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Casi specificiVeterinario P.IVA 202610 min di lettura · Aggiornato Marzo 2026

CONVIENE APRIRE PARTITA IVA DA VETERINARIO NEL 2026?

ENPAV, coefficiente 78%, esenzione IVA per prestazioni sanitarie animali: tutto quello che un veterinario deve sapere prima di aprire la P.IVA.

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Un veterinario libero professionista con studio privato può guadagnare €40.000–€60.000 netti con partita IVA in regime forfettario — il doppio di un contratto SSN. Le prestazioni sanitarie veterinarie sono parzialmente esenti IVA (cure degli animali sì, vendita farmaci no), la cassa previdenziale è ENPAV al 12,5% e il coefficiente è 78%. La scelta tra SSN e libera professione è spesso la più importante della carriera veterinaria.

ENPAV: la cassa previdenziale dei veterinari

L'ENPAV (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Veterinari) è la cassa obbligatoria per tutti i veterinari iscritti all'Albo. L'aliquota contributiva è il 12,5% sul reddito professionale netto — significativamente inferiore all'INPS GS al 26,23% dei professionisti senza cassa. A questo si aggiunge il contributo integrativo del 2% da addebitare al cliente.

  • ENPAV: 12,5% sul reddito netto imponibile (dopo coefficiente 78%)
  • Contributo integrativo: 2% sul fatturato — addebitato obbligatoriamente al cliente
  • Su €50.000 fatturato: imponibile €39.000, ENPAV 12,5% = €4.875
  • Base imponibile netta: €39.000 − €4.875 = €34.125 → imposta 15% = €5.119
  • Totale imposte + contributi: ca. €9.994 (20% del fatturato) — molto favorevole
  • Netto stimato con €50.000: ca. €40.000

Contributo integrativo ENPAV 2% in parcella

Il 2% va addebitato obbligatoriamente al cliente in parcella come voce separata. Su €200 di visita: €200 + €4 integrativo = €204 totale. Non assorbirlo nel compenso — sarebbe una perdita netta.

IVA: cosa è esente e cosa non lo è

Le prestazioni sanitarie veterinarie hanno un regime IVA composito che crea confusione. In regime forfettario non si addebita mai IVA — vantaggio immediato. In regime ordinario bisogna distinguere tra prestazioni esenti e imponibili. Capire questa differenza è utile per chi valuta di uscire dal forfettario superando €85.000.

PrestazioneIVA regime ordinarioRegime forfettario
Visita clinica, diagnosi, cura animaliEsente art. 10 n.18Non si applica IVA
Interventi chirurgici veterinariEsente art. 10 n.18Non si applica IVA
Vendita farmaci con prescrizione10% ridottaNon si applica IVA
Vendita mangimi e accessori22% ordinariaNon si applica IVA
Certificati sanitari (export)22% ordinariaNon si applica IVA

SSN vs libera professione: il confronto economico

Il veterinario SSN ha sicurezza contrattuale, ferie pagate e pensione garantita. Il libero professionista ha potenziale di reddito molto più alto ma rischio d'impresa. La differenza non è solo economica: stile di vita, autonomia, tipologia di pazienti e rapporto con i proprietari cambiano completamente.

  • Veterinario SSN (dirigente): €32.000–€45.000 lordi (€25.000-€35.000 netti)
  • Veterinario libero professionista (studio privato): €40.000–€80.000 netti
  • Veterinario dipendente clinica privata: €25.000–€38.000 lordi
  • Veterinario P.IVA in clinica privata (co.co.co. o P.IVA): €30.000–€55.000 netti
  • Vantaggio SSN: stabilità, ferie, malattia, progressione automatica
  • Vantaggio P.IVA: reddito potenzialmente doppio, autonomia, scelta dei casi
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Doppio lavoro SSN + P.IVA: si può?

Sì, con limiti. Il veterinario SSN può svolgere attività libero-professionale intramoenia (nelle strutture SSN) o extramoenia (fuori). Alcune ASL richiedono autorizzazione. È una strada comune per aumentare il reddito mantenendo la sicurezza del contratto pubblico.

Albo e requisiti per aprire la P.IVA

Per esercitare come veterinario libero professionista è obbligatoria l'iscrizione all'Ordine dei Medici Veterinari della provincia. L'iscrizione ENPAV segue automaticamente. Il titolo richiesto è la laurea magistrale in Medicina Veterinaria (LM-42) e l'abilitazione tramite esame di Stato.

  • Laurea magistrale LM-42 in Medicina Veterinaria: 5 anni
  • Esame di Stato abilitante: obbligatorio, due sessioni all'anno
  • Ordine dei Medici Veterinari provinciale: iscrizione obbligatoria, quota ca. €150-200/anno
  • ENPAV: iscrizione automatica dopo Ordine, quota minima annuale ca. €300
  • ATECO: 75.00.09 (altre attività veterinarie) — coefficiente 78%
  • Apertura P.IVA: modello AA9/12 — gratuita con OpenIVA

Domande frequenti

Conviene aprire partita IVA da veterinario nel 2026?

Sì, soprattutto se vuoi uno studio proprio o lavori in clinica privata. Con €50.000 di fatturato e ENPAV al 12,5%, il netto è ca. €40.000 — significativamente più alto di un contratto SSN o dipendente di clinica privata.

Quanto paga di contributi un veterinario con partita IVA?

ENPAV al 12,5% sul reddito netto imponibile + contributo integrativo 2% addebitato al cliente. Su €50.000 di fatturato, i contributi ENPAV sono ca. €4.875 — molto inferiori all'INPS GS al 26,23% dei professionisti senza cassa.

Le prestazioni veterinarie sono esenti IVA?

Le cure cliniche e gli interventi chirurgici sugli animali sono esenti IVA. La vendita di farmaci e prodotti è soggetta a IVA ridotta (10%) o ordinaria (22%). In regime forfettario il problema non si pone: non si addebita mai IVA.

Un veterinario SSN può avere anche la partita IVA?

Sì, con autorizzazione dell'ASL. Può svolgere attività libero-professionale intramoenia (nelle strutture SSN) o extramoenia. È una strada comune per integrare il reddito pubblico mantenendo la sicurezza contrattuale.

Qual è il codice ATECO per il veterinario con partita IVA?

75.00.09 — Altre attività veterinarie. Coefficiente di redditività 78%. L'iscrizione all'Ordine provinciale e all'ENPAV è obbligatoria prima dell'apertura della P.IVA.

Quanto guadagna un veterinario libero professionista?

Con uno studio avviato: €40.000–€70.000 netti l'anno. Un veterinario agli inizi con €25.000-€30.000 di fatturato guadagna ca. €18.000-22.000 netti. La specializzazione (chirurgia, esotici, oncologia) aumenta significativamente le tariffe orarie.

Quanto costa aprire partita IVA da veterinario con OpenIVA?

L'apertura è gratuita: OpenIVA trasmette il modello AA9/12 con ATECO 75.00.09 e supporta l'iscrizione ENPAV. La gestione — fatture, calcolo contributi ENPAV, dichiarazione redditi — è inclusa nell'abbonamento.

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