Quanto porta a casa davvero un odontoiatra o dentista con partita IVA forfettaria? Calcolo netto reale con ENPAM, tariffe aggiornate per specializzazione, confronto con SSN e struttura privata, simulazione fiscale 2026.
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Un odontoiatra con partita IVA forfettaria a €70.000 di fatturato porta a casa circa €48.000 netti. Lo stesso odontoiatra come collaboratore in una clinica privata con percentuale sul fatturato: €30.000–40.000 netti — con meno libertà e nessun controllo sulla propria clientela. L'odontoiatria privata è uno dei settori con il maggiore potenziale per la libera professione in Italia: domanda strutturalmente elevata, SSN quasi assente, pazienti abituati a pagare direttamente. ENPAM è la cassa previdenziale di riferimento, e i calcoli sono più complessi di quanto sembri.
Le tariffe odontoiatriche sono libere dal 2012. Il mercato si divide tra prestazioni di base (accessibili, alta concorrenza) e specializzazioni premium (implantologia, ortodonzia invisibile, estetica dentale) con margini molto superiori.
Fatturato medio e tipologie di studio
Un odontoiatra in studio privato a pieno regime (6–8 ore/giorno, 4–5 giorni/settimana) fattura tra €80.000 e €200.000+/anno — spesso oltre il limite forfettario. Chi inizia o lavora part-time in libera professione si attesta su €40.000–80.000. Il forfettario è ideale per i primi anni di attività o per chi mantiene anche un rapporto di collaborazione con una clinica.
Gli odontoiatri versano i contributi previdenziali all'ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri). La struttura contributiva è la stessa dei medici: Quota A fissa + Quota B progressiva sul reddito netto. Coefficiente di redditività: 78% (ATECO 86.23.00).
Attenzione al limite €85.000
L'odontoiatria privata è uno dei settori in cui si raggiunge più facilmente il limite forfettario. Pianifica in anticipo: quando superi €75.000–80.000, inizia a valutare la struttura più efficiente per la fase successiva (regime ordinario o STP/SRL odontoiatrica).
La maggior parte degli odontoiatri inizia come collaboratore in una clinica privata (accordo a percentuale sul fatturato prodotto). Capire quando conviene fare il salto al proprio studio è fondamentale.
I costi fissi dello studio odontoiatrico
Aprire uno studio odontoiatrico è un investimento importante: riunito professionale €15.000–40.000, apparecchiatura radiologica €5.000–20.000, autoclave e sterilizzazione €3.000–8.000, affitto locale idoneo €800–2.500/mese. Il piano di ammortamento tipico è 5–8 anni. Molti iniziano in sub-locazione di studi già attrezzati (€300–800 per giornata) per ridurre l'investimento iniziale.
L'ENPAM è obbligatorio per tutti gli odontoiatri iscritti all'Albo. La struttura è identica a quella dei medici, con la distinzione tra Quota A (fissa) e Quota B (progressiva).
L'odontoiatria non è una sola professione: le specializzazioni determinano tariffe, domanda e scalabilità in modo molto diverso.
L'odontoiatra deve essere iscritto all'Albo degli Odontoiatri (sezione separata all'interno dell'Ordine dei Medici) prima di aprire la P.IVA. OpenIVA gestisce tutto il resto.
OpenIVA gestisce tutto
Dall'apertura gratuita alla dichiarazione dei redditi annuale: fatture con esenzione IVA sanitaria, scadenze ENPAM, F24 e Modello Redditi sono tutti inclusi nel servizio OpenIVA. Tu ti concentri sui pazienti, noi sulla fiscalità.
A €70.000 di fatturato, un odontoiatra forfettario porta a casa circa €55.875 netti (aliquota 5%) oppure €48.340 netti (aliquota 15%). Calcolo: reddito netto = €70.000 × 78% = €54.600; ENPAM Quota A €1.500 + Quota B (€1.875 su €15.000 + €7.683 su €39.600 al 19,5%) = €1.500 + €9.558 = €11.058 totale; deducibile 50% della Quota B = €4.779; base imponibile = €54.600 - €4.779 = €49.821; imposta 5% = €2.491; netto = €70.000 - €11.058 - €2.491 = €56.451.
Sì. Con la stessa partita IVA puoi sia emettere fatture direttamente ai pazienti del tuo studio sia fatturare a cliniche e poliambulatori per cui collabori. Nel secondo caso emetti fattura alla clinica per le prestazioni erogate (non ai pazienti direttamente). Questo è il modello più comune per chi inizia: collabora con una o più cliniche mentre costruisce la propria clientela diretta.
Sì, è un rischio reale nel settore. Se lavori in esclusiva per una sola clinica, con orari fissi, strumenti della clinica e tariffe imposte dal datore di fatto, il rapporto può essere riqualificato come lavoro dipendente dall'INPS. Per evitarlo: lavora per più strutture, mantieni discrezionalità negli orari, usa i tuoi strumenti quando possibile, e formalizza il rapporto con un contratto di collaborazione professionale chiaro.
Il break-even dipende dai costi fissi dello studio. Con affitto €1.000/mese, ammortamento attrezzature €500/mese e altri fissi €500/mese (totale €24.000/anno di costi aggiuntivi), il tuo studio è conveniente rispetto alla collaborazione al 50% quando superi €48.000 di fatturato. A €70.000 di fatturato proprio, il vantaggio rispetto alla collaborazione è già di €10.000–15.000/anno in più di netto.
Sì. Se acquisti la protesi dal laboratorio e la fatturi al paziente, l'intero importo fatturato è il tuo fatturato forfettario — non solo il tuo onorario. Su una protesi da €500 acquistata a €200 e rifatturata a €500, il tuo fatturato aumenta di €500 (non di €300). Questo può accelerare il raggiungimento del limite €85.000. Valuta se far acquistare direttamente la protesi al paziente o se strutturare diversamente il preventivo.
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