lavoro dipendente SSN con la libera professione. Il dipendente SSN ha certezze (mutua, TFR, ferie pagate) ma un tetto al reddito; il libero professionista ha più variabili ma può incrementare il netto in modo significativo.
Attenzione: mancano i benefit da dipendente
La partita IVA non include TFR, ferie pagate, malattia retribuita, maternità INPS a importo pieno. Con la GS INPS hai diritto a indennità di malattia (dal 4° giorno) e maternità, ma a tassi inferiori rispetto al dipendente. Considera questi costi 'nascosti' quando fai il confronto.
Molti infermieri vogliono mantenere il contratto SSN e aprire la partita IVA per la libera professione integrativa. Le regole variano in base al tipo di contratto e all'azienda sanitaria.
Verifica sempre il tuo contratto
Prima di aprire la partita IVA, leggi le clausole del tuo contratto SSN e invia richiesta formale alla direzione sanitaria. Esercitare la libera professione senza autorizzazione può portare a sanzioni disciplinari. Con OpenIVA ti aiutiamo a impostare correttamente la posizione fiscale.
Non tutte le specializzazioni infermieristiche hanno lo stesso potenziale nella libera professione. Alcune nicchie permettono di raggiungere tariffe significativamente più alte e garantiscono una domanda stabile.
Aprire la partita IVA da infermiere richiede di scegliere il codice ATECO corretto, iscriversi all'INPS Gestione Separata e impostare correttamente la fatturazione per le prestazioni sanitarie (esenzione IVA natura N4). OpenIVA gestisce tutta la procedura gratuitamente.
OpenIVA gestisce tutto
Dall'apertura della partita IVA alla dichiarazione dei redditi annuale: fatture elettroniche, F24, scadenze INPS e invio del Modello Redditi sono tutti inclusi nel servizio OpenIVA. Non devi gestire nulla da solo.
A €40.000 di fatturato, un infermiere con partita IVA forfettaria porta a casa circa €24.828 netti (con aliquota 15%) oppure €26.964 netti (con aliquota 5% riservata ai primi 5 anni di attività). Il calcolo: reddito imponibile = €40.000 × 78% = €31.200; INPS Gestione Separata = €31.200 × 26,23% = €8.184 (di cui 50% deducibile); imposta sostitutiva 15% = €31.200 - €4.092 = €27.108 × 15% = €4.066; netto = €40.000 - €8.184 - €4.066 = €27.750. Attenzione: l'INPS si versa in acconto e saldo come l'imposta sostitutiva.
In linea generale no, se il contratto è a tempo pieno (100%). Il CCNL del comparto sanità prevede l'esclusività del rapporto di lavoro per il personale SSN a tempo pieno. Tuttavia è possibile chiedere un'autorizzazione formale alla propria azienda sanitaria per specifiche attività non in concorrenza (formazione, consulenza, attività diverse dalla clinica). Chi ha un contratto part-time al 50% o meno può invece esercitare la libera professione esterna con procedura autorizzativa semplificata.
Se sei già dipendente SSN e versi contributi previdenziali come lavoratore dipendente (INPDAP/INPS), per la tua attività in libera professione applichi l'aliquota ridotta del 24% invece del 26,23% sulla Gestione Separata. Questo perché sei già 'pensionato' dal sistema previdenziale come dipendente. Sui €40.000 di fatturato, la differenza è circa €700 di INPS in meno all'anno.
Sì, le prestazioni sanitarie infermieristiche — assistenza al paziente, medicazioni, prelievi, educazione terapeutica — rientrano nell'esenzione IVA ex art. 10, comma 18 del DPR 633/72. In fattura devi indicare la natura N4 (Esente). Attenzione: l'esenzione si applica alle prestazioni di carattere sanitario. La formazione professionale e la consulenza aziendale non sanitaria in genere non sono esenti, ma nel regime forfettario non addebiti comunque l'IVA — quindi in pratica la questione non cambia il netto del cliente.
Dipende dalla specializzazione e dal territorio. Per l'assistenza domiciliare standard il mercato si attesta su €25–40/ora nei comuni minori, €35–50/ora nelle grandi città. Per prestazioni specializzate (palliative, pediatriche, oncologiche) si arriva a €50–70/ora. Per docenza e formazione ECM la tariffa tipica è €60–100/ora. Considera che come libero professionista devi includere nel tuo 'costo orario' anche i periodi non lavorativi: ferie, malattia, tempo di gestione amministrativa.
Gli infermieri liberi professionisti versano i contributi all'INPS Gestione Separata (non esiste una cassa professionale dedicata agli infermieri come per medici o avvocati). I contributi versati si accumulano nella Gestione Separata e danno diritto alla pensione con il metodo contributivo. Se sei anche dipendente SSN, accumuli contributi su entrambe le posizioni. La pensione sarà la somma delle due quote. OpenIVA gestisce il calcolo e il versamento dei contributi INPS tramite F24.
La partita IVA diventa conveniente quando riesci a fatturare almeno €30.000–35.000/anno in libera professione. Sotto questa soglia, i benefit del dipendente (malattia, TFR, ferie, stabilità) compensano il vantaggio fiscale. Sopra €40.000 il netto P.IVA supera significativamente quello dipendente. Il caso più frequente è combinare i due: mantenere il part-time SSN (stabilità e previdenza solida) e sviluppare la libera professione con partita IVA per incrementare il reddito totale.
Sì, puoi collaborare con cooperative sociali, agenzie di assistenza domiciliare, RSA e strutture private emettendo fattura come libero professionista. In questo caso saranno loro i tuoi committenti diretti. Verifica però che il rapporto non abbia caratteristiche di subordinazione (orari fissi, esclusività, direttive strette) che potrebbero portare a una riqualificazione del rapporto come lavoro dipendente. Con committenti stabili è opportuno regolare il rapporto con un contratto di collaborazione.
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