Tutto quello che devi sapere per emettere fatture corrette in regime forfettario: campi obbligatori, bollo virtuale, fattura elettronica, errori da evitare. E con OpenIVA è gratis.
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Hai aperto la partita IVA forfettaria e ora devi emettere la tua prima fattura. Niente panico: in regime forfettario la fattura è molto più semplice di quella ordinaria. Niente IVA da calcolare, niente ritenuta d'acconto da detrarre (nella maggior parte dei casi), pochissimi campi obbligatori. In questa guida ti spieghiamo tutto — con esempi reali, errori comuni da evitare e il modo più veloce per farlo senza sbagliare.
La fattura in regime forfettario è strutturalmente diversa da quella ordinaria, e la differenza è tutta a tuo vantaggio: **Niente IVA.** Non addebiti IVA ai clienti, non la versi allo Stato, non fai la liquidazione periodica. La fattura va emessa con la dicitura *"Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 1, comma 54-89, L. 190/2014"*. **Niente ritenuta d'acconto (quasi sempre).** Se il tuo cliente è un privato o un'azienda straniera, non applichi ritenuta. Se fatturi a un'azienda o professionista italiano che agisce come sostituto d'imposta, inserisci la dicitura *"Non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, c. 67, L. 190/2014"*. **Bollo virtuale da €2 sopra i €77,47.** Ogni fattura con imponibile superiore a €77,47 deve riportare la marca da bollo virtuale da €2. Non è un costo fisso mensile: la paghi solo se e quando emetti fatture sopra quella soglia. **Fattura elettronica obbligatoria.** Dal 2024 anche i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate.
Una fattura forfettaria corretta deve riportare: **1. I tuoi dati (cedente/prestatore):** - Nome e cognome (o denominazione) - Indirizzo di residenza/domicilio fiscale - Partita IVA - Codice fiscale **2. I dati del cliente (cessionario/committente):** - Nome/ragione sociale - Indirizzo - Codice fiscale e/o P.IVA (obbligatorio per aziende) - Codice SDI o PEC (per fattura elettronica) **3. I dati della fattura:** - Numero progressivo (es. 1/2026, 2/2026…) - Data di emissione - Descrizione della prestazione/servizio - Importo imponibile - Eventuale marca da bollo da €2 (se imponibile > €77,47) **4. Le diciture obbligatorie:** - Esenzione IVA: *"Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — Regime Forfettario"* - Esenzione ritenuta: *"Non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, c. 67, L. 190/2014"* - Eventuale contributo integrativo cassa previdenziale (es. CIPAG 4%, ENPAB 4%) se iscritto a una cassa professionale
Il bollo virtuale da €2 è uno dei dettagli che confonde di più i nuovi forfettari. Ecco tutto quello che devi sapere: **Quando si applica:** su ogni fattura con importo totale superiore a €77,47, quando la fattura è esente IVA (come le tue). Se l'importo è €77,47 o inferiore, il bollo non va applicato. **Come si riporta in fattura:** nella fattura elettronica c'è un campo specifico per il bollo virtuale. Nei software di fatturazione (OpenIVA incluso) è una semplice spunta. Nella fattura cartacea si scriveva fisicamente — ma dal 2024 le cartacee non sono più ammesse per i forfettari. **Chi lo paga davvero:** tecnicamente è un'imposta a carico del cliente. Nella pratica la maggior parte dei professionisti lo include nel totale fattura oppure lo espone separatamente come "Marca da bollo €2,00". Il cliente paga €X + €2. **Quando lo versi:** il bollo virtuale si paga in modo differito tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (sezione Fatture e Corrispettivi), su base trimestrale. Non è un pagamento immediato per ogni fattura.
Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari (con alcune eccezioni residuali). Non è complicata come sembra, ma ci sono cose che devi sapere: **Come funziona il Sistema di Interscambio (SDI):** ogni fattura deve essere inviata in formato XML all'SDI dell'Agenzia delle Entrate, che la smista al destinatario. Non puoi più inviare un PDF per email e chiamarla fattura elettronica. **Codice SDI o PEC del cliente:** quando emetti una fattura elettronica a un'azienda, hai bisogno del suo codice SDI (7 caratteri) o della PEC aziendale. Senza questi dati la fattura viene recapitata all'area riservata del cliente su Agenzia delle Entrate, ma è comunque valida fiscalmente. **Privati senza P.IVA:** se fatturi a un privato (codice fiscale, non P.IVA), il codice SDI da inserire è **0000000** (sette zeri). La fattura viene messa nell'area riservata del cliente su AE. **Clienti esteri:** le fatture verso clienti UE o extra-UE non passano per SDI — si emettono come "fatture per operazioni con l'estero" (esterometro). Con un buon software di fatturazione questa distinzione è automatica. **Il formato XML:** non devi sapere nulla di XML. Un software di fatturazione come OpenIVA genera automaticamente il file XML corretto, lo invia all'SDI e ti notifica l'esito. In pochi secondi.
Emettere fatture manualmente — compilando XML a mano o usando software complicati — è roba del passato. Con **OpenIVA** la fatturazione elettronica è integrata nella tua area personale ed è **completamente gratuita**. Ecco come funziona: **1. Inserisci i dati del cliente una volta.** OpenIVA salva l'anagrafica del cliente: la prossima volta bastano due clic. **2. Descrivi la prestazione e inserisci l'importo.** OpenIVA aggiunge automaticamente le diciture obbligatorie del forfettario, il bollo da €2 se necessario, e il codice natura IVA corretto. **3. Invia all'SDI con un clic.** Niente XML da compilare, niente portali complicati. La fattura viene inviata all'Agenzia delle Entrate in secondi. **4. Monitora lo stato in tempo reale.** Consegnata, accettata, rifiutata — vedi tutto dal tuo dashboard. Niente email perse, niente incertezze. **5. Storico sempre disponibile.** Tutte le tue fatture archiviate, scaricabili in PDF, pronte per il commercialista. Il risultato? Emettere una fattura richiede meno di **60 secondi**. Zero errori sulle diciture obbligatorie. Zero dimenticanze sul bollo. Zero stress.
Dopo aver analizzato migliaia di fatture forfettarie, questi sono gli errori più frequenti: **❌ Dimenticare le diciture obbligatorie.** La dicitura sull'esenzione IVA e quella sulla ritenuta d'acconto sono obbligatorie per legge. Senza di esse la fattura è formalmente irregolare. Con OpenIVA vengono inserite automaticamente. **❌ Non mettere il bollo su fatture > €77,47.** Omettere il bollo virtuale è una violazione sanzionabile. La sanzione è pari a 2 volte l'imposta dovuta (€4 per ogni bollo omesso) più interessi. **❌ Numerazione non progressiva.** Le fatture devono essere numerate in modo progressivo per anno solare (1/2026, 2/2026…). Un buco nella numerazione o una numerazione discontinua può creare problemi in caso di verifica. **❌ Fatturare con ritardo.** La fattura va emessa al momento dell'effettuazione dell'operazione. Per le prestazioni di servizi, l'operazione si considera effettuata al momento del pagamento oppure al momento dell'accordo se precedente. Emettere fatture retroattive senza motivo è un rischio. **❌ Usare il codice SDI sbagliato.** Se inserisci il codice SDI errato, la fattura viene rifiutata dall'SDI. Non è grave — puoi riemetterla — ma crea ritardi nel pagamento e confusione con il cliente. **❌ Superare i €85.000 senza accorgersene.** Il limite del forfettario è €85.000 di ricavi annui. Tieni traccia del totale fatturato progressivo: se superi la soglia durante l'anno, devi applicare IVA nelle fatture successive e uscire dal regime.
Se sei iscritto a una cassa previdenziale professionale (CIPAG per geometri, ENPAB per biologi, CNPR per ragionieri, Inarcassa per ingegneri/architetti…), la tua cassa prevede un **contributo integrativo** da ribaltare sul cliente in fattura. Non è un costo tuo — lo incassi dal cliente e lo versi alla cassa. **Come funziona in pratica:** - Il tuo onorario è €1.000 - Contributo integrativo CIPAG 4%: €40 - Bollo da €2 (facoltativo, se applicabile) - **Totale fattura: €1.042** Il cliente ti paga €1.042. Tu tieni €1.000 (il tuo onorario) e versi €40 alla CIPAG come contributo integrativo. **In regime forfettario non c'è IVA**, quindi il contributo integrativo viene riportato come voce separata senza IVA sopra. Con OpenIVA basta selezionare la tua cassa previdenziale in fase di configurazione: il contributo integrativo viene aggiunto automaticamente ad ogni fattura.
