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Casi specificiFreelancer10 min di lettura · Aggiornato 2026-03-23

PARTITA IVA DA FREELANCER: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE NEL 2026

Guida completa per aprire la partita IVA da freelancer in Italia: regime forfettario, tasse, contributi INPS, fatturazione e confronto con il lavoro dipendente.

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Sei un freelancer — o stai per diventarlo — e non sai da dove cominciare con la partita IVA? Sei nel posto giusto. Il mondo del lavoro autonomo in Italia è pieno di norme, scadenze e sigle incomprensibili (INPS Gestione Separata, regime forfettario, F24, codice ATECO…). In questa guida ti spieghiamo tutto con un linguaggio umano: quanto paghi di tasse, come funziona la previdenza, quando conviene davvero essere freelancer rispetto al dipendente, e come OpenIVA ti toglie il peso della burocrazia.

Chi è il freelancer e quale P.IVA aprire

Il termine "freelancer" non è una categoria fiscale riconosciuta in Italia — è un modo comune per indicare il **lavoratore autonomo** che offre servizi a più clienti senza un rapporto di lavoro subordinato. In pratica, il freelancer può essere: **Libero professionista non iscritto a un Ordine:** copywriter, social media manager, consulente marketing, developer, grafico, fotografo, videomaker, traduttore, formatore. Nessun albo obbligatorio — si apre P.IVA con il codice ATECO corrispondente alla propria attività. **Libero professionista iscritto a un Ordine:** avvocato, ingegnere, architetto, psicologo… con casse previdenziali dedicate. (Vedi le guide specifiche per categoria.) **Artigiano o commerciante:** chi vende prodotti fisici o offre servizi artigianali — iscritto alla Camera di Commercio, contributi INPS Artigiani o Commercianti. Questa guida si concentra sulla **prima categoria**: il freelancer di servizi intellettuali senza albo, che è la figura più comune tra chi cerca informazioni sulla P.IVA.

Regime forfettario: il migliore amico del freelancer

Il regime forfettario è la scelta naturale per la maggior parte dei freelancer in partenza. Ecco perché: **Imposta sostitutiva al 15%** (o 5% per i primi 5 anni) su una base imponibile ridotta — niente IRPEF progressiva, niente addizionali regionali e comunali. **Coefficiente di redditività 78%** per la maggior parte dei servizi intellettuali (codici ATECO 62–74): il 22% dei ricavi è automaticamente escluso da tassazione. **Niente IVA da gestire.** Non addebiti IVA ai clienti, non fai liquidazioni periodiche, non presenti la dichiarazione IVA. **Niente ritenuta d'acconto** (la indichi in fattura come esenzione). **Contabilità semplicissima.** Tieni solo un registro delle fatture emesse. Niente registro IVA, niente libro giornale. **Il limite: €85.000 di ricavi annui.** Se superi questa soglia, esci dal forfettario e passi al regime ordinario con IRPEF progressiva e IVA al 22%.

Contributi INPS Gestione Separata: come funzionano

I freelancer senza cassa previdenziale di categoria si iscrivono alla **INPS Gestione Separata**. L'aliquota contributiva 2026 è circa il **26,23%** del reddito netto (imponibile forfettario). **Esempio con €30.000 di ricavi:** Base imponibile: €30.000 × 78% = €23.400 Contributi INPS GS 26,23%: €6.138 Imposta sostitutiva 15%: €3.510 (su €23.400) Netto stimato: ~€20.352/anno (~€1.696/mese) **Esempio con €50.000 di ricavi:** Base imponibile: €50.000 × 78% = €39.000 Contributi INPS GS 26,23%: €10.230 Imposta sostitutiva 15%: €5.850 Netto stimato: ~€33.920/anno (~€2.827/mese) **Importante:** i contributi INPS GS si pagano in acconto e saldo con la dichiarazione dei redditi (giugno e novembre). Non c'è un contributo minimo fisso — se non guadagni nulla, non paghi contributi (ma non maturi pensione).

Freelancer vs dipendente: il confronto reale

La domanda che si pone ogni freelancer: vale davvero la pena rispetto al contratto da dipendente? **RAL dipendente €30.000 → netto ~€22.800** **Freelancer forfettario €40.000 ricavi → netto ~€28.000** A parità di "valore prodotto", il freelancer porta a casa circa il 20–25% in più. Ma attenzione a quello che manca: **Cosa NON ha il freelancer:** - TFR (trattamento di fine rapporto) - Ferie retribuite (se non lavori, non guadagni) - Malattia retribuita (INPS GS copre parzialmente dopo 3 giorni) - 13ª/14ª mensilità - Contributo datoriale alla pensione - Protezione dal licenziamento **Cosa HA il freelancer:** - Autonomia totale su orari e clienti - Possibilità di lavorare per più committenti - Nessun tetto salariale imposto - Libertà di crescere senza vincoli gerarchici - Possibilità di dedurre spese professionali (in regime ordinario)

Il codice ATECO giusto per il tuo lavoro

Il codice ATECO classifica la tua attività e influenza il coefficiente di redditività. Per i freelancer più comuni: **Sviluppo software e IT:** 62.01.00 o 62.02.00 — coefficiente **67%** **Consulenza aziendale, marketing, comunicazione:** 70.22.09 — coefficiente **78%** **Design grafico e UX:** 74.10.29 — coefficiente **78%** **Copywriting e traduzione:** 74.30.00 o 63.99.00 — coefficiente **78%** **Fotografia:** 74.20.19 — coefficiente **78%** **Formazione e coaching:** 85.59.20 — coefficiente **78%** **Social media e PR:** 73.11.00 — coefficiente **78%** Attenzione: il coefficiente 67% (sviluppatori e IT) significa meno imponibile e quindi meno tasse. Un vantaggio ulteriore per chi lavora nel tech.

