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Casi specificiDisoccupazione + P.IVA7 min di lettura · Aggiornato Marzo 2026

PARTITA IVA E NASPI: SONO COMPATIBILI NEL 2026?

Guida completa sulla compatibilità tra partita IVA forfettaria e NASpI nel 2026: quando si può fare, come si riduce l'indennità, la decadenza e il contributo addizionale.

Hai perso il lavoro, stai percependo la NASpI e vuoi aprire (o hai già) la partita IVA forfettaria? La combinazione è possibile, ma con regole precise che devi conoscere prima di agire. Comunicare in ritardo i redditi da P.IVA all'INPS può costarti la decadenza della NASpI e la restituzione di quanto percepito.

Partita IVA e NASpI: la compatibilità in breve

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è compatibile con la partita IVA forfettaria, ma con conseguenze diverse a seconda del reddito annuo che produci con la P.IVA.

La soglia chiave: €5.500 di reddito annuo previsto

Il discrimine è il reddito annuo che prevedi di produrre con la P.IVA nel periodo di fruizione della NASpI — non il fatturato, ma il reddito imponibile forfettario (fatturato × coefficiente). Se prevedi di guadagnare più di €5.500, la NASpI decade. Se prevedi di guadagnare meno, si riduce proporzionalmente.

SituazioneEffetto sulla NASpI
P.IVA con reddito annuo previsto ≤ €5.500NASpI si riduce (decurtazione proporzionale) — devi comunicare all'INPS entro 30 giorni dall'inizio attività
P.IVA con reddito annuo previsto > €5.500NASpI decade — perdi l'indennità dal giorno di apertura della P.IVA
P.IVA già aperta prima della perdita del lavoro e non è prosecuzione dell'attività da dipendenteRegole specifiche — valuta caso per caso con l'INPS o un patronato

Come si riduce la NASpI con la partita IVA

Se il reddito da P.IVA è sotto €5.500, continui a percepire la NASpI ma in misura ridotta. Il calcolo della riduzione avviene a consuntivo in sede di dichiarazione dei redditi.

  • Devi comunicare all'INPS l'inizio dell'attività entro 30 giorni dall'apertura della P.IVA
  • L'INPS riduce la NASpI mensile in base al reddito previsto comunicato
  • La riduzione si calcola come: (reddito da P.IVA / reddito NASpI annuo teorico) × NASpI percepita
  • A fine anno, in sede di dichiarazione dei redditi, INPS verifica il reddito effettivo e conguaglia la differenza
  • Se hai percepito più NASpI del dovuto, devi restituire la differenza

Esempio: NASpI €800/mese + P.IVA con reddito €4.000/anno

NASpI annua teorica: €800 × 12 = €9.600 Reddito da P.IVA dichiarato: €4.000 Riduzione NASpI: (€4.000 / €9.600) × NASpI percepita → circa il 41,7% della NASpI viene decurtato NASpI ridotta: €800 × (1 − 41,7%) ≈ €467/mese Nota: il calcolo esatto varia in base alla durata residua della NASpI e al momento in cui inizi l'attività.

La comunicazione obbligatoria all'INPS: entro 30 giorni

Aprire la partita IVA senza comunicarlo all'INPS entro 30 giorni è uno degli errori più pericolosi. La sanzione è la decadenza della NASpI con obbligo di restituzione.

  • Entro 30 giorni dall'apertura della P.IVA (o dall'inizio effettivo dell'attività autonoma): invia comunicazione all'INPS tramite il portale online, il Contact Center o tramite un patronato (CAF, ACLI, INCA, ecc.)
  • Cosa comunicare: inizio attività autonoma, stima del reddito annuo previsto
  • INPS aggiorna il tuo trattamento NASpI in base alla comunicazione
  • Il patronato è gratuito e ti aiuta a fare la comunicazione correttamente
  • Non comunicare = rischio di decadenza NASpI con restituzione di tutti gli importi percepiti + eventuali sanzioni

Il termine dei 30 giorni è perentorio

Non c'è tolleranza sul termine dei 30 giorni. Se apri la P.IVA il 15 marzo, devi comunicarlo all'INPS entro il 14 aprile. Fallo subito — non aspettare di avere il primo incasso o il primo cliente.

Quando si perde (decade) la NASpI

La NASpI decade — cioè cessa definitivamente — in questi casi specifici legati alla partita IVA.

  • Se avvii un'attività autonoma con reddito annuo previsto superiore a €5.500: la NASpI cessa dal giorno di inizio attività
  • Se non comunichi all'INPS l'apertura della P.IVA entro 30 giorni: l'INPS può considerarti decaduto dal momento dell'apertura e chiederti la restituzione di quanto percepito
  • Se le tue entrate effettive superano €5.500 nell'anno: l'INPS rivaluta la posizione e può dichiarare la decadenza retroattiva
  • Attenzione alla partita IVA già aperta: se avevi una P.IVA aperta prima di perdere il lavoro e ricominci a usarla, l'INPS può considerarlo come inizio di nuova attività

La NASpI decade ma il lavoro continua: cosa succede

Se la NASpI decade perché il reddito supera €5.500, non è una tragedia: significa che la tua attività autonoma è abbastanza redditizia da sostituire l'indennità. Puoi sempre interrompere la NASpI volontariamente comunicando all'INPS. Il residuo di NASpI non fruito si perde definitivamente — non si 'congela' per il futuro.