Emettere la fattura è un conto — incassarla è un altro. Alcune cose pratiche da sapere: **Termini di pagamento.** Stabilisci sempre un termine chiaro: 30 giorni dalla data fattura, 60 giorni, pagamento anticipato. Per i clienti privati il pagamento anticipato o alla consegna è la norma; per le aziende 30–60 giorni sono standard. **Metodi di pagamento.** Per fatture oltre €999,99 il pagamento in contanti non è legale — obbligo di tracciabilità (bonifico, carta, POS). Sotto quella soglia il contante è ammesso ma sconsigliato: meno tracciabile, più rischio di contestazione. **Fattura non pagata: cosa fare.** Invia un sollecito scritto (email formale). Se non risponde, puoi emettere un decreto ingiuntivo presso il Tribunale. Per importi piccoli (<€5.000) esiste la procedura semplificata. Tieni sempre la documentazione del servizio erogato. **La ricevuta di pagamento non è la fattura.** Molti clienti privati chiedono "la ricevuta" — per i forfettari la fattura elettronica ha valore legale, non serve una ricevuta separata. Puoi però inviare un PDF della fattura come conferma.
Sì. Dal 2024 l'obbligo di fattura elettronica via SDI riguarda tutte le operazioni, incluse quelle verso privati. Per i clienti privati (persone fisiche senza P.IVA) si usa il codice SDI 0000000 (sette zeri): la fattura viene caricata nell'area riservata del cliente su Agenzia delle Entrate. Il cliente riceve normalmente anche una copia in PDF via email se gliela invii tu.
No. Dal 1° gennaio 2024 le fatture in PDF o cartacee non sono più ammesse per i forfettari (salvo clienti esteri e alcune categorie residuali). Tutte le fatture verso clienti italiani devono essere trasmesse in formato XML tramite SDI. Continuare a emettere PDF equivale a non aver emesso fattura dal punto di vista fiscale.
Il bollo virtuale sulle fatture elettroniche si paga in modo differito, non al momento dell'emissione. L'Agenzia delle Entrate calcola automaticamente il totale dei bolli dovuti e li mette a disposizione nell'area 'Fatture e Corrispettivi' del portale. Il pagamento avviene su base trimestrale: entro il 20 aprile (Q1), 20 luglio (Q2), 20 ottobre (Q3), 20 gennaio anno successivo (Q4). Se l'importo trimestrale è inferiore a €250, si può posticipare.
Se la fattura è già stata accettata dall'SDI e hai sbagliato l'importo, i dati del cliente o altro, non puoi modificarla. Devi emettere una nota di credito (documento di rettifica) per annullare la fattura originale, e poi emettere una nuova fattura corretta. Se invece la fattura è stata rifiutata dall'SDI, puoi semplicemente riemetterla con lo stesso numero e la data corretta entro 5 giorni.
No, il codice ATECO non è un campo obbligatorio della fattura. Serve al momento dell'apertura della P.IVA (comunicazione all'Agenzia delle Entrate) e per la dichiarazione dei redditi, ma non compare nelle singole fatture. Nella fattura elettronica ci sono altri codici obbligatori (tipo documento, codice natura IVA, regime fiscale) che un buon software compila automaticamente.
Sì, si chiama 'fattura anticipata' o 'acconto'. Puoi fatturare un acconto prima di iniziare il lavoro (es. 50% all'inizio, 50% a fine lavoro). In questo caso emetti due fatture separate. L'importante è che nella seconda fattura indichi che si tratta del saldo, eventualmente con riferimento alla fattura di acconto già emessa.
Con OpenIVA emetti fatture elettroniche direttamente dalla tua area personale, gratuitamente. Compili i dati del cliente, inserisci la prestazione e l'importo, e con un clic la fattura viene generata in formato XML e inviata all'SDI. Le diciture obbligatorie del regime forfettario, il bollo da €2 e il contributo integrativo della tua cassa previdenziale vengono gestiti automaticamente. Tutte le fatture emesse restano archiviate nel tuo account, scaricabili in PDF in qualsiasi momento.
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