Come aprire la P.IVA da freelancer: i passaggi

Aprire la P.IVA in Italia è più semplice di quanto si pensi: **1.** Scegli il codice ATECO che descrive la tua attività principale. **2.** Compila il **modello AA9/12** online sul sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE (o di persona in ufficio). Scegli regime forfettario. **3.** Iscriviti all'**INPS Gestione Separata** entro 30 giorni, tramite il portale INPS. **4.** Attiva la **fatturazione elettronica** su OpenIVA — gratuita, con invio SDI integrato. **5.** (Facoltativo ma consigliato) Apri un conto corrente dedicato all'attività. Tempo totale: 30–60 minuti online. Costo: zero.

Freelancer con clienti esteri: cosa cambia

Molti freelancer italiani lavorano per clienti stranieri — uno dei grandi vantaggi del lavoro digitale: **Niente IVA sulle fatture estere.** Le prestazioni verso clienti UE o extra-UE con P.IVA estera sono non imponibili ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/72. La dicitura in fattura cambia rispetto a quella standard forfettaria. **Niente SDI per i clienti esteri.** Le fatture verso l'estero non passano per il Sistema di Interscambio — si emettono come normali fatture PDF (con obbligo di esterometro trimestrale). **I ricavi in valuta estera** vanno convertiti in euro al cambio del giorno per la dichiarazione dei redditi. **Attenzione al limite €85.000:** anche i ricavi esteri contano nel totale forfettario.

Gli strumenti pratici di ogni freelancer organizzato

Gestire una P.IVA non significa farlo da soli nel caos. Ecco l'ecosistema che fa la differenza: **Fatturazione elettronica: OpenIVA.** Gratuita, integrata nel tuo account, con invio SDI in un clic. Le diciture obbligatorie, il bollo da €2 e la gestione dei clienti esteri sono automatici. **Commercialista:** consigliato per il primo anno. Un buon commercialista specializzato in freelancer costa €500–€1.200/anno. Con OpenIVA gestisci la parte operativa e il commercialista fa solo la dichiarazione dei redditi. **Conto dedicato all'attività:** separa i soldi dell'attività da quelli personali. Fondamentale per non perdere il conto dei pagamenti e per la chiarezza con il commercialista. **Contratto di collaborazione:** prima di ogni progetto, metti per iscritto servizio, compenso, scadenze e proprietà intellettuale. Ti tutela e professionalizza il rapporto.

Domande frequenti

Quanto si paga di tasse con partita IVA forfettaria da freelancer?

Con il regime forfettario paghi un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) su una base imponibile pari al 78% dei ricavi, più i contributi INPS Gestione Separata al 26,23% dello stesso imponibile. Su €40.000 di ricavi la pressione fiscale e contributiva totale è circa il 30–32%, contro il 40–45% di un dipendente con RAL equivalente.

Si può essere freelancer e dipendente allo stesso tempo?

Sì, ma con il limite del forfettario: la RAL da lavoro dipendente nell'anno precedente non deve superare €35.000 lordi. Se la superi, devi aprire P.IVA in regime ordinario. Molti iniziano la carriera freelance mantenendo il part-time da dipendente, poi passano full-time quando la P.IVA genera reddito sufficiente.

La partita IVA forfettaria dà diritto alla pensione?

Sì, i contributi versati all'INPS Gestione Separata maturano pensione. Il problema è che, senza il contributo datoriale del lavoro dipendente, la pensione accumulata sarà più bassa. Molti freelancer integrano con fondi pensione complementari o investimenti privati.

Devo aprire P.IVA anche se guadagno poco?

Per legge, se svolgi attività autonoma in modo abituale e continuativo, devi aprire la P.IVA indipendentemente dall'importo. La soglia dei €5.000 riguarda l'esonero dai contributi INPS GS (sotto quella cifra non versi contributi), non l'obbligo di P.IVA. Per attività davvero occasionali e non abituali si può usare la ricevuta per prestazione occasionale fino a €5.000/anno per committente.

Cosa succede se supero €85.000 di ricavi?

Se superi €85.000 durante l'anno, esci dal regime forfettario dall'anno successivo. Per i ricavi fatturati quell'anno non cambia nulla. Dal 1° gennaio dell'anno dopo applichi IVA al 22%, passi all'IRPEF ordinaria con aliquote progressive (23–43%) e hai l'obbligo di contabilità ordinaria. Va pianificato con un commercialista.

Posso lavorare dall'estero con la partita IVA italiana?

Se sei residente fiscalmente in Italia (più di 183 giorni l'anno in Italia), mantieni la P.IVA italiana e paghi le tasse qui, anche sui redditi esteri. Se trasferisci la residenza fiscale all'estero, devi chiudere la P.IVA italiana. I nomadi digitali con P.IVA italiana che vivono all'estero per più di 183 giorni rischiano contestazioni fiscali.

Quanto costa gestire una partita IVA da freelancer?

Aprire la P.IVA è gratuito. I costi ricorrenti sono: commercialista (€500–€1.200/anno), software di fatturazione (con OpenIVA è gratuito), eventuale RC professionale (€200–€500/anno). L'iscrizione INPS Gestione Separata è gratuita. Il costo reale è il tempo dedicato alla burocrazia — che con gli strumenti giusti si riduce a poche ore l'anno.

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