Il contributo addizionale NASpI al momento del licenziamento

C'è un altro aspetto spesso ignorato: quando un datore di lavoro ti licenzia (o il rapporto cessa per cause diverse dalle dimissioni), deve versare all'INPS un contributo addizionale NASpI pari al 41% della retribuzione mensile per ogni 12 mesi di anzianità aziendale.

  • Il contributo addizionale è a carico del datore di lavoro, non tuo
  • Non incide sulla NASpI che percepisci
  • È rilevante se sei tu il datore di lavoro con dipendenti: quando licenzi un dipendente, devi versarlo tu
  • Per i contratti a termine: il contributo si chiama 'contributo addizionale per contratti a tempo determinato' (1,4% della retribuzione imponibile) — diverso dal contributo NASpI al licenziamento

L'incentivo all'autoimprenditorialità: la NASpI anticipata

C'è una possibilità spesso poco conosciuta: se vuoi aprire una partita IVA (o società) mentre percepisci la NASpI, puoi richiedere la liquidazione anticipata in un'unica soluzione di tutta la NASpI residua.

  • Si chiama 'incentivo all'autoimprenditorialità' — art. 8 D.Lgs. 22/2015
  • Puoi chiedere la liquidazione in una sola soluzione di tutte le mensilità di NASpI ancora da percepire
  • Condizione: aprire una partita IVA individuale o costituire una società cooperativa entro 30 giorni dalla liquidazione
  • La domanda si presenta all'INPS prima di aprire la P.IVA
  • Vantaggio: ricevi subito tutto il residuo NASpI come capitale iniziale per la tua attività
  • Svantaggio: se l'attività non va, hai già consumato tutta la NASpI — non puoi tornare a percepirla mensilmente

Quando conviene la liquidazione anticipata

Conviene se hai un progetto concreto e hai bisogno di capitale iniziale per avviarlo (attrezzature, affitto, formazione). Non conviene se non sei ancora sicuro dell'attività o se la NASpI è la tua unica fonte di sostentamento nel breve periodo. Valuta con calma prima di richiederla.

Domande frequenti

Ho già la partita IVA aperta da prima del licenziamento: posso chiedere la NASpI?

Dipende. Se la P.IVA era inattiva (nessun incasso, nessuna fattura) prima del licenziamento, in genere puoi richiedere la NASpI e poi eventualmente riattivare la P.IVA comunicando l'inizio attività entro 30 giorni. Se invece la P.IVA era attiva (con incassi) anche durante il rapporto di lavoro dipendente, la situazione è più complessa: l'INPS valuta caso per caso se la perdita del lavoro dipendente giustifica la NASpI. Consulta un patronato prima di fare qualsiasi mossa.

Posso fatturare al mio ex datore di lavoro mentre percepisco la NASpI?

È una zona grigia ad alto rischio. Se dopo il licenziamento inizi a collaborare con lo stesso ex datore come partita IVA, l'INPS potrebbe considerarlo un rapporto di lavoro continuato mascherato — con annullamento della NASpI e richiesta di restituzione. La legge non lo vieta esplicitamente, ma i controlli INPS su questi casi sono frequenti. Evita o documenta molto attentamente la natura autonoma della collaborazione.

La NASpI si considera reddito ai fini IRPEF o del regime forfettario?

La NASpI è un'indennità INPS che viene tassata come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente — ma separatamente dal reddito forfettario da P.IVA. Non entra nel calcolo del tetto €85.000 del regime forfettario. In sede di dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF), la NASpI viene dichiarata nel quadro C come reddito assimilato e tassata con IRPEF ordinaria, mentre il reddito forfettario si dichiara nel quadro LM con l'imposta sostitutiva del 5% o 15%.

Se apro la P.IVA con reddito sotto €5.500, devo comunque comunicarlo all'INPS?

Sì, assolutamente. La comunicazione all'INPS è obbligatoria indipendentemente dal reddito previsto — anche se prevedi di guadagnare pochissimo. La soglia €5.500 determina se la NASpI decade o si riduce, ma la comunicazione va fatta sempre entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. La procedura si fa online sul portale INPS (con SPID) oppure tramite un patronato gratuitamente.

Posso chiedere la liquidazione anticipata della NASpI e poi NON aprire la partita IVA?

No. Se ottieni la liquidazione anticipata e non apri la P.IVA o la società cooperativa entro 30 giorni, sei obbligato a restituire all'INPS gli importi ricevuti anticipatamente. La liquidazione è condizionata all'effettivo avvio dell'attività autonoma. L'INPS verifica l'apertura della P.IVA tramite l'Agenzia delle Entrate — non puoi fingere di aprirla e poi non usarla.

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